Paolo Borsellino - Essendo Stato

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Cosa ha pensato il magistrato Paolo Borsellino negli ultimi istanti della sua vita? Quando l'esplosione, cinquantasette giorni dopo quella che aveva distrutto Giovanni Falcone, mette fine alla sua vita e a quella degli uomini della sua scorta (tra i quali vi era anche Eddie Cosina, un triestino), si sarà pentito di essere rimasto in Sicilia o avrà continuato ad amare Palermo?

Provano a raccontarcelo, immaginando cosa può essere avvenuto nella mente di Borsellino in quei tragici momenti, Ruggero Cappuccio, autore e regista, e Massimo de Francovich, che darà voce e corpo al giudice tragicamente scomparso.

Dove: Politeama Rossetti
Quando: 21 febbraio, ore 20:30
Costo: settori A e B della platea: € 20,00 (ridotti € 17,00)
settore C della platea e gallerie: € 12,00 (ridotti € 10,00)
abbonamento con le stelle: 1*
Durata dello spettacolo: 1 ora senza intervallo

Link:

Comunicato stampa Stabile Friuli Venezia Giulia

"Paolo Borsellino Essendo Stato di Ruggero Cappuccio è in scena al Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia solo martedì 21 febbraio alle 20.30. A dare vita all'emozionante personaggio del magistrato ucciso è un attore di primo livello quale Massimo De Francovich."

Paolo Borsellino Essendo Stato: teatro di impegno e di grande emozione, in scena al Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia per il cartellone "altripercorsi" martedì 21 febbraio 2006 alle ore 20.30.

È davvero un appuntamento da non lasciarsi sfuggire lo spettacolo che Ruggero Cappuccio -nel doppio ruolo di autore e regista - dedica alla eroica figura del giudice Paolo Borsellino: a rendere ancor più interessante la proposta dello Stabile regionale è l'interpretazione - di sicura intensità emotiva - del bravissimo Massimo De Francovich che ammireremo nel personaggio del titolo.

Paolo Borsellino possedeva cuore e intelligenza e un immenso coraggio, un'inattaccabile lealtà e fermezza nei valori... Per questo faceva paura. Le sue parole, la sua vita, i suoi atteggiamenti sempre lontani dalla retorica, dal clamore rappresentavano un esempio importante per chi - in Sicilia prima, e poi anche molto oltre ai confini dell'isola - desiderava "cambiare le cose". Cambiare la sua terra, era un'utopia fondamentale per Borsellino: «Palermo non mi piaceva - scriveva infatti - per questo ho imparato ad amarla, perché il vero amore consiste nell'amare ciò che non piace per poterlo cambiare», rivelando così il senso più segreto e profondo del suo essere uomo e del suo lavoro nella giustizia.

È il 1975 quando Paolo Borsellino viene trasferito al tribunale di Palermo. Dopo pochi mesi assieme al Capitano Basile è già impegnato nella prima indagine sulla mafia: da questo momento comincia il suo grande e costante lavoro per contrastare e sconfiggere l'organizzazione mafiosa. Cinque anni più tardi, dopo l'arresto di alcuni criminali di Cosa Nostra, Basile viene ucciso in un agguato. Il giudice e la sua famiglia, per la prima volta, vengono messi sotto scorta.

Ma Borsellino continua, nonostante le minacce, a condurre il suo eccezionale lavoro di magistrato e inquirente: continua nel 1983, quando è assassinato il leader del pool antimafia Chinnici; continua quando viene freddato il commissario Beppe Montana, quando si trova a dover proteggere egli stesso il lavoro del pool dall'assurda miopia dei politici... Resta al proprio posto, infine, dopo la Strage di Capaci, quando a morire è Giovanni Falcone, compagno fidato, che il magistrato definiva "il mio scudo". Una scelta eroica, questa di "rimanere" soprattutto se compiuta nella consapevolezza della propria morte, ugualmente vigliacca, incombente.

Resiste a tutto per cinquantasette giorni, in cui paradossalmente è un uomo solo, accerchiato dalla Mafia, da elementi deviati dello Stato, dall'indifferenza. Cinquantasette giorni in cui continua a combattere contro le armi senza armi, per la giustizia. Poi l'esplosione: 19 luglio 1992. In via D'Amelio a Palermo un attentato pone fine alla vita di Paolo Borsellino e della sua scorta, composta da giovani che ne condividono coraggiosamente il destino: Vincenzo Li Muli, Agostino Catalano, Claudio Traina, Emanuela Loi, il triestino Walter Cosina...

Essendo stato porta in scena gli ultimi pensieri del magistrato, gli ultimi suoi istanti di vita così come li ha immaginati - con la sensibilità e la forza emotiva che sono segno affascinante della sua drammaturgia - Ruggero Cappuccio. Autore e regista dello spettacolo, Cappuccio ha già dato prova del suo talento al pubblico dello Stabile regionale che ha apprezzato in passato le suggestioni di Desideri Mortali, o del delicato Lighea - interpretato da Roberto Herlitzka - e la raffinata koinée di suoni e sensi creata per l'Edipo a Colono, messo in scena da Antonio Calenda.

A dare voce a Borsellino, sarà un ottimo Massimo De Francovich, che ritorna sul palcoscenico del Politeama Rossetti (da cui era assente dal 1994, quando è stato applaudito in Terra di nessuno di Pinter) in un grande ruolo.

Accanto a lui un mondo femminile che - con tenerezza e con una dignità d'acciaio - condivide col giudice la coscienza della fine. La madre, la moglie, la sorella, le due figlie: in esse Cappuccio vede «(...) cinque Antigoni, memorie di un'infanzia perduta intesa come età della perfezione, della bellezza. Il femminile che distilla un'idea calda e solare della terra, in una parola della Sicilia stessa». Cinque delicate figure che ci accompagnano in una messinscena che deflagra in dodici movimenti ­- quanti sono quelli di uno Stabat Mater - addensando frasi, sussurri, visioni, per lasciarci infine commossi, turbati, senza fiato, davanti al ritratto di un vero eroe del nostro tempo.

Le cinque donne sono interpretate da Francesca Caratozzolo, Connie Bismuto, Paola Greco, Silvia Santagata, Ada Totaro.

Essendo Stato è una produzione di Associazione Culturale teatro Segreto e Benevento Città Spettacolo, con il sostegno di IMAIE e si avvale delle musiche di Marco Betta, delle scene di Claudio Rescigno, del progetto immagini di Ciro Pellegrino, dei costumi di Salvatore Salzano, delle luci di Michele Vittoriano.

Scritto e diretto da Ruggero Cappuccio, lo spettacolo va in scena al Politeama Rossetti in un'unica serata, il 21 febbraio alle ore 20.30. I biglietti sono già in vendita.

Acquisti saranno possibili presso la Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e il Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19), presso le agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani) e Udine (Associazione Culturale Udine Sipario), San Vito al Tagliamento (Medina) e presso le Agenzie del circuito Charta presenti sul territorio nazionale. Vendite telefoniche chiamando CallTicket allo 040.986.986.6 Informazioni anche sul sito www.ilrossetti.it. e al tel. 040/3593511.

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