Perthus, di Jean-Marie Besset

Notizia inserita il 19/11/2010

"Si parla con umorismo e disincanto dei turbamenti e delle fragilità dell'adolescenza in , di , testo del pluripremiato autore francese Jean-Marie Besset. Lo spettacolo - interpretato da quattro giovani e convincenti attori - rimane in scena alla Sala Bartoli per la stagione altripercorsi dello Stabile regionale dal 23 al 28 novembre".

Perthus di Jean-Marie Besset che è in scena alla Sala Bartoli del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia dal 23 al 28 novembre, apre - nella stagione altripercorsi - una parentesi di riflessione sul mondo dell'adolescenza e della giovinezza, un panorama frastagliato, connotato da grandi fragilità e complessità.

Dopo l'ironico testo dell'autore francese infatti, andrà in scena sempre alla Sala Bartoli 20 novembre di Lars Norén, che secondo ottiche differenti tratta un tema analogo.

Messo in scena da Giampiero Cicciò per la Fondazione Teatro Vittorio Emanuele di Noto in coproduzione con Taormina Arte 2009, Perthus racconta le traversie di due adolescenti che si affacciano alla vita adulta, attorniati da un mondo di adulti vulnerabili o eccessivamente autorevoli, sordi alle loro esigenze e comunque sia mai in sintonia con la loro sensibilità...

Quanto varrà il sorriso di un figlio, la sua confidenza,? Quanto varrà condividere con lui l'ansia per un'interrogazione, commentare assieme un incontro sportivo, offrirgli qualche suggerimento prezioso per chi con la vita inizia appena a "fare a pugni"? I padri di Paul e Jean Luois - i giovanissimi protagonisti di Perthus - non sanno nulla di tutto ciò. Probabilmente non se ne interessano, così presi, come sono, dalle ambizioni delle loro carriere, dall'impegno sfrenato ad accumulare denaro. Se messi davanti alle esigenze dei figli diventano addirittura goffi, bugiardi... non hanno peso nella loro evoluzione verso l'età adulta e perciò, nella pièce sono invisibili.

Nemmeno le madri dei due ragazzi si pongono il problema di scandagliare la complessa interiorità degli adolescenti. Paul e Jean Luois, sono una "loro proprietà" e rappresentano forse l'ultima opportunità per le due donne di rivalersi delle rispettive frustrazioni: sono figli "prodigio", figli "gioiello", da plasmare secondo i loro schemi. Il loro futuro va pianificato perché possano dare alle mamme tutte quelle gratificazioni che come mogli e donne non hanno ottenuto: le loro potenzialità vanno incensate, le fragilità, semplicemente rifiutate. In ciò le due donne sono l'una lo specchio dell'altra: fanno conoscenza e nasce fra loro un legame di amicizia, fiducia, reciprocità: stesse infelicità e stessi obiettivi...

E i due ragazzi? Sono compagni di liceo, si conoscono, anzi si "ri-conoscono" e assieme tentano incerti, gracili e appassionati di affacciarsi all'età adulta. Paul è appassionato di letteratura e di teatro, Jean-Louis è un giovane ammaliante e misterioso, alunno dell'ultimo anno: la loro immediata amicizia, fatta di grande complicità ed esclusività, presto si trasforma. Paul si scopre innamorato di Jean-Louis, con tutta l'irruenza della sua età adolescenziale.

Nemmeno a questo punto però le due madri si piegheranno alla vita, e anzi, opprimeranno i ragazzi pur di non lasciarli distrarre dai loro progetti d'affermazione.

Sarà dunque scontrandosi con i perentori dettami materni che Paul e Jean-Luis proveranno a integrarsi in una collettività dove l'uniformità e l'anestesia delle pulsioni appaiono come antidoti contro l'emarginazione. Soffocando e allenando l'anima alla finzione, per immergersi miseramente in una realtà piatta e omologata, il nostro futuro - questo il monito di Besset - è votato ad una condizione di ineluttabile scontentezza.

L'analisi vera e attuale di Jean Marie Besset si ambienta in un piccolo centro del sud della Francia, ma potrebbe trovare un tessuto simile in qualsiasi città: viene tradotta nella commedia attraverso un'ironia amara e trascinante, disincanto e partecipazione.

Sono le acute armi di Besset, versatile autore appena cinquantenne che si divide fra gli Stati Uniti e la Francia, dove le sue opere sono molto rappresentate e premiate. Addirittura nove volte candidato al prestigioso Premio Molière, apprezzatissimo autore e adattatore, vive il teatro in modo anche molto concreto e diretto: si è infatti impegnato spesso come attore e regista e dirige a Montpellier il Théatre des Treize Vents.

Sul palcoscenico della Sala Bartoli la drammaturgia di questo sensibile autore francese giunge grazie a Giampiero Cicciò regista e interprete della piéce assieme ad altri tre giovani e validi attori, Annibale Pavone, Andrea Luini, Matteo Romoli.

Perthus va in scena alla Sala Bartoli dal 23 al 28 novembre: le recite avranno tutte inizio alle 21 ad eccezione della recita di domenica 28 novembre che è pomeridiana, alle ore 17.

La Stagione 2010-2011 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste

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