RIII-Riccardo Terzo di Shakespeare con Alessandro Gassmann

Notizia inserita il 28/01/2014

"Alessandro Gassmann regista e protagonista di RIII-Riccardo Terzo di Shakespeare, nell'adattamento e traduzione di Vitaliano Trevisan. Lo spettacolo è in scena al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da mercoledì 29 gennaio a domenica 2 febbraio 2014 per il cartellone Prosa".

Una scena di RIII-Riccardo Terzo di Shakespeare, adattamento e traduzione di Vitaliano Trevisan

«È un mostro che vive per fare del male, abbandonando totalmente le regole quando raggiunge il tanto agognato potere. Il suo è un furore violento, come feroce è la sua brama di potere e la sua diversità. Un ritratto di uomo che purtroppo ci riporta non solo alle deformità insite nella natura umana, ma anche ai fatti drammatici ed aberranti della nostra attualità politica» così Alessandro Gassmann descrive Riccardo III, che interpreta sul palcoscenico. «Tutte le sere - aggiunge - sul palco, mi sforzo di non pensare all'Italia di oggi e all'esercizio spregiudicato del potere a cui finora abbiamo assistito, ma dopo ogni rappresentazione c'è sempre qualcuno che dice di aver pensato al nostro presente durante lo spettacolo».

RIII- Riccardo Terzo di Shakespeare, nella traduzione e adattamento di Vitaliano Trevisan e nella regia e interpretazione di Alessandro Gassman e di una interessante compagia d'attori è uno degli appuntamenti più attesi della stagione Prosa 2013-2014 e va in scena in esclusiva regionale dal 29 gennaio al 2 febbraio alla Sala Assicurazioni Generali dello Stabile regionale.

Per l'artista romano quello con il malvagio Riccardo III è il primo incontro con un personaggio shakespeariano, che affronta da protagonista e regista, e dunque con una consapevolezza profonda e attraverso una lettura dal taglio interessante.

Seguendo una poetica che ha connotato tutta la sua produzione recente, Gassmann studia Riccardo III con rigore nei confronti della materia shakespeariana ma anche attraverso una koiné di linguaggi scenici molto moderna.

R III - Riccardo Terzo, fin dal titolo si annuncia come un'operazione nuova, un progetto costruito sul capolavoro di Shakespeare. Un progetto che naturalmente parte dalla traduzione e dall'adattamento del testo, che Alessandro Gassmann ha affidato a Vitaliano Trevisan, uno scrittore contemporaneo, colto, capace di rispondere al suo desiderio di un lavoro rispettoso dell'originale ma anche attuale, forte: «Una lingua asciutta, secca - ricorda Trevisan come una delle più immediate e stringenti richieste dell'attore e regista, fin dal loro primo incontro - che arrivi dritta, rendendo la trama chiara e coinvolgente. E un Riccardo gigantesco, fuori scala rispetto agli altri e alla scena, costretto a chinarsi per potersi specchiare, per passare da una porta, o per guardare qualcuno negli occhi». Lo scrittore rimane conquistato da questa visione: non è un caso che Shakespeare riservi a Riccardo III la parte più estesa che egli abbia mai scritto per un protagonista, superata solo da quella di Amleto. Bello che la statura scenica di questo irraggiungibile eroe/antieroe rispecchi la sua dimensione gigantesca vergata già sulla pagina, nel 1592, da uno Shakespeare trentenne.

Riccardo III è infatti una sua opera giovanile, eppure costruita attorno a una figura complessa, mai incerta, perfetta nelle sue dinamiche psicologiche, straordinaria nelle sue voragini di perfidia, nelle sue macchinazioni, nel suo nero eroismo: domina il destino altrui manipolando le esistenze e si fa "regista" di quanto accade in scena. È di una malvagità sconvolgente, eppure è carismatico, possiede un fascino capace di soggiogare Lady Anna - che lo odia e ciononostante diviene la sua sposa - e le platee di ogni tempo. Il suo humor riesce ad alleggerire il respiro di un dramma altrimenti dalla cupezza gotica e incombente, segno che nello spettacolo permane sul piano della scenografia.

Il plot vuole che Riccardo di York (secondo Shakespeare piccolo e deforme, in questa messinscena, mostruoso per la sua altezza, scelta che lascia intatta la metafora fra deformità estetica e degenerazione dell'anima) ambisca al trono d'Inghilterra. Per questo spinge il fratello re Edoardo IV a credere a una profezia, che indica in qualcuno il cui nome inizia per G colui che distruggerà la discendenza regale. Necessario dunque imprigionare il loro fratello Giorgio, che sarebbe erede diretto al trono: ma la prigione non basta a Riccardo che lo fa uccidere da due sicari. Il rimorso dà alla fragile fibra di re Edoardo il colpo di grazia, mentre Riccardo - con una manovra degna di un retore di prima grandezza - si assicura la mano di Lady Anna, fresca vedova del principe Giorgio. A Riccardo viene affidata anche la tutela del giovane erede al trono: di tale gesto di fiducia dei Pari immediatamente approfitta per eliminare altri possibili oppositori del suo piano ambizioso.

Coglie l'occasione del trasferimento a Londra dell'erede al trono, per l'incoronazione, per rinchiuderlo col fratellino nella Torre: ecco che Lord Buckingham può usare la propria influenza per indurre il Consiglio di Londra a proclamare re proprio Riccardo. Egli, in un capolavoro di dissimulazione, accetta la corona con riluttanza. Invece, appena salito al trono, provvede ad eliminare i due nipoti, e la stessa sorte infligge alla moglie Lady Anna. Ora, per rinsaldare la propria posizione, ambisce infatti alla mano dell'unica figlia di Edoardo IV e di Elisabetta, i precedenti regnanti.

Ma la giovane è già promessa al nobile Richmond: sarà la saggia Elisabetta, stavolta, a dissimulare. Appare propensa a concedere la mano della figlia al re, pronto a scontrarsi con Richmond che si è posto a capo dei molti che ormai si oppongono al suo regime sanguinario. In una scena celeberrima, Riccardo III nella notte che precede lo scontro definitivo fra i ribelli e il proprio esercito, vede i fantasmi di tutti coloro che ha assassinato che gli augurano la sconfitta. Premonizione che puntualmente si avvera sul campo di battaglia, quando Riccardo combatte con valore ma perde il proprio cavallo e soccombe. Con la morte di Riccardo e le nozze e l'incoronazione di Richmond, ha fine la Guerra delle due Rose, che oppose il ramo degli York a quello dei Lancaster e insanguinò il paese per lunghi anni.

RIII-Riccardo Terzo di William Shakespeare, nella traduzione e adattamento di Vitaliano Travisa, con l'ideazione scenica e la regia di Alessandro Gassmann va in scena al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia in Abbonamento Prosa.

Le scene sono di Gianluca Amodio, i costumi di Mariano Tufano, Marco Calmieri è il light designer dello spettacolo mentre la videografia è di Marco Schiavoni. Le musiche sono di Pivio & Aldo De Scalzi

RIII-Riccardo Terzo è prodotto da Teatro Stabile del Veneto, Fondazione Teatro Stabile di Torino, Società per Attori e con la partecipazione produttiva di "LuganoInScena"

I scena applaudiremo Alessandro Gassmann (Riccardo), Mauro Marino (Edoardo, Stanley, Margherita), Giacomo Rosselli (Rivers, Catesby), Manrico Gammarota (Tyrrel), Emanuele Maria Basso (Carceriere, Richmond, Vescovo), Sabrina Knaflitz (Anna), Marco Cavicchioli (Clarence, Hastings, Messaggero), Marta Richeldi (Elisabetta), Sergio Meogrossi (Buckingham) Lo spettacolo vanta la partecipazione di Paila Pavese (Duchessa di York).

RIII-Riccardo Terzo debutta mercoledì 29 gennaio alle ore 20.30, replica ogni giorno alla stessa ora fino a sabato 1 febbraio. Domenica 2 febbraio la pomeridiana inizia alle ore 16.

I biglietti per gli spettacoli sono in vendita presso i consueti punti vendita del Teatro Stabile regionale, attraverso il sito www.ilrossetti.it e allo e allo 040-3593511.

Tutti gli eventi e comunicati della sezione 'Musica e Spettacoli'.

Hai trovato utile questa pagina? Condividila!