Un certo Signor G

Notizia inserita il 15/12/2007

"Natalino Balasso è autore, regista e interprete di Ercole in Polesine, il secondo e divertentissimo appuntamento del cartellone altripercorsi: l'artista che il pubblico dello Stabile regionale ha già applaudito spesso ritorna al Politeama Rossetti venerdì 19 e sabato 20 ottobre alle ore 20.30".

È molto atteso a Trieste l'appuntamento con Un certo Signor G, e con il suo protagonista, l'eclettico Neri Marcorè: lo spettacolo va in scena al Politeama Rossetti a martedì 18 a giovedì 20 dicembre, sempre alle ore 20.30, per il cartellone altripercorsi e ripercorre i primi ironici e irraggiungibili lavori teatrali del grande Giorgio Gaber.

«Due estati fa Dalia Gaberscik, venuta a sapere del mio amore per Gaber, mi ha chiesto di partecipare al festival dedicato a suo padre che si svolge a Viareggio ogni anno. È stata una grande emozione per me, soprattutto cantare Il dilemma sull'accompagnamento della sua band storica» racconta Neri Marcorè. «Forse è stato quest'antefatto a portare all'operazione teatrale di Un certo signor G, nella quale interpreto a modo mio le canzoni e i monologhi dell'impareggiabile artista milanese: qualche mese dopo, infatti, Giorgio Gallione, con la produzione del Teatro dell'Archivolto di Genova, mi proponeva questa sfida ardua e affascinante, coi favori della stessa Dalia e di Paolo Dal Bon, presidente della fondazione Gaber».

Artista colto, intelligente e ironico, Neri Marcorè "incontra" Giorgio Gaber e il suo eccezionale repertorio con un'emozione ed un entusiasmo che le sue parole lasciano chiaramente trasparire: la sua interpretazione di Un certo signor G non rappresenta dunque soltanto un omaggio al bravissimo artista milanese, purtroppo scomparso prematuramente quattro anni fa, ma anche un impegno appassionato, assunto condividendo il punto di vista gaberiano e riconoscendo nella sua opera un "classico moderno" senza tempo di scadenza.

«Siamo pronti - continua infatti Marcoré - a riportare in scena il mondo di Gaber, la sua musica, le sua ironia, la sua capacità di interrogarsi senza sosta sulle contraddizioni dell'individuo rispetto all'amore, la società, la libertà, la politica, con le sue paure e le sue aspirazioni, urlandole con la potenza dell'invettiva o sussurrandole col tarlo dell'introspezione. Abbiamo provato a realizzare un progetto partendo da una passione autentica e seguendo quel filo che secondo noi lui stesso, insieme al prezioso compagno di scrittura Sandro Luporini, usava per cucire i suoi spettacoli».

Diretto da Giorgio Gallione - regista che ha firmato alcuni fra i più interessanti spettacoli di autore contemporaneo visti negli ultimi anni (Il bar sotto il mare con Fabio De Luigi, I bambini sono di sinistra e Grazie con Bisio, Reperto Raiot con la Guzzanti, Alice con Lella Costa, per citare solo i più recenti applauditi al Politeama Rossetti) - Un certo signor G, che va in scena per il cartellone altripercorsi, è stato dunque l'occasione per rileggere e rivisitare con mano libera e pudica i primi lavori teatrali di Gaber, a ormai più di 35 anni di distanza (il suo Signor G nasceva infatti nel 1970).

Fondamentale anche in questa messinscena - che vede Neri Marcorè accompagnato davanti al pubblico solo dalle due pianiste Gloria Clemente e Vicky Schaetzinger, esecutrici della bella elaborazione musicale di Paolo Silvestri - è stato il rifarsi costantemente al "teatro-canzone" una vera e propria invenzione di Giorgio Gaber, che attraverso a questa forma stilistica continuamente perfezionata ha potuto esprimere tutta a sua genialità, la sua coerenza e la sua assoluta autonomia.

In un brillante intreccio di monologhi, melologhi, musica e canzoni, quindi, Marcorè ritrae il Signor G, maschera di uomo comune che si interroga comicamente impotente sul senso della propria vita, sempre sfiorata dal pericolo dell'imbecillità e del qualunquismo, a cui Gaber come nessun altro ha saputo irridere. Il Signor G continua ad apparirci come un'icona attualissima, un personaggio sempre inadeguato nei confronti del mondo che lo circonda e sovrasta e al centro di una sorta di tragicomica storia del nostro paese, minato da falsa coscienza e ideali fasulli, come bene viene espresso nella profetica ballata Io non mi sento italiano.

Lo spettacolo - prodotto dal Teatro dell'Archivolto in collaborazione con la Fondazione Giorgio Gaber - va in scena al Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia dal 18 al 20 dicembre alle ore 20.30. Tratto dall'opera di Giorgio Gaber e Sandro Luporini si avvale dell'interpretazione di Neri Marcorè, del contributo al pianoforte di Gloria Clemente e Vicky Schaetzinger, dell'elaborazione musicale di Paolo Silvestri. La regia è di Giorgio Gallione, che per le scene e i costumi si è affidato a Guido Fiorato e per le luci ad Aldo Mantovani.

La Stagione 2007-2008 del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

I biglietti ancora disponibili si possono acquistare presso i consueti punti vendita, agenzie e circuiti.

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