Le storie del Signor Keuner

Notizia inserita il 27/01/2008

"Con Le storie del Signor Keuner di Bertolt Brecht, Moni Ovadia ritorna al Teatro Stabile regionale con uno spettacolo brechtiano molto singolare, che fonde racconti e parabole a musica e canzoni. Lo spettacolo va in scena al Politeama Rossetti per il cartellone altripercorsi dal 29 al 31 gennaio".

Moni Ovadia è ospite del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia con un originale spettacolo brechtiano, intitolato Le storie del Signor Keuner: lo spettacolo debutta martedì 29 gennaio e replica fino al 30 gennaio sempre alle 20.30. Lo spettacolo è programmato nel cartellone altripercorsi.

«Non aspettarti/ Nessuna risposta/ Oltre la tua» scrive Bertolt Brecht e in questa piccola composizione condensa il monito che tutta la sua opera ha espresso e continua ad esprimere con lancinante attualità. La lezione del grande maestro di pensiero del Novecento - a oltre cinquant'anni dalla morte - è resa tutt'altro che opaca dal tempo, anzi: con incredibile efficacia e inquietante forza presaga ogni suo lavoro sa illuminare di riflessioni il nostro presente.

Ne abbiamo prova ogni volta che incontriamo a teatro la produzione brechtiana: sia essa quella classica dei grandi drammi (come Vita di Galileo, che in apertura di stagione, nell'edizione firmata da Antonio Calenda e interpretata da Franco Branciaroli, ci è apparso in tutta la sua pregnanza di senso), oppure s'ispiri a una vena creativa tutta da scoprire, come nel caso de Le storie del Signor Keuner, al centro dell'omonimo spettacolo di Moni Ovadia e Roberto Andò.

Presentato per la prima volta nel luglio 2006 al Mittelfest di Cividale del Friuli, Le storie del Signor Keuner pone all'attenzione del pubblico un Brecht insolito, che si distacca dalle linee del grande teatro epico per esprimersi attraverso la forma nuova e antica dell'exemplum. Il testo infatti consiste in una raccolta di parabole e racconti in parte ancora inediti in Italia, che Brecht scrisse - a partire dal 1929 - per tutta la vita, facendo di questo "catalogo" di riflessioni un vero capolavoro e del Signor Keuner una sorta di proprio alter ego.

Nel Signor Keuner Brecht rappresenta l'alter ego di sé stesso, due volte esule: esiliato perché oppositore eccellente del regime nazista e poi esule deluso, smarrito, al rientro a Berlino, nel constatare che il comunismo - da lui tanto auspicato - si rivelava un sistema di potere ottuso e autoreferenziale.

Tutto in Keuner assume dunque una forma dialettica, elastica, dubitativa. Brecht in questi racconti sposta l'attenzione dalla centralità politica alla centralità umana, guarda all'uomo nel caos, spaesato, esule in un'epoca sempre più priva di senso e di valori.

Conosceremo dunque un Brecht dello smarrimento, che in questo senso riesce anche a illuminare la condizione dell'uomo di oggi: Andò e Ovadia mettono infatti in luce i nodi politici più attuali del testo, in cui Brecht aveva preso in esame parecchi comportamenti che hanno a che fare con situazioni che oggi come ieri possono diventare esplosive. Fra gli exempla di Keuner, ne troveremo infatti uno sulla costituzione che sembra scritto apposta per un paese come il nostro dove si sta consumando un feroce conflitto sulla possibilità di una modifica, mentre altri riguardano lo stato di polizia, il rapporto tra il cittadino e la guerra, il patriottismo, la xenofobia, il nazionalismo, c'è n'è anche uno sul minimo sindacale, sul lavoro, cioè su ciò che misura la dignità umana in ogni epoca...

Anche sul piano della messinscena lo spettacolo è concepito come una fuga visionaria sul caos del Novecento: è immaginata come una mostra, «una mise en scene in forma di esposizione - dice Moni Ovadia - di reperti "d'arte", alla maniera scomposta di certe esposizioni cotemporanee dominate dalla virtualità, in cui i frammenti di realtà sono confinati in un esilio senza speranza...».«Frammenti, citazioni, irruzioni, iridescenze, spostamenti - continua - e un linguaggio inestricabilmente legato alla società in cui viviamo: l'idea della lettura, della dichiarazione, dell'intervista, è stata cruciale; la chiave di volta per entrare in un teatro politico civile dell'oggi».

I testi del Keuner sono infatti letti in video - come se fossero dei comunicati asciutti e stranianti - da personalità attuali, che creano un corto circuito fra Novecento e presente: da Alessandro Bergonzoni a Massimo Cacciari, da Gherardo Colombo a Philippe Daverio, da Dario Fo ad Arnoldo Foà, a Claudio Magris, a Sergio Romano e Gino Strada... Attorno a loro, artisti reali, che agiscono in una scenografia labirintica, piena di porte, citazione del tempo delle avanguardie. «I personaggi - spiega Andò - sono dei reperti: la cantate brechtiana, il custode del museo, l'attore manichino kantoriano, il mafioso russo appassionato d'arte, i musicisti clandestini vestiti da donna, come in Billy Wilder in fuga da possibili persecutori (interpretati dalla sempre entusiasmante Moni Ovadia Stage Orchestra)». In scena Moni Ovadia è un curatore di mostre intellettualoide, cultore dell'ebraismo kafkiano che cerca di conferire un senso impossibile all'esposizione, il cui unico esito però «è inesorabilmente post-morale».

Lo spettacolo è diretto a quattro mani da Roberto Andò e Moni Ovadia, quest'ultimo sarà in scena, come di consueto, accanto a interpreti di diversa provenienza: la cantante argentina di origine ebraica est europea Lee Colbert, il polacco Roman Siwulak - per vent'anni a fianco di Tadeusz Kantor -, l'ucraino Maxim Shamkov, Ivo Bucciarelli e i musicisti-attori della Moni Ovadia Stage Orchestra che nel 2007 ha compiuto il suo quindicesimo anno di vita: Luca Garlaschelli (contrabbasso), Janos Hasur (violino), Massimo Marcer (tromba), Albert Mihai (fisarmonica), Vincenzo Pasquariello (pianoforte), Paolo Rocca (clarinetto), Marian Serban (cymbalon), Emilio Vallorani (flauti/percussioni).

Le scene sono di Gianni Carluccio, le luci di Gigi Saccomandi, i costumi di Elisa Savi che ha anche realizzato le riprese video, il repertorio video è di Luca Scarzella, il suono di Mauro Pagiaro, gli arrangiamenti di Mario Arcari, Vincenzo Pasquariello, Massimo Marcer e Emilio Vallorani, che cura anche la direzione musicale, paesaggi sonori di Marco Olivieri. Regista assistente Gabriele Tesauri, assistente alla regia Tiziana Di Masi, assistente ai costumi Tommaso Lagattolla.

Le storie del signor Keuner sono tradotte da Roberto Menin. Lo spettacolo è prodotto da Nuova Scena - Arena del Sole - Teatro Stabile di Bologna ed Emilia Romagna Teatro Fondazione in collaborazione con il Mittelfest 2006.

Per il ciclo Un aperitivo con... Moni Ovadia incontrerà il pubblico al Café Rossetti mercoledì 30 gennaio alle ore 18.30: un'occasione da non perdere per ascoltare il grande artista, molto amato a Trieste. La conversazione sarà a ingresso libero fino ad esaurimento dei posti.

Le storie del Signor Keuner di Brecht è in scena alla Sala Bartoli dal 29 al 31 gennaio: i posti ancora disponibili sono in vendita presso la Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e il Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19) e presso Agenzia Bagolandia (via S.Marco 45, da lunedì a venerdì 9-13 e 16-19; sabato 9-12), Agenzia Pansepol (via del Monte, 2, giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19), Agenzia Peekabooh (Muggia, Riva De Amicis, 21, da lunedì a venerdì 9-12.30, 16-19; sabato 9-12) e presso le agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani), San Vito al Tagliamento (Agenzia Medina Viaggi), Udine (Biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine), Venezia (Agenzie IAT di Piazzale Roma, San Marco e Bookshop di Venice Pavillon), Mestre (Agenzia Felicità Viaggi), Vittorio Veneto (Agenzia Medina Viaggi) e Vicenza (Agenzia Vicenza.com) e presso le altre Agenzie del Circuito Charta presenti sul territorio nazionale (elenco sul sito del Teatro). Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it. e al tel. 040/3593511.

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