Sala d'attesa, di Corrado Travan

Notizia inserita il 25/02/2008

"Sala d'attesa scritto e diretto da Corrado Travan è lo spettacolo che la Compagnia l'Argante presenta alla Sala Bartoli al 27 febbraio al 2 marzo. Lo spettacolo inscena una storia corale ambientata nel 1917: un piccolo atto d'amore verso il Novecento. Lo Stabile regionale ospita il lavoro di questa realtà emergente del territorio per la prima volta, nell'ambito del cartellone altripercorsi".

Il cartellone percorsi dello Stabile regionale ospita - nella stagione 2007-2008 - il lavoro di una realtà emergente nel mondo del teatro del territorio: la compagnia triestina L'Argante.

Sala d'attesa, scritto e diretto da Corrado Travan, è un interessante testo di drammaturgia contemporanea, che offre una particolare e affascinante riflessione sul Novecento. Lo spettacolo debutta mercoledì 27 febbraio alle ore 21 e replica fino a domenica 2 marzo.

Lo interpreta un affiatato cast di interpreti - in gran parte legati anch'essi per origini e formazione al territorio - in cui figurano i nomi di Paolo Fagiolo (Lorenzo), Giulio Morgan (Jacopo), Sara Alzetta (Nora), Francesca Campello (Anna), Chiara Beccari (Lucia) e lo stesso Corrado Travan (Angelo). A regalare ulteriori suggestioni saranno le musiche di Satie eseguite al pianoforte da Marco Barbato.

Alla concezione registica hanno dato realizzazione lo scenografo Gabriele Cancelli e la costumista e truccatrice Marzia Degrassi, mentre cura le luci e il suono Enrico Saba.

Sala d'attesa è ambientato in una piccola stazione alle porte di Trieste, nel dicembre 1917, poche settimane dopo la disfatta di Caporetto: è una notte freddissima e i tempi, ormai, sono difficili.

Aspettando un treno bloccato dal gelo, sei persone si ritrovano in uno spazio sospeso e isolato: due sorelle, una signora ricca, un impiegato, un giovane silenzioso, un capostazione, immersi in un'attesa forzata, che li costringe a dividere il tiepido calore di una stufa, mentre il tempo intorno a loro scorre lento, diafano e ghiacciato.

In questa situazione, è quasi naturale superare quella soglia invisibile che separa gli sconosciuti, fatta di barriere sociali, diffidenza, imbarazzo, pudore, e investirsi l'un l'altro di confessioni ora disperate ora fiduciose, toccando le cose semplici della vita: storie di famiglie, di guerra, di padri e figli, di uomini e donne, di illusioni e delusioni. È una convivenza quasi dolorosa, in cui la tensione scaturisce dalle continue oscillazioni fra la disponibilità al dialogo e il disagio di dover ascoltare.

Ognuno di quei cuori racchiude in sé un segreto: forse una fede troppo ingenua, o un rancore troppo cieco, forse una dolcezza inaridita, o un rimorso, forse una fuga, o uno di quei dolori che possono trovare, nel lavoro e nella compagnia, un po' di sollievo, ma non la pace.

In Sala d'attesa i personaggi in scena sono i primi spettatori l'uno dell'altro, e si scoprono allo stesso tempo giudici e accusati, testimoni e vittime.

È un testo intimista, in cui i molti e minuti tasselli delle singole storie individuali creano un mosaico da osservare da lontano, in tutta la sua ampiezza, perché solo nell'insieme ogni battuta, ogni gesto, ogni sguardo, ogni sfumatura trova la sua giusta collocazione, e la sua giustificazione: per gli interpreti è una prova di grande affiatamento e di recitazione corale.

La musica scarna ma intensa di Satie, suonata al pianoforte dal vivo, offre piccoli interludi, e diviene ristoro, sospensione: le note dilatano l'eco delle parole già ascoltate e preparano (ad accogliere quelle a venire.

Sala d'attesa potrebbe essere definito un esempio di "teatro da camera", o forse un frammento di teatro, perché sembra non avere, in fondo, un inizio o una fine: quando il treno arriva, le parole si fanno più rarefatte, i ruoli si ricompongono, i personaggi si congedano, e qualcosa che è difficile definire ci accompagna verso l'uscita.

«Sala d'attesa - commenta l'autore e regista Corrado Travan - è anche un atto d'amore nei confronti del Novecento, pervaso com'è dai temi del viaggio, dell'individuo, della solitudine, dell'angoscioso vivere quotidiano, e, sopra tutto, dal ricordo della Prima Guerra Mondiale, il mostro insaziabile che divorò l'Europa d'inizio secolo, e che subdolamente, ne generò un altro, se possibile ancora più devastatore, a vent'anni di distanza. La Grande Guerra mandò al massacro milioni di giovani innocenti, indifesi, inermi, e li imprigionò nel fango delle trincee e nella morsa dell'inedia, schiacciandoli sino a togliere loro l'umanità: lo spettacolo vuole provare anche a ridar voce, idealmente, ad uno di quei giovani che, incapaci di accettare la propaganda nazionalistica e il falso mito della gloria, non hanno mai capito perché furono mandati a morte.

Infine, Sala d'attesa vorrebbe evocare e restituire l'urgenza del racconto di sé, come indispensabile premessa alla comprensione e, quindi, alla tolleranza delle idee altrui. "Nessuno sa mai niente degli altri": ciascuno di noi, forse, aspetta solo una domanda in più, per cominciare a raccontare».

Per il sostegno la Compagnia L'Argante ringrazia Annalisa Zecchin, Marta Pertot, Enrico Cortellino, Maurizio Terpin, Terry Passanisi, Massimo Mucchiut, Mario Campello, Effe Emme Spettacoli, Marco Simoncini, Tomaz Ban.

La Stagione 2007-2008 del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it. e al tel. 040/3593511 per informazioni e acquisti: Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19) e presso Agenzia Bagolandia (via S.Marco 45, da lunedì a venerdì 9-13 e 16-19; sabato 9-12), Agenzia Pansepol (via del Monte, 2, giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19), Agenzia Peekabooh (Muggia, Riva De Amicis, 21, da lunedì a venerdì 9-12.30, 16-19; sabato 9-12) e presso le agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani), San Vito al Tagliamento (Agenzia Medina Viaggi), Udine (Biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine), Venezia (Agenzie IAT di Piazzale Roma, San Marco e Bookshop di Venice Pavillon), Mestre (Agenzia Felicità Viaggi), Vittorio Veneto (Agenzia Medina Viaggi) e Vicenza (Agenzia Vicenza.com) e presso le altre Agenzie del Circuito Charta presenti sul territorio nazionale (elenco sul sito del Teatro).

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