Le lacrime amare di Petra von Kant

Notizia inserita il 12/03/2008

"Una ammiratissima Laura Marinoni è protagonista - diretta da Antonio Latella - de Le lacrime amare di Petra von Kant di Fassbinder. Una tragedia moderna che si incentra sull'amore e che ne tratta in modo forte e violentemente coinvolgente. Debutto mercoledì 12 marzo alle ore 20.30 e repliche fino a domenica 16, per il cartellone Prosa dello Stabile regionale".

È un appuntamento di particolare interesse quello proposto dal Teatro Stabile dell'Umbria in Le lacrime amare di Petra von Kant, testo di Fassbinder ospite del cartellone Prosa del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia a partire da mercoledì 12 marzo.

Diretto da Antonio Latella, lo spettacolo vanta a prova d'attrice di grande raffinatezza e intensità di Laura Marinoni, che la critica e il pubblico hanno unanimemente apprezzato.

«Ogni volta che due persone si incontrano e stabiliscono una relazione si tratta di vedere chi domina l'altro. La gente non ha imparato ad amare. Il prerequisito per potere amare senza dominare l'altro è che il tuo corpo impari, dal momento in cui abbandona il ventre della madre, che può morire». In questo assunto di Rainer Werner Fassbinder è sintetizzato molto della sua poetica di autore complesso e lacerato, interprete dell'inquietudine di quella "gioventù senza Dio" che aveva il difficile compito di crescere, trovare un proprio senso, una dignità, nella Germania del secondo dopoguerra. Aveva infatti soltanto 26 anni quando, nel 1971, scriveva Le lacrime amare di Petra von Kant: e nel testo riversava gli echi dell'incubo provato nei confronti di un passato oscuro, la rabbia verso l'attualità, la politica, l'estetica borghese, la disillusione rispetto all'utopia di sentimenti immaginati come assoluti, ma che si rivelavano poi offesi dalle logiche del potere.

Antonio Latella - regista fra i più interessanti della scena italiana - ha riconosciuto ne Le lacrime amare di Petra von Kant ombre e aneliti che possono far vibrare anche le platee di oggi, ancora tormentate, a distanza di oltre trent'anni, da rapporti d'amore malati e strazianti, venati di aspettative deluse e da pretese annientanti.

Ne fa dunque uno spettacolo intenso emotivamente e di profondo senso, forte nelle intuizioni, ammirevole per l'altezza delle interpretazioni, prima fra tutte quella di una coinvolgente Laura Marinoni. Uno spettacolo che aggiunge un tassello significativo alla ricerca di Latella sui "drammaturghi della diversità", ricerca che lo ha visto portare anche allo Stabile regionale, nel 2006, un Edoardo II di Marlowe che ha fatto discutere.

Quella di Petra von Kant è una storia femminile e attuale: la protagonista è una donna libera, seducente, sicura, due matrimoni alle spalle, capace nella carriera e con uno spiccato intuito economico. Partita con una modesta attività sartoriale si è ormai imposta come stilista di successo. Il suo universo di rapporti umani è composto da sole donne: sua madre e la giovane figlia, l'amica Sidonie, la fedele e muta servitrice Marlene... Tutte entrano nello spazio algido, bianco, ricco di suggestioni che Latella ha voluto per Petra. Uno spazio metaforico e mentale nel suo candore, un mondo psicologicamente chiuso, silenzioso e ordinatissimo ove la protagonista ha le proprie certezze che nessuno riesce a incrinare: non le chiacchiere delle donne, non gli imperiosi ordini professionali di Petra, né il ticchettio della macchina da scrivere, o il quotidiano gorgoglio della caffettiera... Una sorta di salotto borghese essenziale, rarefatto ma rigorosissimo nelle sue candide linee: su di esso incombe però, fin dal primo istante una figura imponente e nuda di donna. Forse volutamente disturbante, essa annuncia l'arrivo di qualcosa capace di sconquassare quella realtà.

È Karin Thimm, a lei appartengono le fattezze della statua: una giovane proletaria di cui Petra s'innamora perdutamente. Ma Fassbinder non intende parlare di omosessualità: si concentra invece sulla necessità e sull'incapacità di un amore "diverso", cioè non ammorbato dalle dinamiche del dominio e della sopraffazione.

Karin, aspirante modella, ama a proprio modo Petra, mantenendo il proprio egoismo, concedendosi solo finché ne ha convenienza e gusto. Petra invece, nel rapporto è la figura debole, si abbandona alla passione e le soccombe. Vede nella ragazza il simulacro della propria sete d'amore, non le interessa di comprenderla ma di saperla in proprio possesso... «E così Petra si getta senza pensarci nelle braccia del vuoto (di Karin) - spiega il regista - per inseguire o, forse come Fassbinder, per ripercorrere con tanta disperata ostinazione quell'utopia probabilmente infantile e impudente che si chiama Amore. Finalmente la parola trova sangue, riacquista il suo valore arcaico e il non detto può finalmente essere ripetuto, urlato senza alcun pudore: "Ti amo. Ti amo. Ti amo." Stillicidio che ripercuote la stessa pelle di un corpo vuoto per recuperarne il senso, riempirne il suono». La statua è l'idolo di questo amore malato, che annienta invece di proteggere: ingigantisce, come un'ossessione, nel chiuso spazio di Petra, e finirà in pezzi, davanti lei, ormai straziata, abbandonata. Solo allora, sulle vetrate cadranno piano come gocce, le lacrime amare di Petra von Kant: a scandire i palpiti di una profonda tragedia moderna.

Lo spettacolo è prodotto dal Teatro Stabile dell'Umbria e dalla Fondazione del Teatro Stabile di Torino, in collaborazione con il Théâtre National Populaire Villeurbanne - Lyon.

La Compagnia, come da testo, è composta di sole interpreti femminili.

Accanto a Laura Marinoni (Petra von Kant), cinque attrici che da anni partecipano al lavoro di Latella: Silvia Ajelli (Karin Thimm), Cinzia Spanò (Sidonie von Grasenabb), Sabrina Jorio (Valerie von Kant), Stefania Troise (Gabriele von Kant), Candida Nieri (Marlene). Massimo Albarello e Sebastiano Di Bella sono gli animatori d'ombre.

Anche i collaboratori alla messinscena sono alcuni fra i più assidui compagni di lavoro del regista: Annelisa Zaccheria per le scene e i costumi, Giorgio Cervesi Ripa per le luci, Franco Visioli per il suono.

La Stagione 2007-2008 del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

I biglietti per Le lacrime amare di Petra von Kant sono ancora disponibili presso i consueti punti vendita della Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e del Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19) e presso Agenzia Bagolandia (via S.Marco 45, da lunedì a venerdì 9-13 e 16-19; sabato 9-12), Agenzia Peekabooh (Muggia, Riva De Amicis, 21, da lunedì a venerdì 9-12.30, 16-19; sabato 9-12) e presso le agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani), San Vito al Tagliamento (Agenzia Medina Viaggi), Udine (Biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine), Venezia (Agenzie IAT di Piazzale Roma, San Marco e Bookshop di Venice Pavillon), Mestre (Agenzia Felicità Viaggi), Vittorio Veneto (Agenzia Medina Viaggi) e Vicenza (Agenzia Vicenza.com) e presso le altre Agenzie del Circuito Charta presenti sul territorio nazionale (elenco sul sito del Teatro). Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito www.ilrossetti.it. e al tel. 040/3593511.

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