I Rusteghi, di Carlo Goldoni

Notizia inserita il 8/03/2011

"Il regista Gabriele Vacis offre al pubblico del Teatro Stabile regionale una inedita edizione del capolavoro goldoniano, affidando tutti i ruoli a un cast completamente maschile dove spiccano i nomi di Eugenio Allegri, Mirko Artuso, Natalino Balasso, Jurij Ferrini. Rusteghi - I nemici della civiltà debutta a Trieste mercoledì 9 marzo e replica fino a domenica 13".

C'è sempre una linea di pensiero sofisticata, a sostenere le letture registiche di Gabriele Vacis che quest'anno - per la seconda volta, dopo la Trilogia della Villeggiatura del 1993 - si confronta con Carlo Goldoni. Del lavoro di Goldoni ci offre un'immagine che concilia passato e presente, innovazione e tradizione, e che vuol dedicare a quei padri "rusteghi" - severi e amabili, quelli che "non te ne facevano passare una" - di cui i figli di oggi sentono molto la mancanza.

Rusteghi è infatti la commedia che il regista porta in scena, traducendola dal dialetto veneto in italiano (assieme ad Antonia Spaliviero) e compiendo altre scelte singolari, fra cui quella di affidare i ruoli femminili ad attori maschi.

Nasce così Rusteghi - I nemici della civiltà prodotto dallo Stabile di Torino e con protagonisti un quartetto di interpreti molto interessante: Eugenio Allegri, Mirko Artuso, Natalino Balasso, Jurij Ferrini.

Lo spettacolo è ospite del cartellone Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia da mercoledì 9 a domenica 13 marzo.

Ma la forza innovativa della commedia parte già da Goldoni: I Rusteghi è composta negli ultimi anni veneziani dell'autore che ormai era prossimo a trasferirsi a Parigi, e guardava con scetticismo alla patria. Era disincantato dalla Venezia cui aveva regalato la felice impresa creativa delle "sedici commedie nuove" (scritte tutte nel 1750, in gran parte capolavori), e in cui trovavano però terreno fertile anche la concorrenza banale dell'abate Chiari e la riforma di Carlo Gozzi. Ed era scettico riguardo a quella Venezia in cui aveva creduto, ravvisandovi una potenza dell'Adriatico libera e guidata da una borghesia che s'imponeva come soggetto sociale saggio e responsabile, ma che ora, sotto i suoi stessi occhi, decadeva e non manteneva le promesse...

La commedia risponde a questa delusione: Pantalone, inizialmente tratteggiato quale incarnazione positiva dell'ideale borghese, viene qui preso di mira nei suoi tic e nelle sue manie e diventa la caricatura di sé stesso. Non solo, il ritratto viene moltiplicato con piccole varianti: i rusteghi sono quattro, irremovibili nel loro ottuso rigore.

Lunardo è il primo rustego: padre di Lucietta ha sposato in seconde nozze Margarita. Le due donne non vanno molto d'accordo così la soluzione per lui è quella di far maritare la figlia: le sceglie il marito (e già questa sembra un'usurpazione, oggi) che sarà Felippetto, figlio dell'altrettanto rustego Maurizio.

In accordo con gli altri due amici Canciano e Simon, i due padri rincarano in severità e pretendono che il matrimonio avvenga senza che Lucietta e Felippetto si siano mai visti: la quintessenza dell'obbedienza... È davvero troppo: la signora Felice - volitiva moglie del più moderato dei rusteghi, Canciano - organizza un tranello e fa conoscere i due promessi.

L'inganno viene scoperto e, mentre i fidanzati s'innamorano al primo sguardo, i rusteghi vorrebbero annullare le nozze. Ma l'eloquio della signora Felice vince sulla stizza dei rusteghi che permettono il matrimonio.

Le donne nella commedia vivono in un mondo di padri e mariti padroni: il loro confronto con l'universo maschile è indiretto, mai alla pari, vincono più con la furbizia che con l'intelligenza. Ciò che rivendicano ai rusteghi - a parte Felice, più consapevole - è una libertà fatta di doni e feste di carnevale che con l'ebbrezza possano far loro dimenticare la verità... La figura femminile - secondo il regista - così scissa dalla sua complessità e intelligenza, resta ininfluente: da qui la scelta di sottolineare questo scarto attraverso interpreti uomini. E non sarà la sola novità in una messinscena acuta e fresca, che attraverso Goldoni sa citare addirittura Ian McEwan e Antonio Scurati.

Rusteghi - I nemici della civiltà è tratto da I Rusteghi di Carlo Goldoni: l'adattamento e la traduzione dal dialetto sono curati da Gabriele Vacis e Atonia Spaliviero. Gabriele Vacis ne firma anche la regia.

La composizione di scene, costumi, luci e scenofonia è curata da Roberto Marasco.

Lo spettacolo è coprodotto da Fondazione del Teatro Stabile di Torino e Teatro Regionale Alessandrino.

Impegnati a restituirci i personaggi della commedia, appaludiremo: Eugenio Allegri (Simon Maroele), Daniele Marmi (Marina, moglie di Simon), Natalino Balasso (Lunardo Crozzola/ Il conte Riccardo), Alessandro Marini (Margarita, moglie di Lunardo), Christian Burruano (Lucietta, figlia di Lunardo), Jurij Ferrini (Maurizio De Le Stroppe/Signora Felice, moglie di Canciano), Nicola Bremer (Felippetto, figlio di Maurizio), Mirko Artuso (Canciano Tartuffola).

Rusteghi - I nemici della civiltà debutta a Trieste mercoledì 9 marzo alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti, vi replica ogni giorno alle 20.30; le recite pomeridiane si terranno giovedì 10 e domenica 13 con inizio alle ore 16.

Informazioni complete sono disponibili sul sito internet del Teatro www.ilrossetti.it e al numero telefonico 040-3593511.

La Stagione 2010-2011 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

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