Le signorine di Wilko

Notizia inserita il 10/12/2010

"Le signorine di Wilko dello scrittore polacco Jaroslaw Iwaszkiewicz è in scena allo Stabile regionale da mercoledì 15 a domenica 19 dicembre. È uno degli spettacoli che la critica ha accolto con maggior interesse la scorsa stagione, sia per la regia - del lettone Alvis Hermanis - sia per l'intensità del cast, capitanato da Sergio Romano e Laura Marinoni, attori molto applauditi nelle stagioni passate anche al Politeama Rossetti. Lo spettacolo è in abbonamento per il cartellone Prosa."

L'ultimo appuntamento per il 2010 con il cartellone Prosa, al Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia è di ottimo livello, uno spettacolo che la critica ha accolto con grande interesse nella passata stagione: Le signorine di Wilko di Jaroslaw Iwaszkiewicz. Ne è protagonista un cast di primo livello, con Sergio Romani e Laura Marinoni nei ruoli principali diretti da un regista lettone molto interessante e riconosciuto a livello internazionale, Alvis Hermanis.

L'appuntamento con Le signorine di Wilko è il 15 dicembre con repliche fino a domenica 19.

Le atmosfere sono lievi e mutevoli, come se una tiepida brezza estiva soffiasse sulla scena, piacevole, ma indifferente a ciò che accade a chi lì sotto si muove.

Indifferente al dolore di chi ha perso qualcuno ed è condannato a vivere pregno di quell'assenza, indifferente ai turbamenti di chi non ha ottenuto qualcosa a cui ambiva, ed ora si vede sfiorire, cambiare, impotente in balia di un tempo che procede imperturbabile...

In un simile climax si svolge Le signorine di Wilko, testo tratto dal romanzo breve del polacco Jaroslaw Iwaszkiewicz e posto in scena da Alvis Hermanis, il quarantenne regista lettone che la critica internazionale acclama come una delle voci più affascinanti della scena attuale.

Protagonista del testo è Wiktor Ruben, un uomo di mezza età colpito da un grave lutto, a cui il medico consiglia di prendersi un periodo di riposo: un tempo sospeso dalla sua stessa vita, che egli sceglie di trascorrere nel villaggio di Wilko dove, in gioventù, era solito passare il periodo estivo. Qui, come in un viaggio a ritroso nel tempo dal vago sapore proustiano, Wiktor incontra cinque sorelle conosciute in gioventù, le signorine di Wilko del titolo, cui lo legano molti ricordi. Era stato fidanzato con una di loro, ora scomparsa, e si era impegnato come istitutore della maggiore. Il loro inatteso ritrovarsi sconvolge il delicato equilibrio emotivo delle sorelle, ormai adulte, e suscita violente tempeste interiori nell'impalpabile e solo apparente quiete di quelle giornate estive...

Nel curare regia e adattamento drammaturgico del testo, è chiaro che Hermanis abbia individuato nei temi della memoria, del ricordo il nucleo problematico de Le signorine di Wilko. Egli ambienta la pièce negli anni immediatamente successivi alla seconda guerra mondiale e ne fa una magistrale riflessione sul tempo che, inesorabile, scorre.

Il suo linguaggio scenico mostra di saper evocare echi proustiani, di conoscere bene le malinconie di Checov, le abulie e i vortici d'inquietudine che hanno increspato gli animi di tanti protagonisti della letteratura e del teatro europeo.

Incarna proprio questo spirito europeo, il lessico di Hermanis e si colloca "al confine": egli è nato infatti a metà degli anni Sessanta, è direttore del Teatro di Riga da oltre un decennio, ed è cresciuto a cavallo di due epoche, tra il declino e la caduta dell'Impero Sovietico e la rapida transizione che ha portato il suo Paese a diventare parte dell'Unione Europea.

Ciò segna fortemente la sua Weltanschaung. Inoltre è influenzato da due tradizioni teatrali radicate e chiaramente connotate nella loro diversità: quella russa e quella tedesca, due dimensioni che gli hanno donato ciò che egli stesso ha definito una «chimica abbastanza incredibile».

La restituisce appieno in questo spettacolo che affronta con spirito libero e tessendo una dialettica molto forte con gli attori, che nelle sue regie vengono molto ascoltati e considerati anche nei loro personali momenti creativi: ne Le signorine di Wilko Hermanis ha lavorato per la prima volta con attori italiani.

Attori che senza alcun dubbio gli hanno dato il massimo, poichá rappresentano la cráme del palcoscenico nazionale: basti citare i nomi di Sergio Romano, un interprete di sicura capacità tecnica, forza espressiva e grande generosità scenica e Laura Marinoni che ha emozionato tutti, recentemente, nel bellissimo Le lacrime amare di Petra von Kant di Fassbinder, per menzionare solo una fra le sue tante e sempre ammirevoli prove.

Lo spettacolo è tratto dall'omonimo romanzo del già citato Jaroslaw Iwaszkiewicz e conta sull'adattamento e la regia di Alvis Hermanis.

Compongono il cast Sergio Romano, Laura Marinoni, Patrizia Punzo, Irene Petris, Fabrizia Sacchi, Alice Torriani, Carlotta Viscovo.

La coreografia è curata da Alla Sigalova, le scene sono firmate da Andris Freibergs ed i costumi da Gianluca Sbicca.

Le signorine di Wiko è coprodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione, Unione Europea nell'ambito del progetto Prospero, Teatro Stabile di Napoli, Nuova Scena Arena del Sole - Teatro Stabile di Bologna.

Le signorine di Wiko debutta a Trieste mercoledì 15 dicembre alle ore 20.30 alla Sala Assicurazioni Generali del Politeama Rossetti, vi replica ogni giorno alle 20.30 con un'unica recita pomeridiana, l'ultima, il 19 dicembre alle ore 16.

Informazioni complete sono disponibili sul sito internet del Teatro www.ilrossetti.it e al numero telefonico 040-3593511.

La Stagione 2010-2011 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

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