Spettri di Henrik Ibsen, regia di Cristina Pezzoli

Notizia inserita il 11/03/2013

Una scena di Spettri di Henrik Ibsen, regia di Cristina Pezzoli

"Dopo il successo di Hedda Gabler, spetta alla produzione dello Stabile di Bolzano Spettri di chiudere un interessante dittico dedicato a Ibsen all'interno della stagione dello Stabile regionale. Spettri diretto da Cristina Pezzoli si avvale dell'interpretazione di attori molto amati come Patrizia Milani e Carlo Simoni. Repliche dal 12 al 14 marzo al Politeama Rossetti".

«Mamma, dai me al sole» grida Osvald a Helene Alving in una delle battute più celebri del teatro moderno, a chiusura di un dramma su cui il sole non si alza mai, nemmeno metaforicamente. Lo evidenzia efficacemente Cristina Pezzoli, regista di Spettri per il Teatro Stabile di Bolzano, concependo - assieme allo scenografo Giacomo Andrico - uno spazio avvolto da un'allucinata campagna norvegese, resa grigia e stagnante da una pioggia battente, che finisce per rispecchiarsi nell'animo dei personaggi.

Sarà questa l'ambientazione di Spettri dramma ibseniano che - dopo la produzione Hedda Gabler - completa un dittico dedicato a questo grande autore, in scena al Teatro Stabile regionale: per Spettri debutto martedì 12 marzo e repliche fino a giovedì 14, nell'ambito del cartellone Prosa.

In Spettri Henrik Ibsen sonda con perizia clinica i lati oscuri della borghesia benpensante, affonda con un testo tagliente nelle pieghe del suo conformismo di facciata. Come nei grandi miti della tragedia greca anche nel capolavoro del drammaturgo norvegese messo in scena per la prima volta nel 1883 all'Aurora Turner Hall di Chicago, si mescolano follia, colpe irrisolte, incesto e verità terribili dopo anni di menzogna. Materia scottante, rivoluzionaria per il teatro europeo di fine Ottocento, una denuncia coraggiosa che fece bandire la piéce per molti anni dai palcoscenici norvegesi.

Una scena di Spettri di Henrik Ibsen, regia di Cristina Pezzoli

Osvald è il rampollo della famiglia Alving, di facciata salda, borghese, integerrima: la madre, Helene, vedova da molti anni, lo ha sempre tenuto all'oscuro della vera natura del padre, cinico e dissoluto, nella speranza di donargli la serenità. Osvald vive lontano dalla terra natale, a Parigi, fa il pittore, e ritorna nella città d'origine per partecipare all'inaugurazione di un orfanotrofio che la madre ha fatto erigere dedicandolo alla memoria del marito. Un gesto ipocrita in effetti, ma fondato sui buoni sentimenti della Signora Alving.

Molto meno nobile è invece l'animo del pastore Manders, subito pronto a esternare turbamento - ma solo di facciata - per le rivelazioni di Osvald sulla frivola vita parigina, e per le sue avances alla giovane cameriera Regina. Quella giovane potrebbe essere l'ultimo raggio di luce nelle tenebre dell'animo di Osvald, conscio di essere vittima di una malattia - ereditata dal padre - che lo condurrà alla pazzia: ma la Signora Alving sarà costretta a negargli anche questa gioia, rivelando alla ragazza la sua vera origine. Appreso di essere il frutto di un'avventura del Signor Alving e dunque sorellastra di Osvald, Regine è costretta a distaccarsi, negarsi l'amore, votarsi a un non roseo destino. L'uomo invece sceglierà di affidare alla madre una dose letale di morfina con cui la prega di sollevarlo dall'ebetismo a cui sarebbe condannato dal suo male. Ma chissà se la Signora Alving saprà mai attuare quel drammatico desiderio... Realtà e dimensione onirica, mistero e simbolismo sembrano fondersi sulla scena di questo dramma, in cui gli spettri del dissoluto ministro Alving e della giovane cameriera Regine, aleggiano nelle vite tormentate di Helene e Osvald, riemergendo proprio nel momento in cui sembravano essere scomparsi definitivamente.

I legami sentimentali e carnali in cui si dibattono i protagonisti, sono il motore di questo spettacolo che fonde gli splendori della tragedia classica alle concezioni moderne più alte e più ardite del teatro psicologico e del dramma di idee.

Due generazioni di attori dialogano sulla scena di Spettri per dare voce e corpo ai legami claustrofobici e tormentati che si intersecano fatalmente vicino al grande fiordo della Norvegia occidentale. Applauditi e molto attesi dal pubblico dello Stabile regionale si impegneranno nello spettacolo ibseniano Patrizia Milani che interpreta Helene Alving e Carlo Simoni il pastore Manders, accanto a cui Alvise Battain incarna l'oscuro falegname Engstrand. La loro generazione si confronta con quella di Valentina Brusaferro, che sarà una toccante Regine, e di Fausto Paravidino, uno dei talenti più interessanti della nuova scena italiana, che alterna - in nome della passione per il palcoscenico - i successi d'attore a quelli di originale drammaturgo.

Spettri va in scena per il cartellone Prosa dello Stabile regionale da martedì 12 a giovedì 14 marzo: due recite sono serali (20.30) mentre quella di mercoledì è pomeridiana con inizio alle 16.

Spettri di Henrik Ibsen è una produzione del Teatro Stabile di Bolzano

La traduzione è di Franco Perrelli, l'elaborazione drammaturgica di Letizia Russo. Firma la regia Cristina Pezzoli, in scena ammireremo Patrizia Milani, Carlo Simoni, Alvise Battain, Fausto Paravidino, Valentina Brusaferro.

Scene e luci sono di Giacomo Andrico, i costumi di Rosanna Monti, ed i video a cura di Mario Flandoli -Studio Due Effe.

Informazioni e biglietti per lo spettacolo sono disponibili presso i consueti punti vendita dello Stabile regionale, sul sito www.ilrossetti.it. Per informazioni si può contattare anche il centralino del Teatro allo 040.3593511.

La Stagione 2012-2013 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste. Si ringraziano tutti i Soci, in particolare il Comune di Trieste, la Regione Friuli Venezia Giulia e la Provincia di Trieste.

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