La storia della Trieste romana diventa un musical brillante: lo spettacolo I Tergestini di Edda Vidiz

Notizia inserita il 10/04/2013

La storia della Trieste romana diventa un musical brillante. In prima assoluta, sabato 13 aprile 2013 al Teatro Orazio Bobbio, va in scena lo spettacolo "I Tergestini" di Edda Vidiz con le musiche di Edy Meola. Regia di Andrea Binetti e Maria Bruna Raimondi. In programma una doppia rappresentazione: una pomeridiana alle 16.30 e una serale alle 20.30.

Il cast di I Tergestini di Edda Vidiz con le musiche di Edy Meola

Dopo "La pazza storia del mondo" hollywoodiana, ecco "la pazza storia di Trieste", descritta in un musical di lingua italiana e anima triestina con una coinvolgente colonna sonora che coniuga blues e spirituals. In anteprima assoluta va in scena - sabato 13 aprile 2013 al Teatro Orazio Bobbio di via del Ghirlandaio a Trieste in una doppia rappresentazione: pomeridiana alle 16.30 e serale alle 20.30 - la più folle ed esilarante ricostruzione storica della persecuzione cristiana, vissuta nella nostra città, allorquando in un ludibrio sexuale e spirituale i tergestini, in un'epica battaglia tra il bene e il male, scelsero di fare... a modo loro.

Il libretto e le liriche della versatile scrittrice e sceneggiatrice Edda Vidiz introducono, in maniera davvero inconsueta, in un romantico episodio della storia di Trieste, dimenticato benché oltremodo coinvolgente. La partitura originale composta da Edy Meola, ricalca magistralmente i musical americani riuscendo a coniugare blues e spirituals: due espressioni canore caratteristiche del Novecento. La direzione dello spettacolo è condivisa dal noto regista e tenore Andrea Binetti e dall'instancabile direttrice dell'Accademia Artinscena, Maria Bruna Raimondi, che ha ideato per "I Tergestini" una coreografia dagli stili più disparati ispirati all'epoca di Diocleziano. Coreografia del flamenco a cura di Elisabetta Romanelli. Alla direzione musicale ha collaborato il cantautore e compositore triestino Umberto Lupi.

Opera originalissima in quanto una delle rare se non l'unica a essere ambientata in epoca Romana vede sul palco un cast d'eccezione di 32 elementi tra cantanti, coristi, attori e ballerini che vede in scena, in ordine di apparizione: Andrea Binetti, Julian Sgherla, Elena Centrone, Myriam Cosotti, Leo Zannier, Marzia Postogna e Alessandro Colombo. Il gruppo corale è formato da Enzo Semeraro, Ennio Fermo, Giovanni Fogar, Roberto Gerolini, Michele Marolla e Mauro Zanchetti. Gli "armigeri" dell'Associazione Tredici Casade: Ernesto Giurgevich, Alberto Debonis, Fabio Visentin, Fulvio Zetto. Il corpo di ballo dell'Accademia Artinscena.

Il soggetto dell'opera, tratto dal "Legendario delle vite dei gloriosi santi e sante de Trieste" riscritto dal latino in volgare dalla badessa Eufrasia Bonoma nell'anno 1613, è basato sulla romantica storia di Giustina e Zenone, due giovani tergestini martirizzati a Tergeste il 13 luglio 286 d.C., durante le persecuzioni dei cristiani da parte dell'imperatore Diocleziano. Ma il musical "I Tergestini", pur trattando di persecuzioni e martirii, non vuol essere un'opera sacra, bensì un viaggio zeppo di sfumature, intenti satirici e parodistici, alla spassosa scoperta di quanto riportato da Eufrasia Bonoma: ad hutilita d'ogni devotto Spirito.

Concepito con balli e scene corali d'assieme di grande effetto, lo spettacolo porta in scena alcuni dei più noti ed apprezzati cantanti e attori triestini. "Si tratta - spiegano gli autori - di una realizzazione in grado di dare nuovo smalto alla storia di Trieste e, contestualmente, alla sua cultura musicale. Inoltre, il periodo storico in cui si colloca la trama è particolarmente adatto ad un richiamo turistico grazie ai tanti elementi scenografici di epoca romana presenti a Trieste. Come precisa Edda Vidiz "è una produzione che riporta sulla scena quasi al completo il gruppo artistico del musical "Maximilian, il principe di Miramare", che ci auguriamo offrirà al pubblico nuove splendide emozioni.

Parcheggio gratuito presso la Fiera di Trieste (ingresso Piazzale de Gasperi).

Ingresso intero: primo settore Euro 20,00, secondo settore Euro 15,00. Ridotti abbonati, sopra i 60 anni e sotto i 26 anni, Associazioni /CRAL primo settore Euro 15,00, secondo Euro 10,00

Biglietteria: 040.948471/040.390613 - www.contrada.it - contrada@contrada.it

Prevendita Circuito Viva Ticket - Ticketpoint di Corso Italia 6/c - 040.3498276/77

La trama

Il padre della giovane Giustina ha promesso in sposa la figlia al giudice Saprizio. Giustina, angosciata da questa imposizione, confida i suoi crucci all'ancella Clemenzia che, nel consolarla, si lascia sfuggire il fatto di essere cristiana e la conduce con sè ad una riunione di cristiani .
Durante la predica del Maestro, Giustina si converte e decide di dedicarsi completamente al Signore e di ribellarsi al volere paterno. Ritornata a casa, dove nel frattempo è giunto il promesso sposo Saprizio e il suo amico Zenone, dichiara a tutti di non poter mantenere fede alla promessa paterna essendo diventata "una di loro" cioè una cristiana.

Grande è lo sconcerto di Zenone e la rabbia di Saprizio, che le impone di rinnegare quella malefica fede pena la morte. Lo stesso Zenone suggerisce a Saprizio la più grande infamia per una vergine cristiana: quella di farla entrare in un lupanare. Ma Giustina è pronta al martirio mentre Clemenzia, impaurita, giura di essere pagana.

Nel lupanare, nonostante gli sforzi del diavoletto Belzebò in cerca di nuove anime per l'inferno, nessuno tocca Giustina. L'etera Aspasia tenta di sedurre Zenone, giunto al lupanare spinto dalla curiosità di sapere da Giustina il perché di questa mania chiamata Gesù. I due discutono finché Zenone, in balia di una strana sensazione, si rivolge a quel Gesù, che non comprende, con una supplica che è quasi una preghiera.

Giustina è portata al Foro per la definizione della condanna. Il giudice Saprizio vuole sapere da Aspasia cosa è successo nel lupanare e questa gli confessa di essere stata pagata da Zenone perché nessuno profanasse la giovane. In Saprizio nasce il sospetto che pure l'amico si sia convertito ma Zenone nega il fatto, seppur sente crescere in lui il richiamo della Fede.

Per dimostrare la loro fedeltà a Diocleziano, i tergestini pagani reclamano la soppressione di tutti i convertiti nella città, che vengono condotti al martirio. Saprizio ordina di tagliare la testa a Giustina e Zenone, ormai convinto, confessa di essere pure lui un cristiano. Saprizio, adirato per il tradimento di Zenone gli fa mozzare la lingua, ma Zenone continua a professare la sua Fede nel Signore e il giudice lo fa giustiziare nello stesso giorno di Giustina: il 13 luglio 286 d.C.

Saprizio incomincia a rendersi conto dell'assurdità di tutto quel sangue attorno a lui. Alla fine tutti i personaggi della storia realizzano che gli arbitri del bene e del male non sono gli dei o un solo Dio, ma ...

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