Thom Pain di Will Eno con Elio Germano

Notizia inserita il 17/01/2011

"Elio Germano è il prestigioso protagonista e regista di Thom Pain (basato sul niente) pluripremiato testo del contemporaneo Will Eno: le date alla Sala Bartoli dello Stabile regionale sono da settimane completamente "sold out". Lo spettacolo è programmato per il cartellone altripercorsi dedicato alla drammaturgia contemporanea da martedì 18 a domenica 23 gennaio".

"Sold out" da settimane, Thom Pain di Will Eno, diretto e interpretato da Elio Germano, è uno degli spettacoli-evento della Stagione 2010-2011, in scena alla Sala Bartoli dal 18 al 23 gennaio per il cartellone altripercorsi dello Stabile regionale.

Dopo il debutto nell'ambito dell'ultima edizione del Mittelfest di Cividale, il testo dell'autore contemporaneo anglosassone, portato sulle scene da uno degli artisti di punta del momento in Italia, ha catalizzato su di sé l'attenzione delle platee, conquistate dalla singolarità del racconto e del profilo del suo protagonista: un uomo insolito e coraggioso.

È questa l'idea che ci si fa immediatamente di Thom Pain: un uomo che possiede ancora il coraggio di mostrare le proprie ferite e di essere sensibile alle sofferenze altrui. E del tutto geniale e singolare dev'essere anche la personalità di Will Eno, l'autore americano - ma inglese d'adozione artistica - che lo ha creato e messo al centro di un monologo che non teme di descrivere e regalare emozioni...

Ardita è stata anche la scelta di portarlo sulle scene italiane da parte di Elio Germano, un attore che al culmine della carriera, ritirando il premio come miglior attore al Festival di Cannes per il film la La nostra vita di Daniele Lucchetti, ha deciso con risolutezza di dedicare la Palma d'Oro «all'Italia e agli italiani che fanno di tutto per rendere il Paese migliore nonostante la loro classe dirigente» e che - sebbene corteggiato da registi e produzioni fra le più prestigiose del mondo del cinema - ha invece optato, a questo punto, di salire sul palcoscenico per una prova nient'affatto scontata, e di confrontarsi in una sorta di "corpo a corpo" con il pubblico, quale in effetti è questo Thom Pain (basato sul niente).

Tutto in questo spettacolo sembra dunque calibrato al millimetro: il talento interpretativo di Elio Germano e il suo istinto registico, per non dire del fascino della drammaturgia di Will Eno, premiato nel 2005 al Festival di Edimburgo e finalista sempre per questo testo al Pulitzer.

Non occorrono altri ingredienti per un momento di straordinario teatro, come sottolinea lo stesso Germano nelle sue note: «Thom Pain è solo. Entra in scena al buio. Non ci sono tecnici sul palco, non c'è l'uomo del suono ad aiutare la sua entrata con una musica. Non c'è una scena. È un uomo solo, che soffre sotto il tiro delle luci del palco. Ha parole che non suonano come le battute di un testo teatrale, ma hanno il linguaggio e la forza di un uomo che parla, mettendosi in fila come in un flusso di coscienza, continuamente sospeso tra memoria e paura. Credo che questo testo non faccia sconti a nessuno, tanto meno a me. Non puoi entrarci a meno di non "essere" Thom Pain».

E Thom Pain è: lì, sul palco, tutto proteso a cercare con il pubblico una qualche relazione, come se dovesse fissare gli spettatori uno ad uno e cambiare la direzione del suo discorso a seconda delle reazioni che i loro sguardi rivelano (è questa la sensazione che avremo, tali sono la vicinanza e l'intensità dell'interprete).

Si racconta e si rivela né peggiore né migliore di tanti di noi, un antieroe solitario, che mostra le sue cicatrici - segno dei dolori della vita, radicati fin nell'infanzia - e le tante ferite ancora aperte. Tira le somme, ora con cinismo ora con stupore, e attraverso questa sua confessione laica cerca di trovare un senso alla propria vita, lasciando al pubblico e a sé stesso qualcosa di positivo. Non regala lezioni saccenti, non si impegna a spiegare la vita, anzi sembra rifuggire questi atteggiamenti: sembra piuttosto invitarci a vivere questa vita, magari riuscendo ancora ad amarla.

Applaudiremo Thom Pain (basato sul niente) nella traduzione di Noemi Abe, la regia è di Elio Germano in collaborazione con Silvio Peroni. Lo spettacolo è prodotto da BAM teatro-Pierfrancesco Pisani in collaborazione con Mittelfest 2010 e con il contributo dei Festival "La notte dei poeti"- Settembre al Borgo.

Replica alle ore 21 alla Sala Bartoli da martedì 18 a sabato 22 gennaio: domenica 23 la recita è pomeridiana con inizio alle ore 17.

La Stagione 2010-2011 del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia va in scena grazie al sostegno della Fondazione CRTrieste.

Will Eno

Will Eno (Lowell, Massachusetts 1965) è un drammaturgo americano, anche se le sue opere sono state per lo più prodotte in Gran Bretagna e da Soho è partita, in qualche modo, la sua ascesa. Il famoso drammaturgo Edward Albee ha detto di lui: "Will Eno è uno dei migliori giovani drammaturghi in cui mi sono imbattuto da un certo numero di anni". Osannato dalla critica, è stato rappresentato con successo in tutto il mondo.

Elio Germano

Elio Germano (Roma, 1980) esordisce nel cinema all'età di dodici anni come protagonista del film di Castellano e Pipolo Ci hai rotto papà (1992). Durante il liceo frequenta per tre anni un corso teatrale presso la scuola Teatro Azione, diretta da Isabella del Bianco e Cristiano Censi. Nel 1999 deve decidere se seguire una tournée teatrale di uno spettacolo diretto da Giancarlo Cobelli o accettare la scrittura propostagli da Vanzina, che lo aveva scelto per il suo nuovo film Il cielo in una stanza. Opta per il cinema e lascia il teatro; da quel momento inizia una folgorante carriera che lo vede come attore in film diretti da registi italiani tra i più apprezzati nel panorama nazionale: da Scola (in Concorrenza Sleale) a Crialese (nel premiatissimo Respiro), da Tavarelli (in Liberi) a Veronesi (Che ne sarà di noi). È tra i protagonisti di Romanzo criminale di Michele Placido. Lavora con il premio Oscar Gabriele Salvatores in Quo vadis, baby? e a seguire in Come Dio comanda, dal grande romanzo di Ammanniti; con Paolo Virzì in N e Tutta la vita davanti, con Daniele Vicari in Il passato è una terra straniera, e con Daniele Lucchetti. Con il suo film Mio fratello è figlio unico ottiene il David di Donatello come migliore attore protagonista, il Globo d'Oro e il Ciak d'Oro dai critici cinematografici italiani. Molte anche le partecipazioni in film per la tv. Nel maggio 2010 nella 63a edizione del Festival di Cannes, è stato premiato come migliore attore ex aequo con Xavier Bardem, per la sua interpretazione nel film la La nostra vita di Daniele Lucchetti, unico film italiano in concorso. Al premio sono seguiti altri importanti riconoscimenti, tra cui il Nastro d'Argento. Appassionato di musica, adora suonare col suo complesso "Le bestie rare" di cui è voce e leader.

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