"Tunnel" alla Sala Bartoli

Notizia inserita il 17/02/2009

"Tunnel di Fabio Alessandrini e Carlo Tolazzi va in scena per la prima volta in Italia alla Sala Bartoli dello Stabile regionale, dopo essere stato un vero "caso" in Francia. Uno spettacolo intelligente, disincantato, divertente, drammatico sul mondo del calcio, di cui è restituita tutta la passione per questo sport ma anche vengono svelati scandali e oscenità. Repliche da giovedì 19 a domenica 22 febbraio".

Tunnel di Fabio Alessandrini e Carlo Tolazzi, è uno vero "caso teatrale" del nostro tempo: il suo esordio in Francia - dove l'autore, genovese, ha residenza artistica con la sua compagnia - ha infatti suscitato un notevole clamore, calamitando l'attenzione dei media oltre che degli addetti del teatro e del calcio...

Lo spettacolo arriva per la prima volta in Italia replicando dal 19 al 22 febbraio alla Sala Bartoli del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, che proprio per l'eccellente prova drammaturgica e l'interesse del tema ha scelto di inserirlo nel proprio cartellone, come evento speciale "fuori abbonamento".

Interpretato dal solo Alessandrini, affiancato sul palcoscenico dal sax di Damien Hennicker, Tunnel si concentra sul mondo del calcio e sembra chiedersi - davanti alle più recenti, drammatiche evoluzioni del calcio-spettacolo ­- come è possibile ritrovarvi quelle radici ludiche e sportive da cui è germogliato...

A tutti, infatti, è bastato un prato non troppo in discesa, ai due capi un paio di rami lunghi conficcati nel terreno a segnare le porte: in mezzo uno sciame di ragazzini a rincorrere un pallone... È sicuramente questo il più puro modello di calcio e lo spirito è quello limpido del gioco vero, della rivalità sana, del divertimento per chi guarda e per chi s'impegna sul campo.

Il calcio parte da qui. E anche Fabio Alessandrini evoca, di questo popolarissimo sport, le immagini ludiche, poetiche dell'infanzia. Purtroppo però c'è anche il baratro, e non tarda ad annunciarsi.

Quando Alessandrini nel 2002 inizia a lavorare al testo, nessuno parla di ciò che le immagini dorate del mondo del calcio nascondono, ma tutti ne sono a conoscenza. Addetti, giornalisti, tifosi, a nessuno conviene parlare: e lo scandalo scoppiato nel 2006 rivela solo una piccola parte di un immenso iceberg, tuttora per la maggior parte sommerso.

Attore diplomato alla Scuola del Teatro di Genova, drammaturgo dal 2000 con residenza artistica in Francia assieme alla sua compagnia, Alessandrini ammette: «A spingermi a portare sulla scena un tema così lontano, per me, dal teatro, è stata l'irruzione della Morte, che ha bussato troppo presto alla porta di tanti calciatori, o ex calciatori, ben presenti nei miei ricordi e nelle mie raccolte di figurine di bambino degli anni Sessanta-Settanta. Morivano, stanno morendo, in troppi e tutti delle stesse malattie». «Tunnel gioca con lucido divertimento sul sottile e misterioso filo che sta fra la vita e la morte - continua ­- esplorando con una buona dose d'ironia e momenti di comicità il rapporto con il corpo, il concetto che abbiamo della salute, l'ossessione del risultato, l'illusione di una libertà basata sulla truffa ad ogni costo»

E così lo spettacolo (con il titolo Touche) esordisce sui palcoscenici francesi e diviene un vero caso, si guadagna l'attenzione dei media, degli addetti ai lavori, del pubblico... Del calcio denuncia "il marcio", ma a detta di tutti, restituisce anche l'amore trasparente per quello che deve essere uno sport, non uno show "a tutti i costi".

Accompagnato soltanto da Damien Hennicker - che col suo sax diviene un alter ego dell'attore e dialoga con i suoi pensieri e con i profili dei personaggi evocati - Alessandrini vive davanti agli occhi del pubblico una sorta di partita. Si scalda ai bordi della scena, poi "entra in campo". Passa dal raccontare l'entusiasmo innocente, alla corruzione, e il suo corpo, la sua interpretazione trascolorano dall'energia sincera a una vitalità malata, al rallentamento innaturale della disfatta.

«Sì, m'hanno offerto molti soldi per perdere delle partite»... «Eravamo come cavalli da corsa, i nostri armadietti somigliavano a vere e proprie farmacie»... «Ci facevano una puntura negli spogliatoi, era un liquido giallo con striature rosse. L'allenatore ci raccomandava di scaldarci molto lentamente. La prima volta, a Ferrara, appena entrato in campo mi sentivo un gigante, un'energia incredibile. Nel secondo tempo una schiuma verde, densa, è cominciata a colarmi dalla bocca»... Ecco la disfatta: è nelle testimonianze vere dei calciatori professionisti, nei fatti provati su cui Tunnel si basa. E nel disincanto che risuona nelle battute di uno spettacolo profondo, intelligente, che ci invita a una necessaria presa di coscienza collettiva.

La disfatta, infine è nello spirito sportivo che muore, così come il corpo degli atleti: un tempo macchine miracolose ma umane, con un'anima, e come tali inno alla vita e alla gioia di mettersi alla prova con lealtà.

Prodotto dalla Compagnia Teatro di Fabio, Compiègne, Francia - Espace Jean Legendre, Scène Conventionnée de Compiègne, Tunnel si avvale della collaborazione artistica di RiccardoMaranzana,Christophe Lemaître, delle musiche originali di Paolo Silvestri. Hervè Mauger firma il progetto luci e Francis Ruet gli effetti sonori.

Tunnel va in scena a Trieste, per la prima volta in Italia, da giovedì 19 a domenica 22 febbraio: le recite sono sempre serali alle ore 21 tranne la domenica quando lo spettacolo inizia alle ore 17.

Fabio Alessandrini, attore, autore

Si è diplomato alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 1988. Ha inoltre studiato con M. Bartoli, A. G. Garrone, Carlo Boso, Derek Wolshonack e Annatina Hug. Per il Teatro, ha partecipato a numerosi spettacoli, con il Teatro di Genova e con altre importanti compagnie nazionali. È stato diretto, tra gli altri, da Marco Sciaccaluga, Carlo Cecchi, Alfredo Arias, Simone Benmussa, Marc Feld.

Parallelamente all'attività di attore, si dedica all'elaborazione drammaturgica di alcuni suoi spettacoli. Prima esperienza, in collaborazione con l'attore Riccardo Maranzana, Uomini di Confine ( Udine 1993).

Dal 2000 è in residenza artistica con la sua compagnia all'Espace Jean Legendre - Scène Conventionnée de Compiègne, in Francia, dove ha già presentato gli spettacoli Non ora, non qui (dall'omonimo romanzo di Erri De Luca), La Conqûete du Mexique, di cui è anche autore, e Distants, siamo Italiani nel mondo, scritto insieme a Riccardo Maranzana e a Jean-Pierre Pagliari. Questi ultimi due spettacoli sono stati rappresentati in Francia e in Italia in entrambe le lingue. Nel 2005 ha scritto insieme a Carlo Tolazzi lo spettacolo Touche, di cui è anche interprete. Nel 2006 ha diretto e interpretato Cherchevent, (tratto da Cercivento, di Carlo Tolazzi ). Nel 2008 ha curato la regia degli spettacoli La Cage (versione francese de La Gabbia di Stefano Massini) e 2 Frères (versione francese di 2 Fratelli di Fausto Paravidino). Insegna periodicamente tecniche di recitazione in Italia e in Francia. Nel cinema ha lavorato con Dino Risi, Gianni Amelio, Costanza Quatriglio.

Riccardo Maranzana, attore, regista

Si è anch'egli diplomato alla Scuola di Recitazione del Teatro Stabile di Genova nel 1988.

Ha poi perfezionato i suoi studi con Yves Lebreton, Pierre Byland, John Strasberg, Ludwik Flaszen (fondatore, con J. Grotowsky, del Teatro Laboratorium di Wroclaw, Polonia ).

Ha partecipato a numerosi spettacoli di importanti produzioni nazionali, tra cui il Teatro Stabile e il Teatro dell'Archivolto di Genova, il Piccolo di Milano, il Teatro di Parma.

È interprete degli spettacoli Cercivento e Le Indemoniate di Carlo Tolazzi. Collabora periodicamente con il Teatro Miela di Trieste alla regia o all'interpretazione di serate, letture e spettacoli. Insegna periodicamente all'Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe di Udine.

Christophe Lemaître, regista, attore.

Dopo studi letterari e una specializzazione in lettere moderne, ha proseguito la sua formazione teatrale all'Ecole d'art dramatique du Théâtre des Deux Rives -CDR de Haute-Normandie, all' Ecole Florent e all' Ecole du Théâtre National de Strasbourg, diretta da Jacques Lassalle.

In seguito ha collaborato, sia come attore che come regista, con importanti produzioni francesi tra cui i Teatri de la Cité, Odeon e La Colline, a Parigi.

Attualmente è direttore artistico della Compagnie des Treize Lunes, con sede nella regione Champagne - Ardennes. Svolge attività di insegnamento teatrale ed è autore di documentari e trasmissioni radiofoniche.

Per la Compagnia Teatro di Fabio, ha collaborato alla regia di Touche, versione in lingua francese dello spettacolo Tunnel, e partecipa, come attore, allo spettacolo Cherchevent tratto dalla pièce Cercivento di Carlo Tolazzi.

Carlo Tolazzi, autore

Autore di testi teatrali e di racconti. Dal 1978 esercita il mestiere di fisioterapista, con notevole esperienza nei settori ortopedico e neurologico. Per 10 anni ha collaborato come pubblicista alla redazione sportiva del quotidiano Il Gazzettino di Venezia, avendo modo di confrontarsi con i campionati italiani di calcio di serie A e B.

Ha vinto due premi nazionali di narrativa nel 1992 e nel 2001, oltre ad un cospicuo numero di premi per la narrativa in lingua friulana. Ha pubblicato una raccolta di racconti dal titolo L'uomo che si andò di traverso ( Udine 1999 ) e lo zibaldone di comicità e satira sportiva Primo Carnera, secondo me ( Udine 2000).

Per quanto riguarda il teatro, ha vinto il Premio Nazionale per la nuova drammaturgia Candoni-Arta Terme, col monologo Resurequie, ed ha partecipato con sue opere a quattro edizioni del Mittelfest di Cividale del Friuli, ottenendo un significativo successo nel 2003 con l'atto unico Cercivento. Tra i suoi lavori più recenti: Le Indemoniate di Verzegnis (Udine 2006, Trieste 2007). È autore del vocabolario di lingua friulana Le parole salvate (Udine 1997), oltre che di contributi linguistici su riviste specializzate.

Calciatore a tempo perso, per hobby e smisurata passione, ha disputato per 34 anni i campionati agonistici della Federazione Italiana Gioco Calcio fra i dilettanti, smettendo per sfinimento nel 2000, a soli cinque anni dall'età dell'addio del mitico Stanley Matthews. Si è lanciato nell'avventura di Tunnel con entusiasmo.

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