Vegetali vincono sulla carne 10 a 1

Impatto della carne bovina sul pianeta

Notizia inserita il 05/04/2019

Sostituire il consumo di carne bovina con cibi vegetali consente di risparmiare il 90% del territorio, il 96% di emissioni di gas serra e il 94% dei consumi di azoto (usato come fertilizzante): questo hanno calcolato quattro scienziati di varie università (USA, Israele, Svizzera) in un articolo pubblicato pochi anni fa (nel 2016) sulla rivista Environmental Science & Technology.

Questo studio si è concentrato su uno specifico tipo di carne, quella bovina, ma naturalmente lo stesso vale anche per le altre carni, dato che, in media, per produrre un kg di carne occorre coltivare 15 kg di vegetali (da usare come mangimi per gli animali), con conseguente enorme spreco di risorse.

I ricercatori, infatti, non hanno proposto di sostituire la carne bovina con altre carni, o pesce, o altri derivati animali, ma con cibi vegetali, soprattutto di legumi e frutta secca. A parità di calorie, grassi e proteine e in generale con un profilo nutrizionale simile anche per quanto riguarda minerali e vitamine, i ricercatori hanno dimostrato che si ottiene un enorme risparmio di risorse, un miglioramento della salute umana e una diminuzione del "conto della spesa" per i singoli cittadini.

E' stata presa in esame la dieta media americana (e quella italiana purtroppo non se ne discosta molto) ed è stato ipotizzato di sostituire tutta la carne bovina consumata nell'anno con ingredienti vegetali. In questo modo, il risparmio in termini di impatto ambientale è ingente, come si nota in figura (l'area della parte verde e l'area della parte rosa sono proporzionali, rispettivamente, all'impatto della dieta che contiene manzo e a quello della sua sostituzione con prodotti vegetali). I valori rappresentati sono relativi al consumo medio per persona in un anno.

Per quanto riguarda il consumo di territorio (usato per la coltivazione dei mangimi e per il pascolo), la produzione di cibi vegetali richiede solo il 10% di terreni, le emissioni di CO2 sono del 4% rispetto alla dieta con manzo e i consumi di azoto del 6%.

Applicando questo "risparmio" alla dieta di un anno di tutti gli americani (320 milioni di persone), si liberano 370 mila km quadrati di terreni coltivabili e oltre 3 milioni di km quadrati di pascolo; si evita l'emissione di 278 milioni di tonnellate di CO2 e si risparmiano 3,7 milioni di tonnellate di azoto. Questo corrisponde rispettivamente al 27%, 4% e 32% dell'impatto totale nazionale.

Nelle loro conclusioni, i ricercatori fanno notare che i pascoli che verrebbero liberati eliminando gli allevamenti rappresentano un'area maggiore della somma delle estensioni di Alaska, Texas e California.

Il risparmio di azoto rappresenta un terzo del consumo totale di fertilizzanti negli Stati Uniti. Infine, il risparmio nelle emissioni di CO2 rappresenta il 4% delle emissioni totali negli USA, ma quasi la metà delle emissioni dovute al settore agricolo.

Notano inoltre come questo cambiamento avrebbe importanti miglioramenti sui disastri ambientali in atto: sulla "zona morta" (dove non esiste più vita animale e vegetale) nel Golfo del Messico, sulle terre semiaride dell'ovest, sulle specie selvatiche minacciate di estinzione e sul mantenimento della biodiversità.

Per quanto riguarda le altre carni, incluso ovviamente anche il pesce, e altri prodotti animali come latticini e uova, si tratta di prodotti che hanno un impatto ambientale molto maggiore dei vegetali e che sono consumati in quantità ancora maggiore rispetto alla carne bovina, nel corso dell'anno.

La loro completa eliminazione, con un passaggio a una dieta 100% vegetale, comporterebbe un risparmio di risorse molto maggiore, rispetto all'eliminazione di un solo tipo di carne.

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Articolo tratto da AgireOra Network

Fonte:

Gidon Eshel, Alon Shepon, Elad Noor, and Ron Milo Environmentally Optimal, Nutritionally Aware Beef Replacement Plant-Based Diets, Environmental Science & Technology, Environ. Sci. Technol., 2016, 50 (15), pp 8164–8168.

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