Mostra personale di Claudio Palcic

Quadro di Claudio Palcic

Notizia inserita il 20/05/2020

7 marzo - 3 giugno 2020
Sala d'Arte Rossoni, Corso Italia 9

Ritorna visitabile fino al 3 giugno presso la "Sala d'Arte Rossoni", all'interno del Palazzo Hierschel, in Corso Italia 9 presso la Galleria Rossoni la Mostra personale di Claudio Palcic che era stata inaugurata all'inizio di marzo. Dopo la forzata interruzione la rassegna ritorna visitabile seguendo le disposizioni previste dalla normativa per il contenimento del coronavirus e quindi con un numero limitato di visitatori indossanti mascherina e guanti.

Una disposizione che non toglie nulla alla godibilità della rassegna di Palcic, un autentico "artista di frontiera", formatosi in un territorio che storicamente si è rivelato un laboratorio di pulsioni ed esperienze culturali e nel quale egli ha saputo fondere espressioni artistiche e linguaggi di diversa provenienza. Scrive Franco Rosso nella presentazione:

Da artista triestino-sloveno Palcic ha saputo cogliere le sollecitazioni di due realtà culturali, politiche e di civiltà, coniugando la spontaneità mediterranea con l'espressionismo nordico. E lo ha fatto svolgendo una eclettica attività di pittore, grafico, illustratore, scenografo e costumista, affermandosi come un protagonista assoluto della sua generazione della quale ha saputo interpretare inquietudini e aspettative.

Nel 1965, a 25 anni, Palcic illustra il libro di lettura per la prima classe delle scuole elementari con lingua d'insegnamento sloveno in Italia (...e ne seguiranno altri quaranta negli anni...) dimostrando la sua vocazione di disegnatore straordinario ed immaginifico , quasi "anticipando" che il disegno rimarrà sempre nelle sue opere l'elemento di partenza per ogni espressività creativa.

Tant'è che in Palcic il disegno diventa illustrazione, pittura, grafica e grafica applicata, scenografie e costumi teatrali, raccontando un dibattito creativo interiore che vorrebbe provare a dare risposte alle prove della vita che si presentano spesso in conflitto tra il bene e il male. Ma il disegno è soprattutto funzionale alla definizione della figura umana, spesso ad accenni di essa, e l'uomo disegnato diventa l'annotazione concettuale e allo stesso tempo l'esito finale, scegliendo una figurazione che rifugge sempre dalla descrizione.

La rassegna alla "Rossoni" allinea una serie di opere che fanno parte del lungo e più recente ciclo pittorico di Palcic, che vede la figura umana come elemento centrale nella campitura del quadro, simbolica ed espressiva, spesso graficamente sospesa in uno spazio in cui si delinea una sorta di triangolo evidenziato da pennellate e segni ondosi e semicircolari: con l'invenzione costante di sempre nuovi dinamici ritmi figurativi, nei quali l'uso del colore diventa metafora gestuale della forza e dell'energia del portato creativo, ma anche strumento per il pittore per parlare di sentimenti e sensazioni.

Il processo appare chiaro: l'impulso creativo si presenta all'artista nelle sembianze astratte di un pensiero cromatico di un determinato colore: poi, nell'astrazione, inserisce gli elementi figurativi per legare l'emozione interiore alla realtà, in modo tale da assimilare anche le sensazioni provenienti dal mondo circostante. Un mondo che si presenta all'artista come un'arena nella quale liberare la propria creatività che è istintiva, sensuale, evocativa, allusiva e rivolta alla drammaticità. La tela diventa teatro di immagini, attraverso il quale Palcic dialoga con l'esistenza servendosi della figurazione di un essere umano che lotta per rimanere un uomo, per difendersi dalla violenza, dal potere, dall'intreccio perverso tra uomo e tecnologia, dalla malvagità dell'odio, per denunciare alla fine tutta l'assurdità del nostro tempo. Ma Palcic sa bene che sentire vuol dire impegnarsi e guardare significa anche pensare: ci dice che nella vita e nella quotidianità nulla è completamente puro ed integro, la contaminazione è naturale e connaturata all'esistenza. L'uomo al centro dei suoi quadri è solo e disarmato, ma reso un gigante dalla consapevolezza della forza della vita, che lo assimila all'inesauribile energia della natura che sempre si rigenera, anche quando l'uomo, cieco e ingrato, cerca di distruggerla.

Palcic
SALA D'ARTE ROSSONI
fino al 3 giugno 2020

Trieste-Corso Italia, 9 (Galleria Rossoni)

Orario:
merc.-giov.-ven. 17.00-19.30
Sabato: 10.00-12.00 / 17.00-19.30

info: 342.6640046
saladarterossoni@yahoo.com

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