Mostra: Leonor Fini. Memorie triestine.

Leonor Fini

Notizia inserita il 28/06/2021

26 giugno - 22 agosto 2021

A 25 anni dalla morte di Leonor Fini, pittrice surrealista, ma anche costumista, scenografa, incisore, illustratrice e scrittrice di fama e frequentazioni internazionali, a Trieste, al Polo museale del Magazzino 26 in Porto Vecchio, è organizzata la mostra multimediale di pittura, luce, musica e percezione olfattiva, intitolata: Leonor Fini. Memorie triestine.

La mostra propone dal 26 giugno al 22 agosto 2021 una rilettura del tutto inedita della personalità e della creatività dell'artista (Buenos Aires 1907 - Parigi 1996), analizzando il suo intenso e fondamentale rapporto con la città d'origine della madre. Trieste appunto, dove Malvina Braun condusse la figlia all'età di un anno e dove Leonor si formò sul piano artistico culturale e su quello umano e personale fino all'età di circa vent'anni, rimanendovi sempre molto legata.

Grazie a una ricca sequenza di testimonianze per la maggior parte inedite e rare (disegni, dipinti, acquerelli, incisioni di Leonor, porcellane decorate e bozzetti per le stesse, documenti, libri, affiche, lettere, foto, video interviste, abiti appartenuti all'artista e a un approfondimento sul piano letterario e grafologico della sua personalità), l'esposizione rivela, attraverso un totale di circa 250 pezzi, oltre al risvolto più intimo e privato della Fini, anche un approfondimento sul clima culturale della Trieste del Novecento. Una città allora avanzatissima e cosmopolita, sospesa tra pensiero mitteleuropeo e suggestioni italiane, dove Leonor visse nella casa materna, sempre in compagnia di un gatto, che sarebbe divenuto poi il leitmotiv principe della sua arte. La sua personalità si formò così a stretto contatto con quel colto milieu internazionale e d'avanguardia che connotava la città all'epoca, nel cui contesto la giovane pittrice ebbe modo di frequentare assiduamente personaggi triestini suoi coetanei, che sarebbero divenuti famosi a livello mondiale. Tra questi, per esempio, il futuro gallerista Leo Castelli, il famoso critico, estetologo e artista Gillo Dorfles, Bobi Bazlen, il grande traghettatore della letteratura dell'Est europeo in Italia, e il pittore Arturo Nathan, accanto a Italo Svevo e Umberto Saba. Di particolare interesse, in mostra, sono il video con le interviste inedite della curatrice sulla Fini a Dorfles, a Daisy, la sorella di Nathan, e ad altri personaggi che la conobbero, e la sezione dedicata alle porcellane e alle terraglie forti decorate con decalcomanie tratte dai disegni di Leonor, finora mai citate nei numerosi cataloghi dedicati all'artista.

Dopo Trieste, la rassegna - già presentata con successo all'Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles, dove la Fini è molto nota, essendo stata legata ai Surrealisti francesi, il cui linguaggio vanta in Belgio protagonisti internazionali quali Magritte e Delvaux - sarà allestita dal 7 ottobre al 12 novembre all'Istituto Italiano di Cultura di Parigi. Città in cui la pittrice, l'Italienne de Paris, come veniva chiamata in Francia, si era trasferita appena ventitreenne, guadagnando rapidamente largo consenso e rimanendovi fino alla morte.

Come nelle altre sedi, la vernice sarà sottolineata da una performance multimediale di luce e musica e, a Trieste, anche olfattiva, ispirata alla Fini e creata site speciï¬c da Accerboni. Sarà realizzata una macroproiezione luminosa, mentre verranno eseguite da Sara Zoto alla viola, alcune composizioni surrealiste inedite create dal musicista italo-brasiliano Paolo Troni, ispirate a Leonor e concepite espressamente per la rassegna, che saranno quindi diffuse quale colonna sonora all'interno della sede espositiva durante tutta la durata della mostra.

La mostra si situa in un ciclo di manifestazioni, ideato e curato da Accerboni e dedicato a personaggi internazionali della cultura triestina del '900, iniziato con la mostra Arturo Nathan. Silenzio e luce, concepita per celebrare il pittore anglo-indo-triestino, grande amico di Leonor e di Dorfles, e proseguito con l'Incontro multimediale con Umberto Saba per ricordare il centenario dell'inizio dell'attività a Trieste della libreria di uno dei maggiori poeti italiani del '900, e con la mostra Il segno rivelatore di Gillo, dedicata al grande critico e pittore triestino. Il percorso prosegue ora a Trieste con la mostra sulla Fini, che poi si trasferirà a Parigi, per testimoniare anche il particolare milieu culturale d'avanguardia e cosmopolita della Trieste del primo Novecento e tra le due guerre. Nathan, Saba, Dorfles e la Fini sono infatti delle personalità che negli anni Venti e Trenta si conobbero e si frequentarono a Trieste assieme a Bobi Bazlen, Leo Castelli e Svevo, prima di decollare verso l'internazionalità.

Tutte le manifestazioni del ciclo presentano un'impronta multimediale, proponendo a ogni inaugurazione una diversa performance di luce e musica, creata da Accerboni site speciï¬c per ogni sede.

Il percorso espositivo

In mostra sono presenti un'ottantina tra disegni, acquerelli, oli, chine e incisioni e un rarissimo libro, un Carnet des chatsedito nel 1972 dalla Galleria Lambert Monet di Ginevra e contenente 49 riproduzioni di straordinari disegni realizzati con pennarelli colorati, in cui la Fini reinterpreta in chiave favolistica la figura del gatto - che lei considerava una sorta di divinità -, trasformando i felini nei personaggi più disparati, come in una sorta di inesauribile, magico racconto fantastico. Il volume è il primo esempio di quell'attività grafica per l'editoria a tema felino, cui l'artista si dedicò negli anni '70, attività di grafica libraria che si sarebbe poi diradata negli anni '80.

Le opere esposte sono quasi tutti lavori donati dalla pittrice agli amici e ai parenti triestini più cari e perciò si tratta di lavori particolarmente significativi e in gran parte inediti. Tra i pezzi esposti compaiono per esempio quelli donati da Leonor alla cugina triestina Mary Frausin, cui la pittrice era legatissima, e quelli scelti a suo tempo per la propria collezione privata da Eligio Dercar, il gallerista di fiducia della Fini a Trieste, che ogni anno si recava nell'abitazione parigina dell'artista per acquistare numerosi suoi lavori. In mostra anche la ricca collezione di opere - molte fuori commercio e prove d'autore - regalate all'amico triestino Giorgio Cociani, al quale la pittrice era unita dalla passione per i gatti e con il quale aveva intrattenuto per circa vent'anni una fitta corrispondenza. E quasi una trentina fra lettere e cartoline inedite, spesso "istoriate" dalla pittrice con disegni e collage, inviate a Cociani, vengono ora esposte accanto a importanti e rari libri d'arte a lei dedicati, affiche di sue prestigiose personali, documenti, foto e a una vasta e pluridecennale rassegna stampa italiana e straniera, che sarà consultabile in mostra dai visitatori. Presenti inoltre alcune lettere di Nathan, alcuni stralci di lettere di Gillo Dorfles, altra corrispondenza e vari preziosi capi d'abbigliamento appartenuti alla Fini.

Lungo il percorso espositivo sono messi in dialogo anche tre dipinti molto importanti: uno della Fini, uno di Nathan e uno di Dorfles, a testimoniare simbolicamente la loro affinità elettiva, la pittura introspettiva e visionaria che li accomunava e la loro grande amicizia. Nella stessa ottica di approfondimento e comparazione delle tre personalità, sarà esposta un'indagine grafologica dei tre artisti, corredata di grafici ed eseguita da Mauro Galli dell'Associazione Grafologica Italiana - Sezione di Trieste, accanto a un'analisi sullo stile epistolare degli stessi, a cura di Cristina Benussi, già preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Ateneo giuliano.

Di grande interesse anche la sezione che comprende una ventina di rare porcellane e terraglie forti e bozzetti con motivo di figure femminili mascherate e maschere carnevalesche policrome, decorate intorno al '51 mediante decalcomanie tratte da disegni della Fini per la Società Ceramica Italiana (S.C.I.) di Laveno-Mombello (Varese) e messe in gran parte a disposizione da vari collezionisti , tra cui Enrico Brugnoni, Marco Lisè e Vincenzo Sogaro: una vera chicca, poiché finora tali manifatture non sono mai state citate nei numerosi cataloghi dedicati all'artista.

A completare il percorso ci saranno anche un video con le interviste inedite della curatrice a parenti e amici triestini della Fini, tra cui Gillo Dorfles e Daisy Nathan, sorella del pittore, e un video con l'ultima intervista in italiano alla celebre pittrice.

Nell'ambito del progetto espositivo verrà editato dall'Istituto Italiano di Cultura di Parigi un volume, curato da Accerboni, in cui saranno pubblicate le opere esposte, il carteggio inedito con l'amico triestino Giorgio Cociani e con altri personaggi e un approfondimento ragionato sui temi sviluppati nell'esposizione.

*Appuntamenti collaterali nella sala Lelio Luttazzi+
ideati, curati e condotti da Accerboni (inizio ore 18.30)

Venerdì 9 luglio: Le misteriose porcellane di Leono
Maria Grazia Spirito, già direttrice del MIDeC - Museo Internazionale del Design Ceramico di Laveno Mombello (Varese), illustrerà le rarissime porcellane e ceramiche forti decorate con le decalcomanie tratte dai disegni della Fini, prodotte dalla Società Ceramica Italiana della cittadina lombarda ed esposte in mostra.

Mercoledì 14 luglio: La penna visionaria di Leonor Fini, Gillo Dorfles e Arturo Natan
Cristina Benussi, già preside della Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Trieste, parlerà degli stili epistolari (esposti in mostra) di Nathan e di Dorfles in rapporto a quello di Leonor, che fu anche un'originale scrittrice.

Venerdì 23 luglio: Leonor segret
Lilly Frausin e Annamaria Frausin Sadar, cugine della Fini e uniche parenti della pittrice ancora in vita, intervistate dalla curatrice, racconteranno Leonor.

Venerdì 30 luglio: Incontro con Cristina Battocletti
Cristina Battocletti, scrittrice, giornalista de Il Sole 24 Ore, esperta di cultura del Nord Est e di quella triestina in particolare, parlerà sul tema Leonor Fini, Bobi Bazlen, Gillo Dorfles e gli altri nel clima culturale d'avanguardia della Trieste degli anni Venti. Nell'occasione verrà presentato, in anteprima per Trieste, il suo ultimo libro intitolato Giorgio Strehler. Il ragazzo di Trieste. Vita morte e miracoli (La nave di Teseo).

**Mercoledì 4 agosto: Leonor racconta... Lettura scenica di testi di Leonor Fini, voce recitante Roberta Colacino

Venerdì 13 agosto: Leonor Fini, Gillo Dorfles e Arturo Nathan. Grafie a confront
Mauro Galli, già vicepresidente dell'Associazione Grafologica Italiana - sezione di Trieste, parlerà della personalità della Fini esaminata attraverso la sua scrittura in rapporto alle grafie e al temperamento degli amici Nathan e Dorfles, la cui analisi è esposta in mostra.

Venerdì 20 agosto: Premiazioni
Premio di pittura a una giovane promessa dell'arte, Premio per la migliore illustrazione ispirata all'opera della Fini, che fu anche una raffinata illustratrice, e premiazione del Concorso per bambini per la migliore interpretazione della figura del gatto, personaggio cardine della creatività di Leonor.

Appuntamenti collaterali nella sala espositiva (inizio ore 18.30)

Mercoledì 21 luglio dalle 18 alle 21 avrà luogo un laboratorio d'illustrazione per adulti e giovedì 22 luglio dalle 17 alle 20 un laboratorio di fumetto per bambini (9 -14 anni) con Paola Ramella, disegnatrice triestina di fama internazionale e titolare della Scuola Zerocinque.

LEONOR FINI. MEMORIE TRIESTINE

DOVE: Polo museale del Magazzino 26 · Porto Vecchio · Trieste QUANDO: 26 giugno · 22 agosto 2021 ORARIO: mercoledì e giovedì 10 · 13 e 17 · 20 / venerdì e domenica 10 · 13 e 17 · 21 / sabato 10 · 13 e 15 · 21 · lunedì e martedì chiuso (autobus linea 6, fermata Polo museale) A CURA DI: Marianna Accerboni CATALOGO: sì COSTO BIGLIETTO: € 5,00 (alle signore un cadeau con il profumo inedito Lolò)

INFO: leonorfinimemorietriestine@gmail.com

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