Notizia inserita il 22/01/2008
L'EFSA (l'Autorità europea per la sicurezza alimentare) e la statunitense Food and Drug Administration dichiarano "sicuri per i consumatori" la carne e il latte di animali clonati (in particolare la carne di bovini e suini, per quanto riguarda gli studi dell'EFSA).
La situazione e' da una parte ridicola, dall'altra tragica per gli animali: ridicola perche' il consumo di carne e' dannoso di per se, non solo per quella di animali clonati, quindi preoccuparsi solo del fatto che sia clonata non ha senso; tragica perche' con l'allevamento di animali clonati saranno maggiori le loro sofferenze e saranno molte di piu' le morti, in quanto solo pochi degli animali ottenuti tramite clonazione sono sani e in grado di sopravvivere.
Preoccuparsi della sicurezza del consumo di carni di animali clonati quando il consumo stesso di carne, di qualsiasi tipo di animale, e' molto dannoso di per se non ha molto senso. Lo smodato consumo di carne oggi considerato "normale" e' talmente al di sopra dei valori massimi consigliati per la prevenzione delle varie malattie "del benessere" (cancro, malattie cardiovascolari, obesita', diabete, ecc.), che la loro incidenza aumenta di anno in anno, e quasi i tre quarti delle morti in Italia sono dovute a malattie cardiovasolari e tumori, che potrebbero essere prevenuti con un'alimentazione a base vegetale. La carne e' "pericolosa", e molto, anche quando non viene da animali clonati!
L'aspetto tragico e' invece la sorte degli animali clonati. Gia' negli allevamenti "normali" la quantita' di sofferenza e' enorme - prigionia in ambienti insalubri, impossibilita' di condurre una vita naturale, menomazioni subite senza anestesia, mangimi innaturali imbottiti di farmaci - e la fine che tocca agli animali, durante i trasporti e in luridi macelli e' orribile e indegna. Con l'allevamento di animali clonati, tutto questo peggiorera'.
Infatti, gli studi riportano che gli animali clonati spesso nascono deformi e muoiono giovani, i tassi di mortalità e le patologie riscontrabili nei cloni sono significativamente più elevati rispetto a quelli degli animali riprodottisi in maniera tradizionale. Gli studi mostrano ad esempio che i vitelli clonati muoiono spesso per anormalita' respiratorie, digestive, circolatorie, nervose, muscolari o ossee. Tutto questo viene dichiarato nei dossier dell'EFSA e della Food and Drug Administration.
Eppure, queste istituzioni hanno dato parere positivo per la produzione di carne e latte da animali clonati.
Dichiara AgireOra Network: "Tanto di cappello a queste autorita', bella considerazione per la sofferenza degli animali. E tanto di cappello anche ai consumatori e alle associazioni dei consumatori, la cui unica preoccupazione riguarda se questa 'carne' puo' essere 'pericolosa' per il consumo umano, non una parola sull'ecatombe di animali che comporta questa tecnica".
Il processo di clonazione puo' causare modifiche nello sviluppo dell'embrione, del feto e dell'animale giovane. Vari studi hanno mostrato che non tutti i geni vengono attivati, con la clonazione, rispetto alla riproduzione normale. Gli animali d'allevamento sono già considerati come semplici prodotti piuttosto che come individui che possono provare sentimenti, sensazioni ed emozioni: la loro clonazione andrà a rafforzare questa visione, con buona pace del nuovo Trattato europeo che dichiara gli animali come "esseri senzienti".
Comunicato di: AgireOra Network - Informazione e progetti animalisti - info@agireora.org
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