La ricerca in vitro scende in campo per combattere il coronavirus

Microscopio

Notizia inserita il 06/05/2020

Mentre i vivisettori italiani (e non solo) approfittano del clima di paura per difendere la vivisezione, facendo credere alle persone che "ricerca" equivalga a "test su animali", i laboratori che si occupano di tecnologie in vitro si stanno impegnando nella ricerca e nei test per mettere a punto cure efficaci contro il coronavirus.

La necessità di una cura contro il COVID-19 richiede tecnologie veloci ed efficaci, che non portino fuori strada i ricercatori con informazioni non rilevanti per l'essere umano, come invece spesso succede nella ricerca sui "modelli animali".

I test su animali non portano da nessuna parte. Come ha dichiarato il dottor John Pippin, medico, cardiologo, esperto nei metodi di ricerca scientifica senza animali: "Molti animali usati in laboratorio non sono suscettibili al virus, altri guariscono senza conseguenze, altri non hanno sintomi quando infettati, oppure quando ne hanno sono diversi da quelli riscontrati negli esseri umani. Le cure che funzionano su una specie non possono essere traslate sull'essere umano e lo stesso vale per i vaccini."

Per fortuna esistono svariate piattaforme e tecnologie in vitro basate su tessuti umani, che forniscono dati sulla sicurezza e sull'efficacia delle cure oppure che sviluppano anticorpi. Le tecniche in vitro, oltre a fornire risultati utili, applicabili all'essere umano, anziché gli inutili risultati sui topi forniti dalla vivisezione, sono spesso molto veloci, facendo risparmiare tempo prezioso nei momenti di crisi.

Nelle ultime settimane varie aziende del settore hanno annunciato iniziative nella ricerca sul coronavirus.

L'azienda svizzera InSphero produce vari modelli di tessuto umano, tra cui modelli tridimensionali del fegato umano per determinare come il fegato metabolizza i vari farmaci e sostanze chimiche (cioè come li scompone o li attiva). Questi modelli riproducono le funzioni del fegato in laboratorio, per una durata di 4 settimane, e forniscono risultati molto in fretta.

Per contrastare la diffusione del coronavirus, hanno messo a disposizione gratuitamente i loro modelli InSight del fegato umano per i test delle possibili cure per il COVID-19.

Sempre in Svizzera, Epithelix è l'azienda leader nello sviluppo di tessuti umani 3D del polmone, usati per test di sicurezza e per la ricerca sul cancro, tra cui il modello MucilAir delle vie aeree umane. Hanno collaborato con il laboratorio di virologia Virpath nella creazione di una piattaforma di test per verificare quali farmaci, o una combinazione di farmaci, sono attivi contro il virus SARS-CoV-2 isolato dai pazienti.

Molte aziende produttrici di anticorpi utilizzano animali, ma l'azienda tedesca YuMab sta creando anticorpi contro il SARS-CoV-2 senza usare animali, con un processo di selezione più veloce e accurato. Gli anticorpi si legano a una proteina di superficie del SARS-CoV-2, e possono potenzialmente bloccare il virus.

Infine, la compagnia americana MatTek's fornisce modelli 3D di tessuti delle vie aree e dei polmoni umani a molti progetti di ricerca sul coronavirus.

Questi e altri metodi di ricerca, non basati su animali ma rilevanti per l'essere umano, sono la via da seguire, anche se purtroppo non ci sono stati abbastanza investimenti fino ad ora per svilupparli maggiormente.

Fonte:
La ricerca in vitro scende in campo per combattere il coronavirus

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