I benefici dello studio delle lingue straniere sul cervello

Notizia inserita il 29/08/2012

Studiare le lingue straniere ritarda l'Alzheimer e aumenta le capacità di apprendimento per adulti e bambini. A Trieste tante scuole e tanti iscritti. Per molti single è anche occasione di incontri.

Di Alessandra Ressa

Saper parlare le lingue non serve solo al Curriculum Vitae. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato infatti che parlare correttamente almeno una lingua straniera aumenta la capacità di apprendimento e la velocità di comprensione, favorisce il sistema nervoso e quindi l'attività del cervello, affina l'udito e l'attenzione e può ritardare, se non addirittura scongiurare, malattie come il morbo di Alzheimer e la demenza senile. Studi condotti all'università di York, Canada, e pubblicati sul Journal of Psychology and Ageing, hanno dimostrato che i soggetti tra i 30 e gli 88 anni in grado di parlare almeno due lingue erano meno a rischio di declino mentale con l'invecchiamento rispetto ad altrettanti soggetti che parlavano una sola lingua. Questa recente scoperta va a sostenere precedenti teorie, secondo le quali capacità linguistiche hanno un effetto protettivo sul cervello. I risultati della ricerca sono stati accolti con favore dalla Società Britannica per l'Alzheimer. "Questa scoperta - ha detto il prof. Clive Ballard, direttore della ricerca dell'ente - sostiene la possibilità che l'esposizione in giovane età ad una seconda lingua può in seguito influenzare il processo di sviluppo del cervello." Un simile esperimento, pubblicato sulla rivista scientifica PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences) è stato condotto quest'anno negli Stati Uniti alla Northwestern University su due campioni di studenti, la metà dei quali fluenti in una lingua straniera. Il risultato ha fornito la prima prova biologica che la conoscenza approfondita di almeno due lingue giova al sistema nervoso uditivo e porta a destreggiarsi tra i vari suoni migliorando attenzione e memoria. Secondo la responsabile della ricerca, la neuroscienziata Nina Kraus, "gli studenti in grado di parlare almeno due lingue avevano migliore capacità di apprendimento e comprensione dei test, manifestavano maggiore attenzione, erano più veloci nel decodificare le informazioni ricevute, e, in genere, manifestavano maggiore attività cerebrale". Alla University of California San Diego infine, uno studio condotto dal neuropsichiatra Tamar Gollan su due campioni di ultrasessantenni ha determinato che i soggetti in grado di parlare una seconda lingua, sviluppavano molto più tardi i primi sintomi di demenza senile e del morbo di Alzheimer.

Che la conoscenza delle lingue rendesse più "intelligenti" non sono solo gli scienziati d'oltreoceano a sostenerlo. Studi ad hoc sono stati condotti anche a Trieste alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) dove i ricercatori Agnes Melinda Kovacs e Jacques Mehler hanno dimostrato attraverso un esperimento condotto su bambini di 7 mesi, la metà dei quali esposti a due lingue dalla nascita, che i bambini bilingue avevano maggior capacità di elaborazione delle informazioni, ed erano perfino in grado di anticiparle.

Studiare le lingue insomma giova fisiologicamente al cervello in tutte le fasi della nostra vita ma non è solo per ritardarne l'invecchiamento che è bene impararle. Molteplici infatti sono i vantaggi. A cominciare dalle opportunità scolastiche e di carriera. Conoscere le lingue straniere facilita lo studio, specie se pianificato all'estero, e il reperimento di un impiego, sia in Italia che all'estero. Arricchisce la conoscenza per ciò che riguarda culture diverse, facilita i movimenti quando vi trovate all'estero, permette di socializzare e meglio comprendere i paesi in cui vi trovate. Infine, vi permette di leggere libri e guardare film, anche i vostri preferiti, in lingua originale, e questo, a modesto parere dell'autore di questo articolo, è un piacere che non ha prezzo.

Le cinque lingue straniere più parlate rimangono l'inglese (38%), il francese (12%), il tedesco (11%), lo spagnolo (7%) e il russo (5%). Sono in aumento anche in Italia gli studenti di lingue asiatiche, ed in particolare cinese e giapponese. L'inglese rimane però il linguaggio "universale". Secondo AskOxford.com, una persona su quattro nel mondo parla l'inglese e questa lingua ha uno status ufficiale o speciale in almeno 75 paesi. Gran parte delle opere del mondo accademico inoltre sono pubblicate in lingua inglese. E anche molte delle più prestigiose università del mondo sono di lingua inglese. Il linguaggio di Internet è principalmente in inglese, e il non avere accesso a questa grande fonte di informazioni è un problema per chi non conosce la lingua, in particolare per accedere ai social network internazionali.

Da uno studio recente della Commissione Europea, emerge che quasi nove cittadini su dieci dell'Unione Europea ritengono che la capacità di parlare lingue straniere sia estremamente utile e il 98% afferma che la padronanza delle lingue sarà positiva per il futuro dei loro figli. L'indagine, la prima in Europa sulle competenze linguistiche, ha evidenziato tuttavia che vi è un divario tra le aspirazioni e la realtà. Da test eseguiti tra studenti e adolescenti in 14 paesi europei emerge che soltanto il 42% è competente nella propria prima lingua straniera. Il Commissario europeo responsabile per l'istruzione Androulla Vassiliou attribuisce la bassa percentuale ad una "necessità di migliorare l'insegnamento della lingua nelle scuole." Molte famiglie scelgono quindi le scuole private specializzate per approfondire la conoscenza linguistica dei propri figli.

A Trieste le scuole di lingue straniere sono numerose e per tutte le tasche. A cominciare da quelle specializzate nella sola lingua inglese, come ad esempio la British School, il Wall Street Institute, Speak out, English Online e la Lewis School (che aprirà a settembre la filiale triestina in via di Tor Bandena), o tedesca, come il Goethe-Zentrum Triest o il Forum Europeo italo-austriaco, o francese, come l'Alliance Francaise, a quelle che offrono una varietà di corsi che spazia dall'arabo al portoghese al russo, fino al cinese e giapponese, a cominciare dai numerosi corsi dell'Università Popolare e dell'Università della Terza Età fino alle associazioni culturali e alle comunità delle minoranze etniche presenti sul territorio, come la greco-orientale e la serbo-ortodossa, che offrono corsi rispettivamente di greco e serbo.

Se per i giovanissimi frequentare scuole private di lingua straniera a Trieste può rappresentare un valido investimento per il futuro, per la fascia d'età tra i 30 ed i 50 è un'opportunità, oltre che di conoscenza, di socializzazione. Il corso di lingua diventa occasione di incontro con persone nuove, ed è frequente che proprio al corso di inglese, giapponese o croato si trovi la propria anima gemella. Per le persone in età avanzata, studiare una lingua straniera non è solo occasione di socializzazione, ma soprattutto coraggio e capacità di mettersi in gioco, approfondire le conoscenze, condividere interessi, e, dulcis in fundo, viaggiare.

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