La dieta vegetale taglia di un terzo i costi della spesa: nuovo studio della Oxford University

Piantare del denaro come metafora dei minori costi dell'alimentazione vegan

Notizia inserita il 01/12/2021

Articolo riprodotto su autorizzazione di Accademia della Nutrizione

È questa la conclusione del nuovo studio della Oxford University pubblicato lo scorso ottobre sulla rivista scientifica The Lancet Planetary Health [1].

Confrontando il costo delle spesa media dei consumatori, per l'attuale dieta onnivora standard e per quella 100% vegetale, lo studio dimostra che mangiare vegan costa il 34% in meno, nei paesi ricchi (perché sono quelli a maggior consumo di carne e pesce, latticini e uova).

Non solo: se includiamo anche i costi nascosti dei danni alla salute e all'ambiente (sono nascosti, ma li paghiamo comunque anche in termini monetari), e consideriamo le proiezioni per il 2050, con la dieta vegetale in futuro arriveremo a dimezzare il costo della spesa settimanale, rispetto alla dieta onnivora.

Questi sono alcuni dei dati calcolati da un gruppo di lavoro di ricercatori della Oxford University, il cui rappresentante, dr. Marco Springmann, ha dichiarato, sul sito dell'università: "Quando gli scienziati come me invitano a seguire una dieta sana ed ecologista, ci sentiamo dire spesso che siamo chiusi nella nostra torre d'avorio e promuoviamo qualcosa al di fuori della portata economica della maggior parte delle persone. Questo studio dimostra che è vero il contrario. Queste diete fanno bene anche al conto in banca, oltre che alla salute e al pianeta." [2]

Noi questo lo ripetiamo da decenni e, nel nostro piccolo, un risultato simile lo avevamo già diffuso 13 anni fa, semplicemente facendo il calcolo dei costi della spesa di una settimana al supermercato per due diete, onnivora e vegetale. Con la dieta vegetale si risparmiava ben il 26%. Quella della "dieta vegan costosa" è una credenza del tutto campata in aria e questo studio scientifico rigoroso ne è l'ennesima conferma.

I risultati principali dello studio

  • A livello mondiale, passando a una dieta vegetale si ottiene un risparmio monetario del 10%. Visto però che i consumi di carne, pesce, latticini e uova nei paesi a basso reddito è molto inferiore a quello dei paesi ricchi, i ricercatori hanno eseguito i calcoli diversificando tra paesi ad alto reddito, a reddito medio-alto, medio-basso e basso.

  • Nei paesi ad alto reddito, la dieta vegetale fa risparmiare il 34% sul conto della spesa, cioè un terzo: un risparmio davvero notevole!

  • In quelli a reddito medio-alto fa risparmiare un quarto, il 24% (per il semplice fatto che si parte da una dieta che contiene una quantità inferiore di cibi animali).

  • Conteggiando i costi monetari dei danni alla salute e all'ambiente di una dieta ricca di ingredienti animali, e considerando l'aumento previsto del costo della carne in futuro, nel 2050 il risparmio della dieta vegetale nei paesi ricchi arriverà al 53%: in pratica, si dimezzano i costi!

I commenti dei ricercatori

Oltre ai nudi risultati numerici, sono indicativi anche i commenti dei ricercatori nell'introduzione dello studio.

  • Il settore alimentare è responsabile di circa 1/3 di tutte le emissioni di gas serra.

  • Senza gli opportuni interventi, il suo impatto ambientale rischia di superare i limiti posti per contrastare i cambiamenti climatici e per tutti gli altri settori di impatto ambientale: uso del territorio, dell'acqua potabile e dei flussi biogeochimici associati all'uso di fertilizzanti.

  • Sul fronte della sanità pubblica, più di un quarto dei decessi a livello globale sono attribuibili a diete squilibrate, per la maggior parte a malattie croniche legate alla dieta, che richiedono anche cure costose.

  • Il passaggio a diete nutrizionalmente bilanciate, che diminuiscano drasticamente i cibi animali e siano basate su verdura, frutta, legumi, cereali e noci è da tempo proposto come soluzione. E naturalmente il risultato ottimale si ottiene azzerando i cibi animali.

  • Si tratta di una soluzione che contrasta sia la diffusione delle malattie croniche, sia l'impatto ambientale delle produzioni alimentari.

Essendo già ben noti questi dati, i ricercatori si sono concentrati sull'aspetto economico, per mostrare che, più la dieta è basata sui cibi vegetali, maggiore è il risparmio, sia a livello di singolo consumatore, che di spesa pubblica (per la sanità e per contrastare i danni ambientali).

I risultati dimostrano proprio questo: la dieta 100% vegetale è la migliore anche dal punto di vista economico, sia confrontata alla dieta media reale, sia alle altre diete considerate nello studio.

Questo dato è importante per contrastare le resistenze delle persone ancora convinte che mangiare vegan sia costoso: sono tante, perché è un falso mito molto diffuso. Ciascuno di noi può fare la sua parte per contrastarlo, citando questo studio, ma anche con semplici esempi di buonsenso comune.

Se ci impegniamo in questa opera d'informazione, faremo un lavoro meritevole: per la salute delle persone, del pianeta, e per una vita più etica.

Per chiarirsi tutti i dubbi e comprendere a fondo i vantaggi per la salute, quali cibi vegetali utilizzare in cucina, e quanto essi siano nutrienti, il nostro pacchetto di corsi base è l'ideale:

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References

[1] Springmann, M., Clark, M. A., Rayner, M., Scarborough, P., & Webb, P. (2021). The global and regional costs of healthy and sustainable dietary patterns: a modelling study. The Lancet Planetary Health. doi.org/10.1016/S2542-5196(21)00251-5

[2] Sustainable eating is cheaper and healthier - Oxford study. Oxford University News and Events, 11 novembre 2021.

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