La bela vita

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Sabato 17 e domenica 18 marzo (con repliche fino all'1 aprile) "La bela vita" di Pino Roveredo: nuovo allestimento a cura dell'autore per il Gruppo teatrale 'La Barcaccia' e la regia di Riccardo Fortuna

Il testo teatrale di Pino Roveredo "La bela vita", in un nuova edizione curata dall'autore, chiude la stagione del Gruppo 'La Barcaccia' di Trieste. Lo spettacolo, con la regia di Riccardo Fortuna, va in scena al Teatro dei Salesiani, in via dell'Istria 53, sabato 17 marzo alle ore 20.30 e domenica 18 alle 17.30, con repliche successive i sabati e le domeniche alla stessa ora, fino all'1 aprile.

Il testo presenta -con toni umani, poetici, drammatici ed ironici- delle storie di vita realmente vissuta in un contesto carcerario, all'insegna della considerazione che "la vita non è bella in carcere, ma anche in carcere si vive". Altre informazioni sullo spettacolo sul sito web www.bekar.net.

Ingressi: interi 8 euro, ridotti 6. Prevendite al Ticket Point di Corso Italia 6/c (tel. 040/3498277) e al Teatro dei Salesiani, in via dell'Istria 53, un'ora prima delle rappresentazioni. Parcheggio nel cortile del teatro, con ingresso da via Battera.


"La bela vita" di Pino Roveredo (vincitore del Premio Campiello 2005 per il libro di racconti "Mandami a dire") è stato pubblicato nel 1998 come atto unico teatrale, decrivendo gli avvenimenti quotidiani ed i sentimenti che si provano in un carcere: un'esperienza vissuta in prima persona dall'autore, prima negli anni di gioventù come detenuto, e poi "da esterno", come operatore sociale nelle carceri. Un testo che, idealmente, è un "libro collettivo", raccontato da tanti detenuti assieme all'autore.

La scena è quella di una cella, con i detenuti che parlano della loro pena, delle loro fantasie, dei ricordi, sentimenti ed affetti lontani. Un lento trascorrere del tempo, tra noia e pensieri solitari, crude battute ironiche e momenti drammatici; ed incontri in parlatorio con i famigliari che, vincolati e in qualche modo "bollati" anch'essi dalla realtà del carcere, "fuori" non se la passano poi tanto meglio. E sopra di tutti (in una scena simbolicamente divisa da un soppalco) una Coscienza che li giudica, con disprezzo e ipocrisia. Ma può anche capitare che i ruoli d'improvviso si rovescino, e chi prima giudicava si veda giudicato, e chi prima appariva innocente diventi colpevole...


"La bela vita" è un testo a cui Roveredo tiene molto, e che ha riadattato espressamente per questa nuova edizione de 'La Barcaccia', per la regia di Riccardo Fortuna (che ha diretto vari altri spettacoli drammatici di autori contemporanei). "E' stata una scelta coraggiosa per la Barcaccia portare in scena questo testo" commenta Roveredo "che affronta delle tematiche forti, ed inusuali per un contesto da sale amatoriali. Ma si tratta anche di temi profondamente umani, e realmente vissuti ogni giorno da tante persone".


Pino Roveredo è nato nel 1954 a Trieste da una famiglia di artigiani. Dopo varie esperienze di vita disordinata ha lavorato per anni come operaio in fabbrica. Operatore sociale di strada, scrittore e giornalista, collaboratore del quotidiano "Il Piccolo" di Trieste, fa parte di varie organizzazioni umanitarie che operano a favore delle categorie disagiate.

Ha esordito come scrittore nel 1996, con l'autobiografico "Capriole in salita" edito dalla Lint di Trieste. Fra le sue altre opere si possono ricordare "Una risata piena di finestre" (del 1997), "La città dei cancelli" (del 1998), "Schizzi di vino in brodo" e "Ballando con Cecilia" (del 2000), e "Mandami a dire", vincitore del Premio Campiello 2005. Nel 2006 la Bompiani ha ristampato "Capriole in salita", che ha riscosso un notevole successo.

Pino Roveredo ha raccolto vari premi e riconoscimenti, ma quello a cui tiene di più, dichiara "è la cittadinanza onoraria che mi sarà conferita il prossimo 12 maggio dal Comune di Montereale Valcellina, città ove nacque mio padre, che di professione ha fatto il calzolaio".

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