La bela vita

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Sabato 24 e domenica 25 marzo (con repliche fino all'1 aprile)
"La bela vita" di Pino Roveredo: nuovo allestimento a cura dell'autore per il Gruppo teatrale 'La Barcaccia' e la regia di Riccardo Fortuna

Per la stagione di prosa de 'La Barcaccia', appuntamento con il testo drammatico di Pino Roveredo "La bela vita", in un nuova edizione curata dall'autore. Lo spettacolo, allestito da 'La Barcaccia' per la regia di Riccardo Fortuna, è di scena al Teatro dei Salesiani di Trieste, in via dell'Istria 53, sabato 24 marzo alle 20.30 e domenica 25 alle 17.30. Repliche successive sabato 31 e domenica 1 aprile, alla stessa ora.

Il testo presenta -con toni umani, poetici, drammatici ed ironici- delle storie di vita vissuta all'interno di un carcere, all'insegna della considerazione che "la vita non è bella in carcere, ma anche in carcere si vive". Altre informazioni sullo spettacolo sul sito web www.bekar.net.

Ingressi: interi 8 euro, ridotti 6. Prevendite al Ticket Point di Corso Italia 6/c (tel. 040/3498277) e al Teatro dei Salesiani, in via dell'Istria 53, un'ora prima delle rappresentazioni. Parcheggio nel cortile del teatro, con ingresso da via Battera.


"La bela vita" di Pino Roveredo (vincitore del Premio Campiello nel 2005 per il libro di racconti "Mandami a dire") descrive gli avvenimenti quotidiani e i sentimenti che si provano in una prigione: un'esperienza realmente vissuta dall'autore, in gioventù come detenuto, e poi come operatore sociale nelle carceri. Il testo è una sorta di "diario collettivo" di vari carcerati.

In una cella i detenuti parlano della loro pena, di ricordi, sentimenti ed affetti lontani. La vita che scorre lentamente, tra incontri con i famigliari in parlatorio, battute ironiche e momenti drammatici. E sopra i detenuti (in una scena simbolicamente divisa da un soppalco) una Coscienza che li giudica, con disprezzo. Ma talvolta può capitare che i ruoli si rovescino, e chi prima giudicava si veda giudicato, e chi prima appariva innocente diventi colpevole...


Pino Roveredo, dopo delle esperienze di vita disordinata, ha fatto per anni l'operaio. Oggi è operatore sociale a sostegno delle categorie disagiate, scrittore e giornalista. Ha esordito come scrittore nel 1996, raccogliendo in breve vari riconoscimenti e premi, fino al Campiello 2005.

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