La bella addormentata

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Dopo il successo ottenuto la scorsa stagione con "Lo schiaccianoci", il corpo di ballo della "Classique" di Mosca torna a Trieste con due tra le più famose partiture da danza del compositore russo Piot ilic Ciaikovskij: "Il lago dei cigni" e "La bella addormentata".

Questo ultimo balletto, uno dei più amati al mondo, fu commissionato al celebre compositore russo che, nella stesura delle melodie, collaborò strettamente con il coreografo di corte Marius Petipa, il quale ebbe anche il compito di redigere la trama del balletto, ispirata alla celeberrima ed omonima favola di Charles Perrault.

"La bella addormentata" debuttò a San Pietroburgo il 3 gennaio 1890 e ottenne immediatamente uno strepitoso successo. Nel corso dei decenni si sono succedute numerosissime versioni, alcune anche rivisitate in chiave moderna ma tutte comunque contraddistinte dai numerosi pezzi di bravura e virtuosissimo che costellano l'intero balletto.

La trama riprende, come detto, quella della ben nota favola: durante i festeggiamenti per la nascita della principessina Aurora, la maga Carabosse, irosa per non essere stata inclusa nel numero degli invitati getta sulla piccina una maledizione di morte che si compirà il giorno del suo sedicesimo compleanno. La Fata dei Lillà, che ancora non ha offerto il suo dono alla neonata, mitiga la maledizione tramutando la profezia di morte in un sonno a cui solo un bacio d'amore potrà porre fine.

Sedici anni dopo il re ha preso tutte le precauzioni affinché la maledizione non possa avverarsi ma la cattiva maga riesce ad avvicinarsi alla principessa e a farla piombare nel lungo sonno. La Fata dei Lillà fa allora addormentare tutta la corte e circonda il castello con una fitta foresta.

Cent'anni dopo il principe Desiré, venuto a conoscenza della triste storia, si innamora della visione della bella principessa e decide di attraversare la foresta per raggiungere la giovinetta. Non appena il principe bacia Aurora, questa si sveglia e con lei si ridesta tutta la corte.

Il balletto si conclude con la festa di nozze, al centro della quale si trova la giovane coppia.

Repliche:

  • sabato 7 gennaio - ore 20.30
  • domenica 8 gennaio - ore 16.00

Costi: variano dai 7,50 Euro del loggione ai 37,00 Euro della platea- settore A. Per maggiori dettagli vai alla scheda dello spettacolo presente sul sito del teatro.

Comunicato stampa

"Due amatissimi classici della danza aprono il nuovo anno al Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia: Il lago dei cigni e La bella addormentata vanno in scena infatti rispettivamente il 5 e 6 e il 7 e 8 gennaio. Protagonisti gli ottimi danzatori del Balletto di Mosca-La Classique e l'Orchestra del Teatro Coccia di Novara che eseguirà le splendide musiche di Ciaikovskij."

Al Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia si entra nel 2006 "in punta di piedi": i delicati ed eterei cigni del "Balletto di Mosca-La Classique" saranno infatti i primi protagonisti del nuovo anno e porteranno sul palcoscenico del Politeama Rossetti, oltre al Lago dei cigni un altro amato balletto del grande repertorio classico, La bella addormentata.

I due capolavori di Ciaikovskij, entrambi coreografati da Vorotnikov ed eseguiti - dal punto di vista musicale - dall'Orchestra del Teatro Coccia di Novara, saranno in scena dal 5 all'8 gennaio: giovedì 5 gennaio alle 20.30 debutterà Il lago dei cigni (che replicherà alle ore 16 venerdì 6 geannio), sabato 7 gennaio alle 20.30 esordirà invece La bella addormentata, per replicare in pomeridiana domenica 8.

Il lago dei cigni e La bella addormentata sono due vere pietre miliari nel repertorio classico. Singolare la parabola de Il lago dei cigni che al debutto nel 1877 ebbe inspiegabilmente scarso successo: solo nel 1895 fu rappresentato nella versione integrale al Teatro Marijnskij, dopo aver subito diverse rielaborazioni.

È un balletto molto interessante per la forte compenetrazione fra la musica e la storia e per l'intensità del simbolismo che lo percorre: la lotta fra il bene e il male, l'opposizione fra bianco e nero, l'arcano della donna trasformata in cigno, gli abbandoni languidi e di struggente dolcezza della musica, pronti improvvisamente a sfumare in accenti crudi e misteriosi, quasi si alzassero assieme alle brume incantate del lago...

Lo spettacolo si apre sui ricchi festeggiamenti per il ventunesimo compleanno del Principe Sigfrido: la festa è nel parco del castello e il precettore Wolfgang introduce gli ospiti invitati al ballo. Giunge la regina madre che desidera che il figlio si scelga una fidanzata: perciò al ricevimento della sera seguente a corte gli verranno presentate le pretendenti. Sigfrido è turbato dalle raccomandazioni della madre: non è ancora attratto dall'amore. Malinconico, al calar della sera, vedendo uno stormo di cigni volare in cielo, decide di andare a caccia per distrarsi. In riva ad un lago tende la sua balestra verso un gruppo di cigni che improvvisamente si trasformano in giovani donne, e fra tutte rimane affascinato dalla principessa Odette che gli confida il sortilegio del mago Rothbart, di cui è vittima: le fanciulle si trasformano ogni giorno in cigni per poi riprendere le loro vere sembianze al calar della notte. L'incantesimo potrà essere spezzato solo se qualcuno giurerà loro eterno amore. Il principe, conquistato da tanta bellezza, le giura eterno amore.

Il secondo atto è ambientato nella sala da ballo del castello dove la regina madre e Sigfrido accolgono le fanciulle candidate alla sua mano: il giovane principe danza con loro ma non decide per nessuna di esse perché ha ormai nel cuore Odette. La festa viene interrotta dall'improvviso arrivo di un misterioso cavaliere che accompagna una fanciulla vestita di nero. La ragazza è la figlia del cavaliere ed è identica a Odette. Ammaliato, Sigfrido la sceglie fra tutte come consorte ma subito gli è svelato l'inganno: il cavaliere non è altri che Rothbart con la figlia Odile e il destino della povera Odette è segnato. Sulle rive del lago Odette è disperata. Sigfrido, sconvolto dal dolore, la raggiunge implorando il suo perdono e sconfigge il malefico Rothbart. L'incantesimo è spezzato: le fanciulle cigno sono libere. L'alba illumina i due giovani che, insieme all'amore, hanno conquistato la desiderata felicità.

La bella addormentata (che ha esordito nel 1890 al Marijnskij) vanta invece una struttura più pomposa e festante, che ben si presta al virtuosismo dei protagonisti e incanta per la sua piacevolezza. Va sottolineato il grande impegno richiesto alla ballerina che interpreta Aurora: la lunghezza e la difficoltà della sua parte richiedono muscoli d'acciaio, intensità interpretativa e molta concentrazione.

Ed è proprio con i festeggiamenti per la nascita della principessa Aurora, presso la corte di Re Floristano che ha inizio il balletto. Le fate offrono i loro doni augurando ogni bene all'erede. Improvvisamente appare la perfida maga Carabosse, furiosa per non essere stata invitata e si vendica lanciando una maledizione: il giorno del sedicesimo compleanno Aurora si pungerà con un fuso e morirà. La buona Fata dei Lillà che non ha ancora fatto il suo dono, trasforma la maledizione della maga Carabosse. Non ci sarà morte per Aurora, ma un lungo sonno incantato. E il bacio di un giovane principe potrà risvegliare la ragazza. Tutti i fusi comunque vengono fatti sparire dal regno e la principessa giunge felice al sedicesimo compleanno. Viene corteggiata da quattro pretendenti con cui danza il famoso "adagio della rosa". Tutte le attenzioni sono per lei e nessuno si accorge di Carabosse che, travestita da vecchia, le porge un fuso. Aurora ne è incuriosita, lo tocca e ferita cade a terra addormentata. La maledizione è quasi compiuta, Carabosse canta vittoria, ma viene subito fermata dalla Fata dei Lillà che ribadisce la trasformazione del maleficio in incantesimo. L'atto si chiude mentre tutti si addormentano e il castello viene coperto da rovi.

Cento anni più tardi in una radura nei pressi del castello incantato, il principe Desiré e la sua corte sono a caccia. Improvvisamente il principe si ritrova in un mondo di sogno ove la Fata dei Lillà lo conduce da Aurora. Alla vista della bella principessa, Desiré cade perdutamente innamorato. Ritornato alla realtà il principe continua la battuta di caccia con gli amici, ma una volta giunto al vecchio castello riconosce la ragazza del sogno e la bacia. L'incantesimo è spezzato, Carabosse è sconfitta, Aurora apre gli occhi e con lei tutta la corte si risveglia. Alla reggia di Floristano si festeggiano le nozze dei due principi, e fra gli invitati spiccano diversi personaggi delle favole di Perrault: Il Gatto con gli stivali e la Gatta bianca, L'uccellino blu la Principessa Florine, Cenerentola e il Principe Fortuné, Cappuccetto rosso e il lupo... Tutti danzano in onore di Aurora e Desiré che chiudono in un'apoteosi di felicità con il Grand pas de Deux.

Il "Balletto di Mosca-La Classique" - che applaudiremo in entrambi i balletti, con diversi solisti e notevoli primi ballerini - è stato fondato nel 1990 da Erik Melikov: è assai particolare il percorso di quest'uomo di teatro, che dopo il diploma all'Università delle Arti di Mosca e dopo aver creato dal nulla un'impresa manifatturiera di costumi, scarpine di danza, attrezzerie e scene teatrali (impostasi con successo sul mercato dei grandi teatri internazionali), ha deciso di dare vita a una compagnia di ballo. Anche in quest'operazione Melikov ha ottenuto esiti felici, se pensiamo che i danzatori de "La Classique" vantano tutti ottima tecnica classico-accademica e provengono dalle più prestigiose scuole e dai migliori teatri della Russia, fra cui figurano senz'altro il Bolshoj, il Kirov e le scuole di Kiev e Odessa. I 48 elementi della compagnia inoltre sono reduci da applauditissime tournée internazionali che recentemente li hanno portati oltre che in Italia (lo scorso anno, il loro Schiaccianoci è stato accolto con entusiasmo al Politeama Rossetti), in Egitto, Marocco, Gran Bretagna, Francia, Spagna, Austria, Norvegia, Israele, Cina, Giappone, Australia...

Il lago dei cigni e La bella addormentata sono presentati da "Arteatro" di Carlo Pesta ed eseguiti dal Balletto di Mosca - La Classique diretto da Elik Melikov. La musica sarà eseguita dal vivo dall'Orchestra del Teatro Coccia di Novara, le coreografie sono firmate da Vorotnikov.

Gli spettacoli replicano per il cartellone Danza & dintorni dello Stabile regionale, rispettivamente giovedì 5 gennaio alle 20.30 (con replica pomeridiana il 6) e sabato 7 gennaio alle 20.30 (con pomeridiana l'8) al Politeama Rossetti di Trieste.

Punti vendita: Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) , Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19), presso le agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani) e Udine (Associazione Culturale Udine Sipario) e le Agenzie del circuito Charta presenti sul territorio nazionale. Vendite al telefono al numero 040-986.986.6. Acquisti anche sul sito www.ilrossetti.it. Informazioni allo 040/3593511.

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