Carnezzeria

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Martedì 25 e mercoledì 26 ottobre, alle ore 20:30, approda sul palcoscenico del Politeama Rossetti "Carnezzeria", opera della trentottenne autrice palermitana Emma Dante, considerata una delle più promettenti rivelazioni nel panorama teatrale italiano contemporaneo.

La trama è piuttosto semplice: Nina, la protagonista, deve sottostare alle nozze riparatrici volute dalla sua famiglia per recuperare il perduto onore, messo ancor più a repentaglio da una gravidanza indesiderata.

Lo spettacolo è un impietoso ritratto di una Italia gretta, violenta, buia e torbida, che neppure la felicità di un matrimonio riesce a rischiarare.

Il costo del biglietto, in vendita presso la biglietteria del Teatro e presso il Ticket Point di Corso Italia, varia dai 10 ai 20 Euro.

Comunicato stampa 24 ottobre 2005

"Emma Dante - una delle più interessanti rivelazioni del teatro italiano contemporaneo - giunge al Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia con Carnezzeria di cui è autrice e regista. Lo spettacolo, che ha ottenuto tutti i maggiori premi nazionali, è in scena al Politeama Rossetti per il cartellone altripercorsi martedì 25 e mercoledì 26 ottobre alle 20.30."

Giunge al Politeama Rossetti uno degli spettacoli più applauditi e premiati nelle ultime stagioni: premio Ubu 2003, Premio Gassmann 2004, Premio della Critica ANCT, Carnezzeria conferma la sua autrice e regista, Emma Dante, fra le più emozionanti rivelazioni del teatro italiano contemporaneo.

Lo spettacolo debutta al Politeama Rossetti martedì 25 e replica mercoledì 26 ottobre alle 20.30, secondo appuntamento del cartellone altripercorsi.

Lo spettacolo, ricco di suggestioni e di induzioni importanti, è affidato sulla scena al talento di quattro ottimi attori, nucleo della "Compagnia Sud costa Occidentale" di cui la stessa Emma dante è fondatrice: ammireremo dunque Gaetano Bruno, Sabino Civilleri, Enzo Di Michele, Manuela Lo Sicco.

Il palcoscenico è come un'immaginetta sacra, il clima dovrebbe apparire di festa: in scena entra una ragazzina vestita di bianco, troppo giovane per essere una sposa... eppure sarà sposa. È Nina "a scimunita" quella sposa-bambina, stretta in una veste bianca che non le si addice e non riesce a celare il suo segreto: il segno di una gravidanza disonorevole. Accanto a lei tre fratelli, tre uomini bestiali e perdenti.

«Ho visto nelle facce della gente occhi di lucertola, seminascosti dalle palpebre; occhi di cavallo, iniettati di sangue; e occhi di mucca, luminosi e bagnati, con una struggente dolcezza interiore. Erano uomini strappati a sé stessi, scannati da una vita insulsa» scrive Emma Dante nelle sue note a Carnezzeria. «Animali impauriti e pericolosi - prosegue - che con la propria capacità di partecipare alla sofferenza andavano perdendo col tempo ogni parentela umana...». L'interno familiare ritratto in Carnezzeria è composto da individui di questo genere, ognuno con i propri legami morbosi, con le proprie fughe isteriche e paralizzanti, con un'aria stagnante di odore di fumo.

L'autrice ce li pone davanti nella loro parte meno nobile: carne nuda esposta senza abbellimenti, come avviene dei tagli animali nei mercati all'aperto siciliani, come sul banco di una macelleria, di una "carnezzeria" se vogliamo usare il dialetto palermitano caro a Emma Dante. Dialetto che se da un lato mantiene teso il legame della Dante con le sue radici, dall'altro rappresenta anche il segno di quel meridione "di bellezza e di perdita", di contrasti e disagio, di cupezza e omertà, su cui ha incentrato col suo gruppo un profondo e oggettivo lavoro d'indagine e riflessione.

È dunque quest'atmosfera ambigua, pesante di silenzi che celano cose marce, cupa dei ricatti di una vita sociale scandita da regole antiche a permeare di sé lo spettacolo.

Eppure tutti attendono la festa: fra poco Nina arriverà all'altare, la chiesa è pronta, con il prete e la banda, i fiori e il rinfresco... Il matrimonio è la festa, ma cela un inferno: cela lo sgomento di quella ragazzina-donna il cui cuore è perso in un corpo divenuto enorme, deformato dal dolore e dal peccato. Contro il segno inconfutabile di quella "colpa" si accaniscono i tre fratelli, pieni di rabbia e rancore, tutti diretti verso l'unico fine di riconquistare il rispetto, l'onore, il privilegio di poter sostenere lo sguardo degli altri. Ecco che la pancia gravida di Nina diviene il fulcro attorno al quale si evolve la sua esistenza, il centro motore del suo destino: un matrimonio che pulisca la macchia, che restituisca alla sua famiglia quella rispettabilità esteriore che è il valore primo e irrinunciabile di una vita ipocrita, violenta, tutta basata sull'apparenza.

Profonda, attenta, innovatrice sul piano della drammaturgia, Emma Dante affronta il linguaggio della scena con altrettanta coraggiosa creatività e intelligenza: il linguaggio verbale è messo quasi in secondo piano dal complesso e suggestivo sistema di segni e suoni onomatopeici usato dagli interpreti, impegnati a restituire con ritmi perfetti una partitura di gesti e parole allusiva e poetica, ma anche palpitante di senso polemico e di coscienza profonda.

Un linguaggio scenico estremo e innovativo, fortemente coinvolgente, che racconta con amarezza e emozione il nostro sud ma che avvince il pubblico al di là dei confini di lingua e cultura: Emma Dante è stata applauditissima recentemente a Salisburgo ed è in scena con una sua piéce proprio in questi giorni a Berlino...

Palermitana, formatasi come attrice con Michele Ferriera e all'accademia Silvio D'Amico, la Dante ha iniziato lavorando con il gruppo della rocca, poi diretta da Gabriele Vacis, Davide Iodice, Roberto Guicciardini. Nel 1996 scopre la propria vocazione di regista, quando mette in scena per il Comune di Palermo il progetto Battute d'arresto. Con la "Compagnia Sud Costa Occidentale" che fonda nel 1999 crea un gruppo di artisti provenienti da esperienze diverse e a tutte le direzioni aperto, un gruppo che mira alla creazione di un teatro "vivo", che cerca contagi diretti, che non si chiude e che persegue la regola della libertà intellettuale. Si pone all'attenzione di pubblico e critica nel 2000 col gruppo, vincendo il concorso "Shownoprofit" con Insulti, da quel punto in poi la carriera è un susseguirsi di successi e affermazioni: si rivela appieno con lo spettacolo mPalermu (scritto e diretto nel 2001 e insignito del Premio Ubu e del Premio Scenario), ricchissimo carnet di riconoscimenti anche per Carnezzeria che dedica ancora alla sua città natale. Recenti e applauditi sono Medea messo in scena per il Teatro Mercadante di Napoli e Vita Mia.

Prodotto da CRT-Centro di Ricerca per il Teatro e Compagnia Sud Costa Occidentale, lo spettacolo andrà in scena al Politeama Rossetti sulle scene essenziali di Fabrizio Lupo.

Sono ancora in vendita posti per lo spettacolo. Acquisti di biglietti sono possibili presso la Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e il Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19), presso le agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani) e Udine (Associazione Culturale Udine Sipario) e presso le Agenzie del circuito Charta presenti sul territorio nazionale. Informazioni e acquisti anche sul sito www.ilrossetti.it. e al tel. 040/3593511.

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