Concerto di Santo Stefano

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Concerto di Santo Stefano con Rossini alla Sala Tripcovich

Per il sesto anno consecutivo la Camerata Strumentale Italiana diretta dal M° Fabrizio Ficiur dà appuntamento agli amanti della musica alla Sala Tripcovich lunedì 26 dicembre alle ore 11.45 per il Concerto di Santo Stefano, una manifestazione che nel tempo ha visto crescere sempre più l'apprezzamento del pubblico culminato l'anno scorso nell'applauditissimo concerto dal titolo "Tango, mi amor" con la partecipazione del gruppo Triestango.

La Camerata Strumentale Italiana è una formazione nata quattordici anni fa con l'intento di divulgare e promuovere il repertorio di musica da camera del XX° secolo raramente eseguito nelle nostre sale concertistiche. Quest'anno presenterà uni spettacolo che si intitola "IN VIAGGIO CON ROSSINI".

Si tratta di un'opera buffa da camera di e con Luigi Maio, versatile musicista, attore ed autore genovese specialista di Teatro da Camera e di Teatro Sinfonico -così infatti l'autore ama definire la sua attività artistica con un neologismo di genere-. Da diversi anni infatti l'attenzione di Luigi Maio è orientata sulla riscoperta di capolavori teatrali e musicali del Novecento storico e della musica contemporanea tra i quali spiccano l'Histoire du Soldat, che tra l'altro gli ha valso il premio della critica, Facade, Pierino e il lupo, l'Arlesiana, I Musicanti di Brema, ecc. Oltre a questo teatro da Camera, Luigi Maio si dedica alacremente anche alla stesura di testi e musiche per nuove opere; così sono nate le sue produzioni Eine Kleine Zauberflute, Peer Gynt peer archi, Vespe d'artificio, Sogni di una notte di Halloween, ecc., mentre grande successo personale ha riscosso al Piccolo Regio di Torino uno dei suoi più recenti lavori: la Horror Comedy.

Protagonista del "VIAGGIO CON ROSSINI" è la follia, una "follia musicale organizzata e completa" che si materializza drammaticamente nella figura di un attore, autoironica interpretazione dello stesso Luigi Maio, in un immaginario e comico viaggio attraverso la quasi totalità delle opere rossiniane. A causa del suo ironico sbeffeggiarsi attraverso l'interpretazione simultanea di più ruoli, l'attore cade in preda alla follia, ad attacchi di personalità multiple. Nel suo vaneggiamento, dopo aver ascoltato Il viaggio a Reims, l'attore è rinchiuso in clinica succube dell'influsso di una personalità rossiniana. Ma gli è sufficiente ascoltare un altro compositore per assumere l'identità di quest'ultimo. Così, rievocando i momenti più importanti della sua carriera, l'Orchestra lo provoca inframmezzando alla musica di Rossini quella dei suoi antagonisti, Paisiello e Offenbach. Nella narrazione, in un crescendo rossiniano, si insinuano pure Verdi, Paganini, Beethoven e Prokofiev, sovrapponendosi fra loro i personaggi, in un'esilarante Babele. Ne esce un divertente "pasticcio musicale" in cui vengono esaltate le capacità e le doti istrionesche e bonariamente dissacranti dell'autore fino al finale in cui tutti gli equivoci si sciolgono e la realtà si ricompone come in ogni opera buffa che si rispetti. D'incanto infatti, l'attore rinsavisce e si congeda dal pubblico rallegrandosi per la sua guarigione, ma allo stesso tempo rammaricandosi per la perduta follia che attraverso la finzione teatrale innalza l'animo al disopra dell'ordinaria quotidianità.

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