Daniel Oren sul podio del Verdi

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Il 28 e 29 ottobre a Trieste con replica il 30 ottobre a Pordenone, si terrà il penultimo appuntamento della stagione sinfonica organizzata dal "Verdi". Sul podio, il direttore musicale della Fondazione triestina, M° Daniel Oren introdurrà il programma con "Ch'io non mi scordi di te"- Non temer amato bene KV 505, scena e aria per soprano, pianoforte e orchestra scritta da Mozart nel 1786. Si tratta di una stupenda pagina vocale e strumentale ricca di pathos, virtuosismo ed espressività in cui il pianoforte duetta costantemente con la voce solista, in questa occasione del mezzosoprano Silvia Tro Santafe'. La composizione è bipartita: al recitativo iniziale, accompagnato dagli archi, segue il tema principale del Rondò vero e proprio introdotto dal pianoforte.

Nativa di Valencia, Silvia Tro Santafe' si divide tra gli impegni operistici, nei ruoli di Zerlina, Rosina, Waltraute, Lisetta, Nicklausse e Rinaldo e quelli del suo vasto repertorio concertistico in cui figurano, fra l'altro, El Amor Brujo, la Messa in do min. e il Requiem di Mozart, , lo Stabat Mater e la Petite Messe Solemnelle di Rossini, il Messiah di Haendel, la Nona di Beethoven.

Al pianoforte sarà impegnato il giovane israeliano David Greilsammer, vincitore nel 2004 del I° Premio al Jiuilliard Concerto Competition che gli ha aperto la strada a numerose scritturazioni a Parigi, New York, Città del Messico e, a giorni, Tokio. Direttore d'orchestra, oltre che pianista, si è esibito frequentemente negli Stati Uniti ed in Europa anche in repertori non convenzionali o suonando e dirigendo dalla tastiera i Concerti per pianoforte di Wolfgang Amadeus Mozart.

In quest'occasione Greilsammer eseguirà il Concerto n. 24 in Do minore K. 491, una tra le pagine strumentali di maggior livello nella produzione di Mozart. Scritto in una tonalità minore assieme al Concerto in re minore KV 466 e al Concerto in do minore KV 491 e articolato nei tempi Allegro, Larghetto e Allegretto finale, richiede un organico straordinariamente più ampio degli altri concerti del compositore salisburghese che ne determina il carattere sinfonico della composizione con "perfetta integrazione" tra orchestra e strumento solista.

Nella seconda parte della serata l'Orchestra del Teatro Verdi sarà impegnata nell'esecuzione della 7° Sinfonia in La maggiore op. 92 di Ludwig van Beethoven. A quest'opera dall'energia dirompente, cui i musicologi attribuiscono il ruolo di aver chiuso un capitolo della storia della Sinfonia, ben si addice la notissima definizione, "apoteosi della danza" , data da Wagner perchè rende il senso di un lavoro in cui protagonista è il ritmo, a partire dal primo movimento, Poco sostenuto, Vivace, all'ultimo, Allegro con brio che riprende il ritmo del primo, sviluppandolo fino all'ossessione.

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