33esimo Festival del Cinema Latino Americano di Trieste

Notizia inserita il 03/11/2018

10 - 18 novembre 2018

La 33esima edizione della manifestazione, che avrà luogo dal 10 al 18 novembre 2018.

Lo sguardo sulla realtà contemporanea, la contestualizzazione dei traumi delle dittature militari, i ritratti di donne forti, la capacità di analizzare le contraddizioni, la voglia di ridere. È un'America Latina inquieta e aperta, che si guarda dentro e che sa trovare un equilibrio tra leggerezza e rigore, nel racconto di se stessa. Al Festival del Cinema Latino Americano di Trieste, dal 10 al 18 novembre 2018 al Teatro Miela, tanti i temi proposti, in generi così diversi come le commedie, i drammi, i thriller, i documentari.

Nel Concorso ufficiale, dal Cile arriveranno ...Y de pronto el amanecer di Silvio Caiozzi, candidato all'Oscar al Miglior Film Straniero (il Cile ha già vinto quest'anno, con Una donna fantastica di Sebastián Lelio), e il campione d'incassi Se busca novio... para mi mujer di Diego Rougier, commedia su una coppia non così scoppiata come potrebbe sembrare, interpretata da Javiera Contador e Fernando Larraín, protagonisti di una sit-com di grande successo nella tv cilena. Il thriller El Jardín de la clase media di Ezequiel C. Inzaghi è ambientato in una Buenos Aires glamour, che svelerà, però, una trama di corruzione fino alle più alte sfere politiche. Da Cuba, che torna dopo alcuni anni di assenza, arrivano diversi film, tra cui Un traductor di Rodrigo e Sebastián Barriuso, che racconta il rapporto straordinario tra i bambini di Chernobyl, a Cuba per curarsi, e il loro interprete, un giovane docente di russo a cui dà volto Rodrigo Santoro.

Grande varietà di tematiche nella sezione Contemporanea: la storia millenaria di Teotihuacán, il più famoso sito archeologico del Messico, vista però da un misterioso tunnel sotterraneo (Misterios del inframundo en Teotihuacán, di Eduardo Flores Torres); la passione per il palindromo, che coinvolge e travolge in modo irresistibile e divertente persone di ogni età (Viva el palíndromo, di Tomas Lipgot); la scoperta di cosa la gente comune pensa davvero dell'America Latina, in un viaggio solitario della regista nei Paesi del subcontinente (Mi norte es el sur, di Amanda Puga); la Buenos Aires più francese, disegnata da una misteriosa società segreta e raccontata tra thriller e falso documentario (Los Corroboradores, opera prima di Luis Bernárdez).

I traumi delle dittature militari tornano contestualizzati in due documentari: Il Risarcimento: monsignor Romero, il suo popolo e Papa Francesco, di Gianni Beretta e Patrik Soergel ripercorre la storia dell'arcivescovo di San Salvador Oscar Romero, appena proclamato santo da Papa Francesco. La memoria del Cóndor, di Emanuela Tomassetti, segue il processo in corso in Italia per dare giustizia ai desaparecidos della famigerata operazione Cóndor, con cui le dittature militari del Sud America uccisero migliaia di oppositori.

Molte le storie al femminile. Il messicano Cuadros en la oscuridad, di Paula Markovitch, e il documentario argentino Mi viejo rebelde, di Ana Bayer, analizzano i rapporti delle registe con i loro padri, il pittore Marcos Markovitch per Paula, lo scrittore e storico anarchico-pacifista Osvaldo Bayer, per Ana. Anche in Cenizas, di Juan Sebastián Jácome, si parla del rapporto padre-figlia, in un contesto reso ostile anche da un'eruzione vulcanica, mentre in Alicia di Alejandro Rath si affronta la relazione madre-figlio durante la malattia di lei e, curiosità, Caro Diario di Nanni Moretti avrà un ruolo decisivo nello sviluppo della relazione. Dal Costa Rica, Violeta al fin, di Hilda Hidalgo, dimostra tutto quello che può fare un'anziana, che ha appena divorziato e aperto con ottimismo una nuova pagina di vita, per difendere la propria casa e la propria indipendenza da chi vuole sottrargliele. Primera Dama de la Revolución ricostruisce la storia della statunitense Henrietta Boggs, che lasciò gli USA per sposare José Figueres e vivere con lui l'ascesa alla presidenza della Repubblica del Costa Rica e le battaglie per le riforme progressiste del Paese.

Oltre alle sezioni in concorso, la manifestazione proporrà un Omaggio al suo presidente onorario Fernando Birri, geniale padre del nuovo cinema latinoamericano, e una Retrospettiva sul cineasta brasiliano Rosemberg Cariry. I 100 anni della Triestina saranno celebrati con una sezione speciale, Il Festival, la Triestina, il calcio sudamericano, che porterà a Trieste anche documentari sui grandi campioni e sui grandi eventi del calcio appartenenti alla cineteca di O Globo, il più importante network tv del Sud America.

L'Evento Speciale è il film peruviano Rosa Mística, fragmentos de la melancolía di Augusto Tamayo, che riprende alcuni momenti della vita di Santa Rosa da Lima, per mostrare la sua lotta per ottenere quello che non era così consueto per una donna del XVII secolo, ovvero una vita indipendente e libera da legami per dedicarsi alla ricerca spirituale. Un film con cui Tamayo intende rivendicare le lotte delle donne di oggi.

Il Premio Allende sarà consegnato a Vera Vigevani Jarach, italiana d'Argentina, tra le fondatrici del movimento delle Madri di Plaza de Mayo, e, in memoria, a Fernando Birri.

Trovate tutte le informazioni sul Festival del Cinema Latino Americano, con le schede dei film e dei registi e le foto, sul sito web, www.cinelatinotrieste.org
e sulla pagina Facebook,
www.facebook.com/cinelatinoamericanotrieste/

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