La mostra

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E' un evento speciale, anzi, specialissimo, questo ritorno dello spettacolo La Mostra, dopo il grande successo riscosso nella stagione teatrale 2002-03.

Anche in questa occasione sarà un magistrale Roberto Herlitzka ad interpretare la figura del pittore Vito Timmel, superbamente descritto dalla penna di Claudio Magris, autore dello spettacolo.

La Mostra andrà in scena alla Sala Bartoli: in considerazione dell'esiguità dei posti disponibili è caldamente consigliata la prenotazione. Il posto unico (non numerato) ha il costo di € 15,00 (ridotti € 12,50 - abbonati prosa € 7,50 - abbonati "con le stelle" 1*).

Lo spettacolo avrà la durata di un'ora e mezza senza intervallo.

Da mercoledì 1 a sabato 4 febbraio lo spettacolo andrà in scena alle ore 21:00 mentre per la giornata di domenica 5 febbraio è prevista la sola(ed unica) replica pomeridiana alle ore 16:00.

"La Mostra" di Claudio Magris è in vendita edita da Garzanti (2001) al prezzo di € 7,23.

Un approfondimento sul libro è disponibile sul sito web "café letterario".

Comunicato stampa Stabile Friuli Venezia Giulia

"La mostra di Claudio Magris ritorna da mercoledì 1 febbraio alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti. Lo spettacolo - diretto da Antonio Calenda e interpretato nel ruolo del protagonista da Roberto Herlitzka - è un'importante e premiata produzione del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia: dopo il successo ottenuto al debutto assoluto nel 2003 La mostra viene riproprosta a Trieste e in tour nazionale."

Ritorna sul palcoscenico del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia La mostra di Claudio Magris: il pluripremiato spettacolo diretto da Antonio Calenda e interpretato da un eccezionale Roberto Herlitzka, da Mario Maranzana e da un affiatato e numeroso cast, sarà in scena - dopo il successo ottenuto nel 2003 - da mercoledì 1 febbraio fino a domenica 5.

La mostra ha ricevuto fra gli altri riconoscimenti, il premio "ETI - Olimpici del Teatro" per il miglior testo di autore contemporaneo e, nella persona di Roberto Herlitzka, il Premio Ubu per l'interpretazione.

Lo spettacolo è per lo Stabile regionale un evento di grande rilievo, ed è molto significativo riproporlo ancora a Trieste, alla Sala Bartoli, spazio per il quale è stato concepito e nel quale si arricchisce di emozionanti suggestioni.

«Mi ha molto emozionato affrontare questo testo - ha commentato Antonio Calenda - innanzitutto perché rappresenta un incontro bellissimo fra il nostro Teatro e un grande autore, qual è Claudio Magris. Poi per i talenti e le energie che abbiamo potuto comporre nella compagnia d'interpreti, molto adatta a dare corpo a un progetto importante, ma anche ardimentoso come La mostra. Un testo che ho amato molto, che rivela una rara ricchezza di piani di lettura, una notevole forza metaforica, e induce a operare creativamente in direzioni particolari, inconsuete...»

Cuore palpitante de La mostra è la figura di Vito Timmel, pittore di scuola klimtiana, geniale, e mai abbastanza compreso. Nato a Vienna nel 1886 e morto a Trieste nel 1946, dopo una vita anarchica e randagia, spesa nel tentativo di sfuggire all'intollerabilità di una realtà che non permette di essere pienamente liberi, sinceri, felici, e perseguitata invece dalla sofferenza, fino a concludersi fra le mura dell'ospedale psichiatrico di San Giovanni.

Claudio Magris lo ritrae in modo partecipe e toccante, concentrandosi non tanto sulla grandezza dell'artista, quanto sull'uomo-Timmel, sul suo universo interiore ricco di vibrazioni, emozioni, contraddizioni. «Più d'ogni cosa - osserva l'autore - mi ha colpito il fatto che Timmel vivesse così intensamente la vita, da poterla trovare insostenibile».

Una condizione esistenziale che - secondo il regista - è molto affascinante rappresentare sulla scena: l'incapacità di sopportare la forza dei sentimenti, delle passioni, restandone quasi accecati a causa di una troppo profonda sensibilità...

Questo il fil rouge che percorre il destino di Vito Timmel toccando temi importanti che gli sono appartenuti: le radici, il ricordo, l'oblio e la nostalgia, il contrasto fra realtà e utopie, l'amore, il sacrificio, la colpa.

Magris evoca tutto ciò attraverso un mondo di voci, di parole e personaggi: tessere nel mosaico del passato di Vito Timmel, echi che risuonano nel suo Io mentre si frantuma e cede alla follia.

La personalità di Timmel traspare così dalle sue stesse battute, dal racconto affettuoso degli amici (artisti triestini quali gli scultori Cesare Sofianopulo e Marcello Mascherini), dalle frasi scomposte e rotte dei matti - compagni dei suoi ultimi "mille giorni" - o più freddamente dalle diagnosi effettuate in manicomio.

Si crea così una babele di linguaggi bassi e sublimi, in cui emergono citazioni colte (cui l'autore affida i momenti più commoventi), brandelli di cultura mitteleuropea, cori surreali in dialetto e filastrocche riprese o inventate, vissute come momenti di straniamento capaci di sfumare fra dolore e ironia, o come aneliti ad un mondo infantile, di libera e limpida felicità.

Antonio Calenda ha portato tale materia alla scena, assecondando lo stile scandito, violento della scrittura - che procede per non facili associazioni e "sconnessioni" di spazio e di tempo - e creando un universo poetico di immagini, suoni, voci in cui la vicenda di Timmel prende forma.

La centralità dell'interiorità di Timmel, del suo Io, fa sì che lo spettacolo sia costruito come un percorso, misterioso e affascinante, in una coscienza.

Il regista dunque opta per un'idea di messinscena che non segue le linee del realismo, del naturalismo: scelta che ben si sposa allo spazio raccolto della Sala Bartoli, per cui l'allestimento è stato concepito.

«E' un testo che richiede un ampio respiro creativo, capace di fantasia, poesia, surrealtà... - spiega ancora Calenda - è un testo dove le sedie parlano, gli oggetti prendono vita e raccontano il desiderio d'autodifesa del protagonista, che vorrebbe essere un oggetto, per non sentire e non soffrire più».

Lo spazio di Sala Bartoli viene trasformato - grazie all'apporto dello scenografo e costumista triestino Pier Paolo Bisleri - in una sorta di caverna platonica scura, uno "spazio mentale" che sarà animato da immagini, dagli stessi quadri di Timmel, e soprattutto dagli attori. In esso trovano posto il passato e il presente del protagonista, l'arte, le osterie, l'ospedale, stazioni del suo "percorso" a cui il pubblico parteciperà "da vicino".

Roberto Herlitzka, attore capace di fini sfumature, come pure di vigorose profondità drammatiche, sarà Vito Timmel. A Mario Maranzana il regista ha affidato il ruolo di Cesare Sofianopulo, amico fraterno e bizzarro, figura di viva umanità. Marcello Mascherini avrà il volto di Maurizio Repetto mentre Marco Casazza è il direttore e Maurizio Soldà interpreta Campitelli. Laura Bussani, Manuel Fanni Canelles, Alessandro Mizzi, Luciano Pasini, e i musicisti Stefano Bembi e Antonio Kozina, negli altri ruoli, sono costantemente impegnati a dare corpo e voce alla decisa dimensione musicale del testo, cui Germano Mazzocchetti ha offerto citazioni dalla tradizione, echi dell'incanto musicale della Mitteleuropa, dissonanti e moderne inquietudini.

La mostra si avvale infine del progetto luci di Nino Napoletano.

Dopo le repliche triestine, La mostra di Claudio Magris sarà in tournée e toccherà sia Milano che Roma, dove replicherà al Teatro India.

La mostra debutta alla Sala Bartoli - fuori abbonamento - mercoledì 1 febbraio 2006 alle ore 21 e replica fino a domenica 5 febbraio 2006. Le recite si tengono alle ore 21, tranne quella di domenica che inizia alle 17. I biglietti sono già in vendita a €15, con riduzione a € 12,50. Gli abbonati "prosa" hanno diritto a una speciale riduzione a €7,50.

Acquisti saranno possibili presso la Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e il Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19), presso le agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani) e Udine (Associazione Culturale Udine Sipario) e presso le Agenzie del circuito Charta presenti sul territorio nazionale. Vendite telefoniche chiamando CallTicket allo 040.986.986.6 Informazioni anche sul sito www.ilrossetti.it. e al tel. 040/3593511.

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