La Traviata

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La Stagione lirica del Teatro "Verdi" di Trieste si chiude con un nuovo allestimento di Traviata, l'intramontabile capolavoro di Giuseppe Verdi.

L'opera risale al 1853, quando Verdi è particolarmente attratto da tematiche morali e sociali; in Traviata il grande compositore trasforma un dramma dal soggetto scabroso come La dame aux camélias di Alexandre Dumas figlio in un'opera di carattere morale con al centro della vicenda un amore travolgente e nobilitante ma impossibile sia per le convenzioni sociali del tempo sia per la storia della protagonista.

Ultima composizione prettamente belcantistica di Giuseppe Verdi la Traviata, dal punto di vista musicale, segna il passaggio dell'ispirazione dell'autore dalla dimensione vocale idealistica del primo Ottocento ad una nuova dimensione realistica che caratterizza la sua produzione nella seconda metà del secolo. Ne è un esempio la protagonista che dall'esuberanza virtuosistica del primo atto, ambientato nell'atmosfera della Parigi di allora e invaso dalla musica ballabile del tempo come il valzer che domina l'intera scena, passa, attraverso i recitativi del secondo atto, alle delicate e trasparenti vocalità del terzo, esemplificazione del dramma intimistico, misurato, umano e verosimile di Violetta.

La nuova messa in scena di Traviata, la ventottesima edizione dell'opera a Trieste dalla prima datata 1856, è realizzata dal Teatro Verdi in coproduzione con il Teatro Lirico San Carlo di Napoli e, come la penultima edizione del 2000, è affidata alla bacchetta del M° israeliano Daniel Oren, appassionato interprete del repertorio verdiano.

La regia è curata da Massimo Ranieri, artista impegnato nell'attività canora, televisiva, cinematografica ma che realizza anche musical, interpreta teatro di prosa e di recente anche l'opera lirica. Nel 2003 infatti ha debuttato in questo campo curando con grande successo la regia di Pagliacci e Cavalleria rusticana a Macerata e nel febbraio 2005 ha firmato la regia di Elisir d'amore al San Carlo di Napoli. A Trieste con Traviata dunque, Ranieri è alla sua quarta prova registica. Riferendosi all'opera ha affermato: "Sarà mia, completamente diversa dalle altre. Cercherò di attingere al romanzo, rispettando il libretto ma tirando fuori il dramma di questa ragazzina 23enne che muore di tisi, una ragazzina che invece è sempre stata dipinta come una quarantenne cortigiana".

Ideatrice delle scene (insieme a Ranieri) e autrice dei costumi è Nanà Cecchi, attiva anche in campo cinematografico dove nel 1984 ha vinto il Davide di Donatello e nel 1987 il Premio Osella della Mostra del Cinema di Venezia; le luci sono firmate dal light designer di fama internazionale Gigi Saccomandi.

Il ruolo di Violetta è interpretato, in alternanza, da Inva Mula e Ermonela Jaho, artiste di origine albanese affermate nei più importanti teatri d'opera europei e già protagoniste sul palcoscenico del Verdi la prima, nel ruolo di Antonia in Contes d'Hoffmann nel 2001 e la seconda, in quello di Micaela in Carmen nel 2004. Nel ruolo di Alfredo è impegnato il triestino Massimo Giordano, che ha iniziato la sua carriera internazionale proprio al "Verdi" nel Don Pasquale (1997/98) e Miro Dvorsky che è stato recentemente Pinkerton in Madama Butterfly e il Conte Danilo in Vedova Allegra.

Nel ruolo di Germont padre si alternano due artisti di fama: Franco Vassallo e Roberto Servile; mentre il ruolo di Flora è affidato al mezzosoprano triestino Nicoletta Curiel.

Nel cast figurano anche Angelo Casertano nel ruolo di Gastone e Angelo Nardinocchi in quello del barone Douphol, mentre Mario Bertolino è il Marchese d'Obigny e Carlo Striuli il dottor Grenvil. Enzo Peroni è Giuseppe, Maria Giovanna Michelini è Annina, e Giuliano Pelizon in alternanza con Ivo Federico interpretano il domestico di Flora e un commissionario.

La compagnia di canto, il coro istruito dal M° Lorenzo Fratini, il corpo di ballo preparato da Mariano Brancaccio che firma la coreografia dello spettacolo e l'orchestra del Teatro Verdi debutteranno il 6 giugno, con repliche l' 8, 9, 10,11,13 e 15 giugno.

Sabato 3 giugno alle ore 18 si terrà la prolusione all'opera a cura del critico musicale Stephen Hasting, mentre a partire dal 6 giugno nella sala stampa del Teatro Verdi sarà visitabile la mostra, curata dal Civico Museo Teatrale Carlo Schmidl, sulle precedenti edizioni di Traviata al Teatro Verdi a partire dalla prima rappresentazione a Trieste che risale al settembre 1856. Saranno inoltre esposti i bozzetti delle scene e dei costumi realizzati da Nanà Cecchi per quest'ultima produzione di Traviata in scena in questi giorni al Teatro Verdi.

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