Marco Ranfo: il processo

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Proiezione del dvd "Marco Ranfo:il processo" martedì 6 dicembre alle ore 18 presso la sala Primo Rovis della Società Ginnastica Triestina.

Martedì 6 dicembre alle ore 18 presso la sala Primo Rovis della Società Ginnastica Triestina in via Ginnastica 47 a Trieste, a grande richiesta verrà effettuata la proiezione del dvd dello spettacolo rievocativo "Marco Ranfo:il processo" andato in scena con successo alla Sala Tripcovich nei giorni 1 e 2 ottobre scorsi. Saranno presenti i protagonisti. Ingresso libero.

Lo spettacolo teatrale "Marco Ranfo:il processo" di Edda Vidiz e Renzo Arcon con la regia di Ugo Amodeo, organizzato dall'Associazione Tredici Casade, è andato in scena sabato 1 e domenica 2 ottobre alla Sala Tripcovich di Largo Santos a Trieste.

Anno 1313: il più inquietante enigma della storia medioevale tergestina viene proposto sulla base di approfondite ricerche storiche in un dramma scritto da Edda Vidiz e Renzo Arcon. Musiche di Edy Meola. Regia di Ugo Amodeo. Con Andrea Binetti e un cast di oltre 60 elementi nel classico corollario dell'età di mezzo. Coreografie di Carolina Bagnati. Costumi di Annamaria Timaco. Alla fine della rappresentazione gli spettatori saranno chiamati a giudicare l'innocenza o meno di Marco Ranfo.

Dopo sette secoli riaperto il processo a

MARCO RANFO

Testi di EDDA VIDIZ e RENZO ARCON - Musiche di EDY MEOLA.

In scena oltre 70 tergestini del XIV secolo e ANDREA BINETTI nella parte di Marco Ranfo

Regia di UGO AMODEO - Coreografie di Carolina Bagnati

MARCO RANFO

IL PROCESSO

di

EDDA VIDIZ e RENZO ARCON

Musiche di EDY MEOLA

Personaggi e interpreti

Marco Ranfo Andrea Binetti
Fiordaliso, cortigiana in Tergeste Donatella Stabile
Madonna Chiara, moglie di Marco Maria Teresa Celani
Giudice del Malefizio Luciano Volpi
Giroldo Rubeo, calunniatore Carlo de Giovanni
Montulo Munar, calunniatore Paolo de Paolis
Vanzolo degli Spagnoli, calunniatore Andrea Busico
Marino Zorobabele, oste Ernesto Giurgevich
Ognibene de Jacogna, famiglio dei Ranfi Paolo Prelog
Giovanni Ranfo, figlio di Marco Mathia Neglia
Padre confessore di Madonna Chiara Ruggero Torzullo
Ambrogius de Mediolano, mercante Franco Lupo
Notaio della Curia Fabio Sciancalepore
Protettore della Curia Fausto Settimi
Narratore Mario Mirasola
Giullare e ballerina della locanda Viviana Zinetti
Ballerina della Locanda Svetlana Kjrjenko
Giullari e mangiafuoco i Rototrans
Ballerini, popolo e nobili de Tergesto Membri delle Tredici Casade
Cavalieri agli ordini di Marco Ordine di San Giusto e Sergio
Guardie tergestine e seguaci di Marco Compagnia de Tergeste

Giuria gli Spettatori

Regia di Ugo Amodeo

Aiuto regia e coreografie di Carolina Bagnati

Scenografie di Silvano Balanzin - Costumi di Annamaria Timaco

Magistro d'Arme Andrea Maizzan - Consulente d'Arme Mauro Pellielo

Gli Statuti Tergestini del secolo XIV portano notizia di un inquietante e misterioso fatto di sangue: lo sterminio della Casata dei Ranfo. Tremende furono le sentenze emesse a carico del nobile Marco Ranfo e dei suoi familiari. Ma quale delitto commise Marco per meritare tale condanna? E quali le colpe della devota moglie Chiara, dell'impetuoso figlio Pietro e degli altri figli e figlie? Certo qualcosa di misterioso ed orrendo accadde se perfino la casa avita fu rasa al suolo e se, a chiunque portasse l'esecrato nome, fu imposto di non mettere mai più piede a Trieste.

Valenti storici, da Ireneo della Croce ad Attilio Tamaro e Silvio Rutteri, avanzarono disparate ipotesi: Marco Ranfo tramò con i veneziani, brigò per impossessarsi del Comune e farne una Signoria, trattò con il Patriarca o, piuttosto, fu lui stesso vittima di una congiura?

Edda Vidiz e Renzo Arcon hanno ripreso l'argomento ricorrendo alla forma teatrale. Ricostruendo, il più fedelmente possibile, la situazione politico-sociale della Trieste del 1313. gli autori presentano un Marco Ranfo eroe-uomo, con le sue certezze, i suoi dubbi, i suoi affetti. Fanno rivivere sulla scena i tormenti della dolce Chiara, moglie tradita, l'irruenza di Fiordaliso, amante abbandonata e fedele, il coraggio dei figli Giovanni e Pietro. Mentre tutto intorno, nell'Osteria Comunale, nella casa grande dei Ranfo, sotto la Loggia del Comune, si muovono i triestini di allora, mestatori, violenti, pavidi, ma pur sempre pronti a difendere, anche con la vita, il Comune e la libertà.

L'opera teatrale si avvale della direzione artistica di Edda Vidiz e della incisiva regia di Ugo Amodeo. Aiuto regia e coreografie di Carolina Bagnati. Consulenti d'arme Andrea Maizzan e Mauro Pellielo. In scena, Andrea Binetti nel ruolo di Marco Ranfo e oltre settanta elementi fra i più amati del palcoscenico triestino fra attori, cantanti, ballerini, giocolieri e uomini d'arme, che indossano costumi rielaborati dai capilettera dello Statuto Tergestino del 1350 e realizzati da Annamaria Timaco. Scenografia di Silvano Balanzin.

A sottolineare il grande impegno profuso nella realizzazione dell'opera, particolare cura è stata posta nello spartito scritto da Edy Meola, organicamente in linea con il tema

Per il "parlato" gli autori hanno scelto un volgare medioevale in forma accettabile e comprensibile ad un pubblico moderno senza tralasciare, in alcuni casi, quell'inflessione dialettale che sicuramente avrà accomunato i nostri antenati. Allora come oggi.

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