Concerto orchestra sinfonica

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TRADIZIONE, PRESTIGIO INTERNAZIONALE E SOLIDARIETA' PER "I CONCERTI DI NATALE" DELL' ORCHESTRA SINFONICA DEL FRIULI VENEZIA GIULIA CON IL NOTO PIANISTA MICHELE CAMPANELLA E IL DIRETTORE TETSURO BAN.

IL 20 DICEMBRE AL COMUNALE DI CORMONS, 21 AL PALATRIPCOVICH DI TRIESTE, 22 AL CONCORDIA DI PORDENONE E IL 23 AL GIOVANNI DA UDINE

Nel segno della tradizione, del prestigio internazionale e della solidarietà "I Concerti di Natale" che l'Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia proporrà nelle quattro province delle regione con un programma d'eccezione. Solista il celebre pianista Michele Campanella, considerato internazionalmente uno dei maggiori virtuosi e interpreti lisztiani, in 40 anni di attività ha affrontato molte tra le principali pagine della letteratura pianistica.

Dirigerà il giapponese Tetsuro Ban, Direttore Musicale al Theater Eisenach a Thüringen in Germania dalla stagione 2005-2006.

I concerti si terranno: il 20 dicembre, alle 20.45, al Teatro Comunale di Cormons, in collaborazione con Comune, il 21 dicembre, alle 17, alla Sala Tripcovich di Trieste, in collaborazione con la Provincia e il Comune, il 22 dicembre, alle 20.45, all'Auditorium Concordia di Pordenone,"Natale con le stellette", in collaborazione con la Provincia, il Comune e la 132° Brigata Ariete, il 23 dicembre, alle 17.30, a Udine, al Teatro nuovo "Giovanni da Udine", in collaborazione con il Comune di Udine, Dipartimento politiche sociali, educative e culturali, l'ANPS Associazione Polizia di Stato, Sezione di Udine. Gli Enti promotori informano che parte dei posti saranno riservati alle persone disagiate assistite dalle istituzioni. Per informazioni e prenotazioni tel. 0432-227710 ( dalle 10 alle 12).

Il programma prevede Moz-Art à la Haydn, di Alfred Schnittke; il Concerto n. 4 per pianoforte e orchestra in sol maggiore op. 58, di Ludwig van Beethoven; Le Boeuf sur le toit op.58 di Darius, di Milhaud; il Concerto in mi bem. "Dumbarton Oaks"di Igor Strawinsky, corrispondenze incrociate tra classico e moderno, colto e popolare, conservazione e innovazione: il tutto letto con spirito e intenti di volta in volta diversi.

Moz-Art à la Haydn per due violini e orchestra d'archi, composto da Alfred Schnittke (Engels 1934 - Amburgo 1998) tra il 1976 e il 1977, è basato sull' incompiuta "musica per pantomima" KV 446 di Mozart, di cui rimane soltanto la parte del primo violino. Ne deriva il gioco di parole Moz-Art, in tedesco "circa", "una specie"... di Haydn. E in effetti il richiamo a Haydn è vistosissimo: se nella sua "Sinfonia degli addii" n. 45 egli esprimeva le proteste dell'orchestra di corte di fronte al principe Esterházy facendo uscire letteralmente di scena, uno per uno, gli strumentisti (l'opera termina quando non rimane nessuno a suonare), Schnittke fa cominciare la sua composizione nell'oscurità, con ognuno dei tredici interpreti che improvvisa sul frammento mozartiano, fino ad un culmine sonoro che segna l'accensione delle luci, l'arrivo del direttore e l'inizio di un Allegretto angoloso ed ironico, a metà tra i moduli del neoclassicismo e lo scetticismo novecentesco..

I primi abbozzi del Concerto per pianoforte in Sol maggiore n. 4 op. 58 di Ludwig van Beethoven (Bonn 1770 - Vienna 1827) risalgono al 1802-1803, ma la prima esecuzione, in forma privata, avvenne nel 1807, in casa del principe Lobkowitz. L'esordio in pubblico, l'anno seguente, determinò subito un travolgente successo, causato dall'equilibrio sentimentale e compositivo dell'opera, sintesi di classicismo e innovatività, di antagonismo e organicità tra solista e orchestra. L'introduzione eseguita dal pianoforte solo aveva un illustre antecedente nel concerto in Mi bemolle maggiore KV 271 di Mozart, ma la dinamica ovattata, il percorso armonico instabile, la fluidità dell'intero Allegro moderato iniziale se ne distaccano nettamente. Al breve ma intenso Andante con moto succede poi il Rondò (Vivace), di liberatoria energia ritmica.

Darius Milhaud (Aix-en-Provence 1892 - Ginevra 1974) aveva conosciuto il Brasile al seguito di Paul Claudel, ambasciatore francese durante la prima guerra mondiale. Al ritorno, nel 1920, aveva prontamente composto, come lui stesso dichiarò, una sorta di mélange tra "alcune melodie popolari, tango, maxixe, samba, un fado portoghese, con un tema ricorrente dopo ogni brano, come un rondò". Al di sotto c'era una struttura compositiva ciclica che passava attraverso le 12 tonalità mediante intervalli di terze minori, ma il risultato, battezzato, da una canzone popolare brasiliana, Il bue sul tetto (Le boeuf sur le toit), è tutt'altro che accademico: la sua dinamicità compulsiva gli attirò il sottotitolo di Cinéma-Symphonie (Milhaud lo aveva destinato ad accompagnare le comiche di Chaplin) e gli guadagnò il vivo interesse di Cocteau, che sceneggiò prontamente un balletto su quella musica.

Pieno neoclassicismo è invece quello del Concerto in Mi bemolle per orchestra da camera di Igor Stravinskij (Oranienbaum 1882 - New York 1971), commissionato nel 1937 dai coniugi Woods Bliss per il loro anniversario di matrimonio (fu dalla loro tenuta di Washington, Dumbarton Oaks, che il concerto prese il suo appellativo). Fu Nadia Boulanger a dirigerne la prima esecuzione, tenuta a Washington l'8 maggio 1838: Stravinskij era in Svizzera, a lottare contro la tubercolosi e a studiare Bach; il concerto rivela quindi la sua essenza di saggio sulla composizione in stile barocco (il modello dei Concerti Brandeburghesi è rispettato talvolta testualmente), nella sua contrapposizione tra gruppi strumentali - concertino e concerto grosso - all'interno del Tempo giusto iniziale, nella struttura tripartita dell'Allegretto e negli ostinati bruscamente interrotti del Con moto finale.

Michele CAMPANELLA

E' considerato internazionalmente uno dei maggiori virtuosi e interpreti lisztiani, in 40 anni di attività ha affrontato molte tra le principali pagine della letteratura pianistica. La Società "Franz Liszt" di Budapest gli ha conferito il Gran Prix du Disque nel 1976, 1977 e nel 1998. Spiccano tra gli ultimi importanti traguardi l'esecuzione integrale dei concerti di Beethoven e Mozart, e l'integrale della musica per pianoforte di Brahms.

Formatosi alla scuola pianistica napoletana di Vincenzo Vitale, Michele Campanella è un artista di temperamento assai versatile. Questa sua caratteristica lo ha portato ad avvicinare autori quali Clementi, Weber, Poulenc, Busoni (Premio della Critica Discografica Italiana nel 1980 per le incisioni con la Fonit Cetra), Rossini, Brahms, Ravel e Liszt, di cui ha recentemente inciso un'antologia di Parafrasi, primo grande capitolo di un'importante serie dedicata all'opera lisztiana.

Nell'estate del 2005 è stata pubblicata dal Rossini Opera Festival la registrazione della Petite Messe Solennelle di Rossini diretta da Campanella a Pesaro.

Ha suonato con le principali orchestre europee e statunitensi, collaborando con direttori quali Claudio Abbado, Gianluigi Gelmetti, Eliahu Inbal, Charles Mackerras, Zubin Mehta, Riccardo Muti, Georges Prêtre, Esa-Pekka Salonen, Wolfgang Sawallisch, Thomas Schippers, Hubert Soudant, Christian Thielemann.E' frequentemente invitato in paesi quali Australia, Russia, Gran Bretagna, Cina, Argentina ed è stato ospite dei festival internazionali di Lucerna, Vienna, Praga, Berlino e Pesaro (Rossini Opera Festival). Negli anni '90 è stato al fianco di Salvatore Accardo e Rocco Filippini, quali partner ideali per affrontare i capolavori della musica da camera.

Negli ultimi anni l'attività di Michele Campanella si è molto sviluppata in veste di direttore -solista con le più prestigiose orchestre italiane, come l'Orchestra dell'Accademia Nazionale di Santa Cecilia, l'ORT-Orchestra della Toscana, l'Orchestra da Camera di Padova e del Veneto, I Filarmonici di Verona, l'Orchestra Haydn di Bolzano e Trento. Da sottolineare il repertorio: Ravel, Fauré, Poulenc, Franck, Saint-Saens, Schumann, Weber, Liszt, oltre a Mozart e Beethoven. Si dedica con passione all'insegnamento: è titolare della cattedra di pianoforte all'Accademia Chigiana di Siena dal 1986 e per 8 anni ha tenuto corsi di perfezionamento a Ravello. E' stato insignito dei prestigiosi riconoscimenti della "Fondazione Premio Napoli" e della "Fondazione Guido e Roberto Cort".

TETSURO BAN

E' nato a Kyoto (Giappone) nel 1968, ha cominciato a studiare pianoforte all'età di quattro anni. Dopo aver conseguito il diploma in Composizione alla Kyoto Municipal Art Academy, nel 1990 si è trasferito in Europa per studiare Direzione d'Orchestra con i Professori Karl Oesterreicher, Leopold Hager e Yuji Yuasa alla University of Music and Performing Arts di Vienna. Nel 1992 Tetsuro Ban ritorna in Giappone per lavorare come assistente di Michael Tilson Thomas e Cristoph Eschenbach al Pacific Music Festival di Sapporo.

La sua nomina come Primo Maestro di Cappella al Teatro Musicale di Biel per la stagione 1992/93, gli ha permesso di ampliare ulteriormente il suo repertorio sinfonico e operistico.

Nel settembre del 1995 vince il Primo Premio al Concorso Internazionale per Direttori d'Orchestra di Besançon, questo riconoscimento internazionale gli ha permesso di lavorare con orchestre europee di chiara fama e di essere nuovamente invitato a dirigere importanti orchestre in Giappone. Nel 1996 ha diretto la St. Petersburg Philarmonic Orchestra riscuotendo un enorme successo e nel novembre del 1997 ha debuttato negli Stati Uniti dirigendo la Houston Symphony Orchestra. La stagione 1997/98 lo ha visto dirigere come First Kapellmeister al Brandenburg Musical Theatre, ha anche diretto la Wiener Kammerorchestra e la prima rappresentazione mondiale di Fräulien Julie di Antonio Bibalo, a Potsdam, ha diretto La Bohème con la Komische Oper Berlin e quattro rappresentazioni de Il Tabarro di Puccini all'Opera di Marsiglia nel giugno 1998. Grazie al successo riportato con La Bohème è stato assunto come Kapellmeister alla Komische Oper Berlin dal 1998 al 2002, dove ha diretto più di venti concerti incluse prime rappresentazioni mondiali come l'Orphée aux Enfers di J. Offenbach con la regia di Harry Kupfer, La fille mal Gardée con la coreografia di Richard Werlock nel 1999, Falstaff con la regia di Andreas Homoki e Rigoletto. Nello stesso periodo ha diretto debutti di successo alla Alte Oper di Francoforte, il Falstaff alla Volksoper di Vienna nel Febbraio 2002, al teatro di Basilea nel marzo del 2002 e con la Tonkuenstler Orchester al Musikverein di Vienna nell'Ottobre del 2002. Nel febbraio del 2003 ha diretto con enorme successo il Pelléas et Mélisande al Teatro di Basilea e alla NHK Symphony Orchestra al New York National Theater di Tokyo. Nel 2004 ha diretto Cavalleria Rusticana e I Pagliacci al New National Theater di Tokyo, una co-produzione Jenufa di Tokyo Nikikai e della Komische Oper Berlin.

Il Concerto di Capodanno del primo gennaio 2005 è stato un autentico successo di critica e pubblico che ha permesso a Tetsuro Ban di divenire Direttore Musicale al Theater Eisenach a Thüringen in Germania dalla stagione 2005-2006.

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