L'ora in cui non sapevamo niente l'uno dell'altro, di Peter Handke

Una scena dello spettacolo 'Sogno'

Notizia inserita il 15/05/2020

15-17 maggio 2020

  • Venerdì 15 maggio, In nome del padre, del Teatro Stabile di Bolzano

  • Sabato 16 maggio, Arlecchino. Il servitore di due padroni, del Teatro Stabile del Veneto

  • Domenica 17 maggio, Il Re di Betajnova, del Teatro Sloveno e L'ora in cui non sapevamo niente l'uno dell'altro, del Rossetti-Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia

Una lettura profonda e disincantata della figura del padre, una grande commedia goldoniana con la maschera simbolo del teatro italiano, una rivisitazione horror di un classico della letteratura slovena e la rappresentazione teatrale della vita di una piazza osservata dall'occhio del premio Nobel Peter Handke. È quanto mai varia la proposta dei Teatri del Nordest che, per l'ottavo weekend, portano nella tournée digitale di "Una Stagione sul sofà" alcune delle migliori produzioni: In nome del padre, Arlecchino. Il servitore di due padroni, Il Re di Betajnova e L'ora in cui non sapevamo niente l'uno dell'altro sono gli spettacoli a cui il pubblico a casa potrà assistere in streaming sui canali YouTube dei teatri stabili del Veneto, di Bolzano, de Il Rossetti e del Teatro Sloveno di Trieste da venerdì 15 a domenica 17 maggio.

Come di consueto ad inaugurare il weekend è il Teatro Stabile di Bolzano che venerdì 15 maggio, a partire dalle ore 20.00, presenta in streaming lo spettacolo In nome del padre. Scritto, diretto e interpretato da Mariano Perrotta, questo testo nasce da un intenso confronto con lo psicanalista Massimo Recalcati, che alle relazioni familiari ha dedicato gran parte del suo lavoro. Un padre. Uno e trino. Niente di trascendentale: nel corpo di un solo attore tre padri diversissimi tra loro per estrazione sociale, provenienza geografica, condizione lavorativa. Sulla scena li sorprendiamo ridicoli, in piena crisi di fronte al "mestiere più difficile del mondo". I figli adolescenti sono gli interlocutori disconnessi di altrettanti dialoghi mancati, l'orizzonte comune dei tre padri che, a forza di sbattere i denti sullo stesso muro, si ritrovano nudi, con le labbra rotte, circondati dal silenzio. E forse proprio nel silenzio potranno trovare cittadinanza le ragioni dei figli.

In una strana soffitta ingombra di vecchi bauli una vivace compagnia di attori rimette in moto la perfetta macchina teatrale goldoniana, la polvere vola via a suon di canti e musica, i personaggi e le maschere riprendono vita e trascinano il pubblico in una girandola di colori, emozioni e divertimento anche attraverso la rete. Arlecchino. Il servitore di due padroni per la regia di Giorgio Sangati con una compagnia di 9 attori (Anna De Franceschi, Francesco Folena Comini, Eleonora Fuser, Irene Lamponi, Marta Meneghetti, Michele Mori, Stefano Rota, Laura Serena e Marco Zoppello) è la produzione che il Teatro Stabile del Veneto presenta sabato 16 maggio a partire dalle ore 20.00 per la tournée digitale di questo weekend. Travestimenti e riconoscimenti, servitori e padroni, padri e figli, morti e risorti, duelli e passioni, gioie e pianti: nello spettacolo tutto è doppio, come Arlecchino che, a sua volta, si sdoppia (anzi si triplica) nell'impresa impossibile di servire due padroni e forse anche sé stesso. Goldoni scrive Il servitore di due padroni lontano dalla sua Venezia e in ogni battuta della commedia si legge l'amore e la nostalgia per una città magica, un luogo unico, fantastico, intriso di vita, in cui tutto è (ancora) possibile. In scena un cast di altissimo livello che fa incontrare interpreti di comprovata esperienza con giovani talenti. Un classico che non può invecchiare perché affonda le sue radici nella storia stessa del teatro.

Solito doppio appuntamento per domenica 17 maggio: alle ore 18.00 (e per le 48 ore successive) il Teatro Stabile Sloveno trasmetterà in lingua originale con sottotitoli in italiano un classico della letteratura teatrale slovena in versione horror, Il Re di Betajnova, mentre a partire dalle ore 20.00 il Rossetti offrirà al pubblico L'ora in cui non sapevamo niente l'uno dell'altro. Il Re di Betajnova, testo di denuncia sulla corruzione del potere, scritto da Ivan Cankar nel 1902, è stato infatti affidato al giovane regista cinematografico Tomaž Gorkič, capofila della filmografia horror slovena. La storia dell'ascesa dell'amorale Jožef Kantor, arricchitosi con l'usura e lo sfruttamento del proletariato rurale, è un dramma noir su diritti e ideali negati di una società in preda a sfruttamento, violenza e avidità della casta capitalista. Viene messo in scena in un contesto che si riferisce alle immagini dei quadri di Bosch, dove l'immagine emotiva supera l'importanza della visione descrittiva. Lo spettacolo verrà corredato da sottotitoli in italiano e sarà l'occasione per far conoscere un testo iconico per la storia del teatro sloveno.

Testo teatrale che il Premio Nobel Peter Handke scrive nel 1992, L'ora in cui non sapevamo niente l'uno dell'altro viene presentato in prima italiana due anni più tardi sul palcoscenico del Mittelfest e nella produzione congiunta del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia con il Teatro Stabile Sloveno di Trieste. La messinscena è firmata da Giorgio Pressburger: la proposta in streaming dello spettacolo vuole essere anche un omaggio all'intellettuale, scrittore e regista, nato in Ungheria ma vissuto a Trieste, e scomparso nel 2017. Con la sua sensibilità mitteleuropea, la sua cultura e ed il suo linguaggio registico lirico e immaginifico Pressburger si addentra alla perfezione nelle suggestioni create dall'autore austriaco in questo particolarissimo lavoro.

L'ora in cui non sapevamo niente l'uno dell'altro è infatti concepito come una didascalia-racconto, in cui Handke descrive la vita di una piazza: e proprio questo luogo-cornice diviene il vero protagonista dello spettacolo, animato - lungo un'intera giornata - da un flusso continuo di movimenti, personaggi, storie che la attraversano e si intersecano fra loro. Una voce - nel nostro caso, quella del bravissimo Mariano Rigillo - conduce per mano il pubblico lungo tutte queste vicende, questi profili, che pur senza parlare, sanno incuriosire, farsi conoscere, attrarre... Sono flash, episodi di vite, frammenti di una società: particolari che magari - quando anche i nostri occhi sono parte di quel flusso agitato e ininterrotto - non sappiamo cogliere.

https://www.teatrostabileveneto.it/una-stagione-sul-sofa-3/

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