Alice

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"Lella Costa ritorna al Politeama Rossetti il 27 ottobre prossimo con Alice. Una meraviglia di paese scritto dalla stessa attrice con Giorgio Gallione, Massimo Cirri, Adriano Sofri. Lo spettacolo ironico e raffinato apre il cartellone altripercorsi."

Nel 1996 Stanca di Guerra, Un'altra storia nel 1999, due anni dopo Precise parole... ed ora Alice. Una meraviglia di paese: Lella Costa è ormai un'habitué del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, ci ritorna regolarmente con i suoi monologhi ed ogni volta sa regalare al pubblico emozioni nuove ed originali, stimolanti punti di vista, oltre che prove attoriali ineccepibili.

Intrattiene gli spettatori, poi li sorprende, ne calamita l'attenzione, li diverte con la sua ironia, li conduce lungo percorsi mai scontati e - dono singolare - anche quando apparentemente parte da lontano, finisce sempre per parlare di noi e per toccarci profondamente.

È quanto accadrà anche con Alice. Una meraviglia di paese, spettacolo che dal 2005 raccoglie applausi convinti e che approda ora al palcoscenico del Politeama Rossetti e apre il cartellone degli altripercorsi nel segno della drammaturgia contemporanea che sa coniugare intelligenza e ironia.

Firmato da nomi importanti della drammaturgia attuale, come Giorgio Gallione, Massimo Cirri, Adriano Sofri oltre che dalla stessa Costa, si rivelerà certo una scelta molto appropriata per inaugurare il cartellone "altripercorsi", interamente dedicato ai linguaggi della contemporaneità.

Personalità forte della scena italiana, coraggiosa, molto eclettica, Lella Costa ha scelto quasi da subito di esprimersi teatralmente attraverso la forma del monologo, modello che le permette di essere "sé stessa" e contemporaneamente di avvicinare figure e storie delle più differenti e di conciliare il suo innato e acuto umorismo ad una cultura e a una competenza artistica costruite a partire dall'università e dall'Accademia dei Filodrammatici.

Può apparire curiosa la scelta della Costa di rifarsi proprio ad Alice, ingenua eroina di un amatissimo romanzo per l'infanzia di Lewis Carroll: chi conosce l'attrice però, immagina sicuramente che nel suo spettacolo tutto potremmo trovare, tranne un'edulcorata o scontata rilettura della favola. Infatti l'attrice ammette subito che le interessano soprattutto le ambiguità di Alice, ciò che la sua figura, il suo desiderio di "scoprire" hanno rappresentato nel tempo e per donne e uomini appartenenti a "tempi" diversi. E si spinge oltre: «Alice - sostiene l'attrice - è il salvacondotto per ogni possibile esplorazione delle parole, del linguaggio, del metalinguaggio, della musica... È il simbolo delle cose che hanno popolato i sogni e i viaggi di tanti esploratori contemporanei; è la radio che a Bologna negli anni Settanta raccontava in diretta il mondo che esplodeva; è il nome che ora si ritrovano addosso tante giovani donne che sono nate quando i loro genitori pensavano che il mondo si potesse cambiare o almeno colorare in un altro modo... È - aggiunge - tutte noi ragazze che a ogni età e in ogni situazione ci sentiamo vagamente a disagio, o fuori posto, troppo grandi o troppo piccole o magre o grasse, comunque inadeguate, comunque incapaci di scegliere la parte giusta del fungo, la cosa giusta da fare...».

Come non ritrovare qualcosa di noi stessi in questo smarrimento, in questo attualissimo senso di incertezza? Ecco allora che l'ingenua delicatezza di Alice, diviene - assieme all'ironia e al nonsenso - un'arma invincibile per osservarci dentro e per soppesare il mondo, la "meraviglia di paese" in cui viviamo. Senza la volontà di fare paternali, ma solo per soddisfare il desiderio di saperne di più... e magari correre il rischio di pensare, anche quando - come dice la piccola eroina di Carroll - «pensare confonde le idee».

Così armati, sorprendentemente apprenderemo che anche il nostro mondo, come quello di Carroll, potrebbe essere solo un gioco illusorio, dove si può entrare attraverso una screpolatura dell'aria o un'improvvisa debolezza nella superficie di uno specchio e dove regnano - sottolinea Giorgio Gallione - «follia e insensatezza, come in una partita a scacchi giocata da Re decerebrati e arroganti Capellai Matti».

Per entrare in questa storia e in questa "meraviglia di paese" l'attrice ha chiesto - sul piano drammaturgico - l'aiuto dei già citati autori, e - su quello delle immagini - la collaborazione ispirata di Antonio Marras che concretizza humor e poesia negli abiti di scena. A intessere di musica lo spettacolo e a far danzare Alice, ha invece pensato Stefano Bollani. Un gruppo di amici - prima ancora che colleghi - capaci di "creare" in grande sintonia artistica e ideale.

Alice. Una meraviglia di paese debutta al Politeama Rossetti - primo spettacolo del cartellone "altripercorsi" - venerdì 27 ottobre alle 20.30 in una unica recita. Il prossimo appuntamento con la "Prosa" è il 7 novembre con Paola Cortellesi ne Gli ultimi saranno gli ultimi. Il prossimo spettacolo in programma sarà invece Les Ballets Trockadero de Monte Carlo il 30 e 31 ottobre. Gli altripercorsi proseguono invece dal 10 novembre con lo spettacolo di produzione Lei dunque capirà, testo di Claudio Magris, regia di Antonio Calenda, con Daniela Giovanetti.

Acquisti di abbonamenti e di biglietti sono ancora possibili presso la Biglietteria del Politeama Rossetti (da lunedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19), il Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19) e Agenzia Pansepol (via del Monte, 2) e presso le agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani), San Vito al Tagliamento (Agenzia Medina Viaggi) e presso le Agenzie del circuito Charta presenti sul territorio nazionale (elenco sul sito del Teatro). Informazioni anche sul sito www.ilrossetti.it. e al tel. 040/3593511.

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