Finale di partita di Samuel Beckett

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"Finale di partita di Samuel Beckett è in scena al Politeama Rossetti il 13 e 14 gennaio nell'edizione diretta e interpretata da Franco Branciaroli. Prodotto dal Teatro de Gli Incamminati lo spettacolo è inserito nel cartellone altripercorsi. Il grande attore sarà presto impegnato con lo Stabile regionale nell'attesa messinscena del brechtiano Vita di Galileo, diretto da Calenda."

Con Finale di partita di Samuel Beckett, Franco Branciaroli - protagonista e regista dell'allestimento - porta al Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia un testo che è un caposaldo della storia del teatro dell'ultimo secolo e che contemporaneamente rappresenta - come ha dichiarato lo stesso autore - un vero e proprio "match teatrale per mattatori".

Oltre a Franco Branciaroli, saranno in scena Tommaso Cardarelli e Alessandro Albertin, e l'ottima Lucia Ragni. Alla loro interpretazione offrono un fondamentale punto di riferimento le scene disegnata da Margherita Palli, che al vuoto esistenziale beckettiano dà concretezza sospendendo l'azione su un vuoto fisico, e le luci di Luigi Saccomandi che, totalmente allampanate e inverosimili, rendono sensibile la consistenza assolutamente antinaturale di ogni residua esistenza.

Finale di partita sarà in scena al Politeama Rossetti il 13 e il 14 gennaio per il cartellone altripercorsi e rappresenta uno degli ultimi impegni di Franco Branciaroli prima di affrontare Vita di Galileo di Brecht, progetto in cui sarà diretto da Antonio Calenda e che porterà il grande attore a collaborare nuovamente con lo Stabile regionale in un importante spettacolo di produzione, dopo il successo ottenuto a fine anni Novanta con lo shakespeariano Riccardo III.

Quest'edizione di Finale di partita è stata molto apprezzata: restituisce la poetica di Beckett in tutta la sua vitalità e attualità, in una messinscena che dà evidenza plastica ad un mondo residuale, sospeso nel vuoto di ogni possibile significato, in cui l'uomo è prigioniero della propria invalidità esistenziale e comunicativa.

Finale di partita trasmette in modo lacerante il senso d'incomunicabilità, di vana attesa, di angoscia esistenziale di cui il Nobel irlandese pervade tutta la sua drammaturgia, dopo la seconda guerra mondiale.

È sufficiente scorrere la trama per intuire tale senso d'inquietudine: lo spettacolo mette in scena infatti la vita "ferma" di Hamm, Clov, Nell e Nagg. Vivono in un rifugio ai margini del mondo, forse sopravvissuti a una conflagrazione nucleare, e ognuno è tormentato da deformazioni fisiche che ne limitano movimenti e potenzialità. Hamm, cieco e su una sedia a rotelle, dipende da Clov, che si comporta da figlio, discepolo, infermiere; i decrepiti genitori di Hamm, Nell e Nagg, sono invece ridotti a moncherini e vivono chiusi in due bidoni della spazzatura. Clov si muove ancora - pur senza potersi piegare - ma è a sua volta destinato alla paralisi e al buio: si dibatte fra l'istinto di fuga e una sorta di fedeltà a Hamm. Il testo allude a una partita a scacchi, ove i personaggi, pur agendo, non riescono a risolvere nulla.

«Paradossalmente - scrive Branciaroli nelle sue note di regia - i testi di Beckett oggi non sono più assurdi: si sono avverati. Il mondo rappresentato è quanto resta dell'ultimo naufragio. Anche i personaggi in gioco sono dei resti alla deriva. (...) Il messaggio di Beckett sull'uomo è tragicamente vero, la sfida che mi sono proposto è farlo arrivare togliendo peso alle parole. Non per togliere peso al tragico: anzi, per renderlo più efficace».

E l'operazione sulla scena sembra riuscire bene. Fedelissimo alle didascalie dell'autore, Branciaroli compone uno spettacolo essenziale e comunicativo che mette in rilievo la dimensione tragicomica che - particolarmente congeniale alla sua recitazione - perfettamente si attaglia a quella che è, a detta di Beckett stesso, la battuta e la sintesi principale del testo: «(...) niente è più comico dell'infelicità».

Anche nei personaggi il profilo clownesco è posto in risalto (l'Hamm di Branciaroli parla con l'accento francese dell'Ispettore Clouseau, scelta suggerita anche dal fatto che Beckett per il ruolo desiderava scritturare Peter Sellers), cosicché ad ogni battuta, ad ogni movimento appare chiaramente e senza pleonastiche pesantezze, il messaggio profondo, attualissimo dell'autore: nel 1957 - quando Fianle di Partita andò in scena per la prima volta - come oggi, l'uomo è chiuso nella propria solitudine, nella propria infermità e non sa comunicare, pur restando condannato a produrre parole e rumore. Un rumore che sovrappone piccole rivelazioni di nostalgie, verità, battute, accennate confessioni di un desiderio di fede, dell'esigenza di qualcosa a cui appoggiarsi e che non si sa più individuare... Un caleidoscopio di sfaccettature, in cui si riflette anche la nostra realtà.

Lo spettacolo è una produzione del Teatro de Gli Incamminati con il contributo di Artemide.

Ospite del cartellone altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, Finale di partita è in scena sabato 13 e domenica 14 gennaio al Politeama Rossetti: la recita di sabato è serale, con inizio alle ore 20.30 e domenica invece si va in scena di pomeriggio alle ore 16.

Acquisti e informazioni presso la Biglietteria del Politeama Rossetti (da lunedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19), il Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19) e Agenzia Pansepol (via del Monte, 2) e presso le agenzie di Muggia (Agenzia Peekabooh), Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani), San Vito al Tagliamento (Agenzia Medina Viaggi) e presso le Agenzie del circuito Charta presenti sul territorio nazionale (elenco sul sito del Teatro). Informazioni anche sul sito www.ilrossetti.it. e al tel. 040/3593511.

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