Scemo di guerra

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Gli "altri percorsi" del teatro stabile regionale si concludono a passeggio per Roma con Ascanio Celestini, una delle voci più note della narrazione italiana contemporanea ed autore di uno dei libri più belli della passata stagione editoriale (Storie di uno scemo di guerra - Roma, 4 giugno 1944 Ed. Einaudi, 158 pagine, 11,50 Euro), vincitore del Premio Ubu 2005 per il miglior "nuovo testo italiano".

La storia è quella di un uomo e di un ragazzo che, il giorno della liberazione di Roma, se ne vanno in giro per le strade della capitale, senza capire veramente quello che sta succedendo e con in mente solo il pensiero e la voglia di mangiare. Sono parte della Storia, quella con la S maiuscola e non lo sanno, e poi quella stessa storia viene raccontata per trent'anni con gli occhi di un ragazzo che poco per volta la fa sua, tanto che.."all'inizio dice quello che è successo veramente, ma poi finisce per raccontare quello che avrebbe voluto che succedeva".

Così comincia il racconto di Celestini:
«Il 4 giugno 1944 mio padre c'aveva otto anni. Mio padre diceva che rischiò di morire per una cipolla. Per quella cipolla uno scemo di guerra gli sparò addosso. Mio padre diceva che lo mancò per un pelo, ma perse la cipolla. Diceva che i tedeschi scappavano da Roma e gli alleati stavano arrivando. Tutti 'sti soldati attraversavano la città da sud verso nord, e invece lui per tornarsene a casa andava nella direzione opposta. Mio padre diceva che camminò contromano rispetto alla Storia».

Per sapere come va a finire non resta altro che andare a teatro per farselo raccontare direttamente da lui, l'autore-interprete, l'affabulatore magico. E al pubblico non resta altro che arrendersi al fascino della narrazione.

Lo spettacolo, della durata di 1 ora e 40 minuti senza intervallo, andrà in scena al Teatro Rossetti martedì 28 marzo alle ore 20:30.

Il costo dei biglietti è il seguente:
settori A e b della platea: interi € 20,00, ridotti € 17,00
settore C della platea: interi € 12.00, ridotti € 10.00
gallerie: interi € 12.00, ridotti € 10.00
abbonati con le stelle: 1* per tutti i settori

Comunicato stampa Stabile FVG

"Scemo di Guerra di e con Ascanio Celestini è in scena al Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia solo martedì 28 marzo alle 20.30. Eccellente esempio di drammaturgia contemporanea, proposta attraverso le doti interpretative e di affabulatore dell'autore e protagonista."

È lo spettacolo che ha rivelato l'eccezionale talento d'autore e interprete di Ascanio Celestini, questo Scemo di guerra- Roma, 4 giugno 1944, in scena soltanto martedì 28 marzo alle 20.30 al Politeama Rossetti per il cartellone altripercorsi del Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia. A detta della critica più accreditata, una fra le migliori piéce degli ultimi anni.

Il nocciolo forte, palpitante da cui germina Scemo di guerra è una di quelle storie che si ascoltano in famiglia mille e mille volte; che si ripetono uguali ma sempre un po'diverse, più scarne, o ricche di nuovi particolari, colori, accenti, a seconda di chi ci sta ad ascoltare; è infine un racconto che non viene mai a noia, nemmeno a chi ne è stato testimone tanto spesso, perché è vero, vivo, con una propria urgenza di essere detto e ricordato...

Si tratta dunque di un racconto che Ascanio Celestini ascoltava da suo padre: quest'ultimo era un ragazzino quando avvenne la Liberazione di Roma, testimone stupito e obiettivo di quanto accadeva davanti ai suoi occhi.

Aveva vissuto quella giornata in modo del tutto particolare, attraversando la città assieme al proprio padre con cui doveva ritornare a casa: ma passeggiare per Roma in quelle ore non doveva essere cosa facile fra caos, gioia, paura... Il tragitto diviene dunque un itinerario punteggiato di incontri e avventure, ognuna limpidamente impressa nella memoria, ognuna da conservare come un tassello prezioso, una "piccola storia" che diventa parte integrante e significativa della Storia con la "S" maiuscola.

Il testo è costruito alternando gli aneddoti del padre a episodi ascoltati da altri «Nello spettacolo si ritrovano alcuni avvenimenti molto conosciuti - spiega l'autore - come il bombardamento di San Lorenzo o il rastrellamento del Quadraro con più di mille persone deportate. Alcuni fatti sono veramente accaduti a mio padre, alcuni sono altrettanto veri ma li ho ascoltati da altre persone, come la storia del soldato seppellito vivo all'Appio Claudio. Certe cose le ho prese da altri racconti, magari di altre guerre, che mi è capitato di ascoltare...». A unirli in un unicum di indimenticabile forza emotiva e poetica umanità, capace di catalizzare per quasi due ore l'attenzione degli spettatori, è il talento di affabulatore di Ascanio Celestini, artista appena trentenne che rappresenta attualmente una delle voci più interessanti e originali del teatro di narrazione italiano.

Muovendosi su un palcoscenico spoglio, ci condurrà dunque per mano attraverso uno dei momenti cruciali della Storia del secolo scorso e attraverso le "storie" di quanti direttamente - con dolore e disperazione, ma anche con il sorriso e la forza di sopravvivere - lo hanno vissuto: iniziando da quei soldati fermi all'Arco di Travertino, che tutti - come pure il padre di Celestini - osservavano attentamente, senza avere il coraggio di decidere se fossero ancora i tedeschi, o finalmente gli americani, o peggio, tedeschi travestiti da americani... Poi c'è un gruppo di famiglie che per salvarsi dalla fame tentano di formare una società per acquistare un maiale, poi irrompe il ricordo malinconico di quel barbiere dalle mani belle che però, una volta tornato dalla guerra, non sa più riprendere il mestiere e diviene un mendicante. E proseguendo tra le immagini di quel giorno ecco il soldato tedesco con una grande voglia sul viso, e infine lo "scemo di guerra" pronto a sparare al padre di Celestini pur di assicurarsi la proprietà di una cipolla caduta sulla strada. Ma nemmeno il ragazzino vuol perdere quel bene prezioso, e inizia a parlamentare con lo scemo, avviando un'ulteriore vena di racconti e di "scambio" di storie.

Memorie, testimonianze che divengono una fiaba popolare, che come tutte le fiabe esprime attraverso un linguaggio semplice, scarno, spontaneo, valori fondamentali e palpita di sincera poesia.

A concluderla, in un momento di grande commozione, sarà la voce registrata dello stesso padre di Celestini, scomparso da poco eppure presente, attraverso il prezioso bagaglio di memorie regalato al figlio e ora anche a noi «Credo che questa sua storia - commenta infatti Ascanio Celestini - sia diventata il modo per mantenere un duplice legame sentimentale: quello politico con la mia città e quello umano con mio padre».

Lo spettacolo è una produzione di Fabbrica e de La Biennale di Venezia.

L'unica rappresentazione a Trieste si terrà martedì 28 marzo alle ore 20.30, al Politeama Rossetti.

Acquisti di biglietti saranno possibili presso la Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e il Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19), presso le agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani) e Udine (Associazione Culturale Udine Sipario), San Vito al Tagliamento (Medina) e presso le Agenzie del circuito Charta presenti sul territorio nazionale. Vendite telefoniche chiamando CallTicket allo 040.986.986.6 Informazioni anche sul sito www.ilrossetti.it. e al tel. 040/3593511.

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