Destìs

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"Nuovo debutto, martedì 23 maggio alle 21 alla Sala Bartoli di Trieste, nell'ambito della rassegna Play.01-novità teatrali del Friuli-Venezia Giulia: si tratta di Destìs, scritto e diretto da Corrado Premuda e interpretato da Sara Alzetta e Paolo Fagiolo. Il testo s'incentra sulla complessa figura di una donna di successo: Destìs, fiera, seducente, arrogante, magnifica, è il prototipo di tutte le dive. Play.01 è realizzata dal Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia, in collaborazione con l'Ente Regionale Teatrale."

Play.01- novità teatrali del Friuli-Venezia Giulia prosegue alla Sala Bartoli con il debutto di Destìs di cui il triestino Corrado Premuda è autore e regista. Lo spettacolo va in scena da martedì 23 a domenica 28 maggio, e si avvale di due protagonisti di grande intensità, Sara Alzetta e Paolo Fagiolo, entrambi già ammirati allo Stabile regionale.

Destìs è un atto unico che parla del divismo, della potenza artistica, del rapporto tra creatore e creatura, tra immagine autentica e luce riflessa, tra femminile e maschile...

È il primo testo teatrale di Corrado Premuda, tratto dal racconto Omaggio alla bellezza - inserito nel suo libro Intrusioni e pubblicato nel 2004 - che è già stato vincitore del premio speciale della giuria al concorso letterario nazionale "Jacques Prévert". Il progetto dello spettacolo nasce dall'incontro tra la scrittura di Premuda e l'attrice Sara Alzetta e dal loro confronto con gli altri artisti successivamente coinvolti nel lavoro, fra cui l'attore Paolo Fagiolo, il regista Alessandro Marinuzzi che ha offerto la propria consulenza artistica, lo scenografo e costumista Andrea Stanisci.

Al centro dello spettacolo è la complessa e vibrante figura di una donna di successo: Destìs, fiera, seducente, arrogante, magnifica, è il prototipo di tutte le dive. Sola in uno spazio che potrebbe essere il suo camerino, parla fra sé, ruggisce e s'infiamma, sprigiona il suo fascino, esibisce il suo carisma, sfoga le sue frustrazioni, racconta qualcosa celando la verità. Si abbandona a ricordi, supposizioni, sogni.

Poi la voce cambia: è una voce maschile e ci parla di Destìs, del suo successo, del pubblico, accenna a fatti privati, a persone che hanno fatto parte della vita della diva, a momenti della vita reale vissuta fuori dal palcoscenico. Il misterioso interlocutore è un narratore esterno, forse un fantasma, il suo alter ego, o una tentazione.

La donna si è annullata per diventare Destìs, il personaggio che ha creato, si rifiuta di accettare il gioco della verità a cui l'altra presenza sembra condurla. È ancora frastornata dagli applausi, dalla musica, dalla luce della ribalta, e quello che cerca è solo il silenzio.

Preda di un delirio di onnipotenza in un limbo tra progetti di vita e la tentazione di disfarsene, come i fiori recisi che aveva nel vaso ma poi ha buttato, Destìs è una creatura in cattività, chiusa in una teca che lei stessa ha sigillato e che ora vorrebbe dissolvere.

«Il destino? Non ci credo al destino, io. Me lo sono messa nel nome il destino. Me lo mangio io il destino: aahm!» così Destìs combatte la sua personale sfida. Una sfida rivolta a se stessa, all'immagine di un personaggio che gli ammiratori vorrebbero sempre uguale e devoto al suo pubblico e che la donna ha usato per nascondere le proprie debolezze. Ma la sfida nasconde un tranello psicologico: è proprio il Destino che circuisce Destìs e tenta di metterla alle strette.

«Sulle note di una canzone si apre un involucro trasparente in cui splende un fiore elegante e dalla bellezza inquieta - scrive l'autore Corrado Premuda - In questo mondo irreale, dove i personaggi si incontrano con il ritmo dello storyboard di un manga, il fumetto giapponese da sempre considerato un genere letterario, il privato e il pubblico della diva scivolano sul suo corpo di donna come fanno le gocce di rugiada sullo stelo di una rosa. Per un momento il passato non esiste più, il futuro non c'è ancora, il tempo è senza inizio e senza fine: tutto è sospeso, pronto ad essere colto nell'attimo della fioritura. Questa sintesi di purezza e di evanescenza è il simbolo di uno spettacolo appena cominciato che sta già per finire. Perché, come nell'estetica giapponese, il ricordo nostalgico di tutto quello che svanisce nel momento del massimo fulgore è il più dolce e il più struggente dei ricordi».

Dopo le note, gli accordi, le urla del pubblico che seguono la sua voce, a regnare è finalmente il silenzio invocato da Destìs: «Anche la melodia più bella non è paragonabile al silenzio. Se tutto tace m'illudo che il tempo si fermi. Mi pare che non sopraggiunga la decadenza».

Spettacolo di grandi suggestioni, di delicate induzioni, di profondi sguardi sull'interiorità, di mascheramenti e di violente confessioni, Destìs saprà coinvolgere ed emozionare intensamente il pubblico.

Settimo appuntamento della rassegna Play.01 - Novità teatrali del Friuli-Venezia Giulia - realizzato dal Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia in collaborazione con l'Ente Regionale teatrale - Destìs va in scena martedì 23 maggio alla Sala Bartoli e replica fino a domenica 28 maggio. Lo spettacolo va in scena sempre alle ore 21 mentre domenica 28 maggio si inizierà alle ore 17. I prezzi dei biglietti vanno dai 7€ per gli "interi" ai 5€ delle riduzioni per abbonati allo Stabile regionale e ai cartelloni ERT.

Corrado Premuda, nato a Trieste nel 1974, è scrittore, giornalista, operatore culturale. Autore di due libri di narrativa e di numerosi racconti pubblicati su riviste e antologie, scrive di cultura e costume su diverse testate nazionali e locali e tiene corsi di cinema nelle scuole. Nel 2005 è stato assistente alla regia di Alessandro Marinuzzi per lo spettacolo Pesce di carne al Festival di Montalcino. Nel 2006 il suo progetto di spettacolo Battaglie da bagno, commistione di teatro di figura e d'attore, ideato con Francesca Zoccarato, è finalista al concorso Beckett&Puppet organizzato dal CTA di Gorizia. Si occupa di arte contemporanea, design, video-arte collaborando con Trieste Contemporanea. Destìs è il suo esordio nella drammaturgia.

Alessandro Marinuzzi, nato a Trieste nel 1960, è regista, consulente e formatore teatrale. Ha studiato, lavorato e insegnato in Italia, Francia e Belgio e ha lavorato anche in Croazia, Germania, Svizzera e per il Teatro Stabile Sloveno di Trieste. Ha messo in scena diversi autori appartenenti alla drammaturgia classica e contemporanea italiana e straniera.

Sara Alzetta, attrice triestina, è stata allieva di Giorgio Strehler al Piccolo Teatro di Milano e dopo le esperienze strehleriane in L'arlecchino servitore di due padroni e in Faust ha lavorato con importanti registi della scena nazionale tra cui Massimo Castri, Gianfranco De Bosio, Nanni Garella, Giorgio Pressburger, Armando Pugliese, Toni Servillo.

Paolo Fagiolo, nato a Roma, ha frequentato la Civica Accademia d'Arte Drammatica Nico Pepe di Udine e l'Accademia Nazionale d'Arte di Minsk (Bielorussia). Ha lavorato sia in teatro che al cinema con registi e attori italiani e stranieri, tra cui Alessandro Marinuzzi, Antonio Calenda, Giorgio Pressburger, Elio De Capitani, Gabriele Vacis, Valerij Raevskij, Vitalij Kotovitskij, Serena Sinigaglia, Vittorio Gassman, Roberto Herlitzka. Dal 1999 è membro di Laboratorio X, gruppo aperto di lavoro teatrale composto da attori professionisti italiani e stranieri diretto da Marinuzzi.

Andrea Stanisci, scenografo e costumista, è nato a Trieste e si è diplomato all'Accademia di Belle Arti di Roma. Ha all'attivo più di novanta spettacoli in teatro, ha lavorato sia nella prosa che nella lirica e per danza, teatro-danza, televisione, cinema, in Italia e all'estero. Ha lavorato, tra l'altro, con Alessandro Marinuzzi, Francesco Macedonio, Mario Ferrero, Memè Perlini, Giorgio Pressburger, Cristina Pezzoli, Franco Però.

Dopo Destìs la rassegna Play.01 proporrà in cartellone - dal 26 al 28 maggio - Cronache dagli stretti, singolare e affascinante spettacolo di Davide Casali e Pierpaolo Zurlo che si terrà alla Piscina Acquamarina e prevede che pubblico e attori stiano nell'acqua...

Gli appuntamenti di Play.01 - Novità teatrali del Friuli-Venezia Giulia saranno in scena fino all'1 giugno 2006.

Informazioni, prenotazioni e biglietti riguardo agli spettacoli inseriti nel cartellone di Play.01 saranno fornite dai consueti canali di vendita dello Stabile regionale: la Biglietteria del Politeama Rossetti (da martedì a sabato 8.30-12.30, 15.30-19) e il Ticket Point di Corso Italia (giorni feriali 8.30-12.30, 15.30-19), presso le agenzie di Monfalcone (Agenzia Universal), Gorizia (Agenzia Appiani) e Udine (Associazione Culturale Udine Sipario), San Vito al Tagliamento (Medina) e presso le Agenzie del circuito Charta presenti sul territorio nazionale. Vendite telefoniche chiamando CallTicket allo 040.986.986.6 Informazioni e vendita anche sul sito www.ilrossetti.it. Per contattare il Teatro, tel. 040/3593511.

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