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I flavonoidi fanno bene ai ratti - la vivisezione un po' meno

Notizia inserita il 2/04/2008

L'ennesimo inutile esperimento sui ratti ci informa di quanto faccia loro bene, contro l'infarto finto, mangiare il mais blu.

Titola il 20 marzo Adnkronos Salute: "Salute: con flavonoidi cuore piu' giovane, studio Ue su mais blu" e continua raccontando come "Un'alimentazione ricca di flavonoidi mantiene il cuore più giovane. E la dieta mediterranea, che abbonda di questi elementi, è proprio per questo la più 'cardioprotettiva'."

Bene, viene da pensare, è del tutto ragionevole. E probabilmente non occorrevano chissà che studi, sono cose già note. Già, peccato che per "scoprire cose già note", questi "scienziati" che hanno condotto lo studio abbiamo usato i ratti per dimostrare la loro tesi! Rendendo cosi' le loro conclusioni del tutto inutili e prive di significato.

In sostanza, questi "gentili signori" hanno nutrito due gruppi di ratti rispettivamente con mais giallo e mais blu (due varietà non transgeniche) che hanno un diverso contenuto di "antocianine" (un tipo di flavonoidi), poi hanno misurato il livello di antocianine nel plasma e nelle urine dei topi e poi hanno "studiato l'insorgenza e l'evoluzione di un infarto cardiaco indotto sperimentalmente in entrambi i gruppi di animali".

Complimenti davvero.

Si studia l'effetto di una sostanza su una specie diversa da quella umana.

Si induce un infarto artificiale, che quasi nulla ha che vedere con quello che insorge spontaneamente - e sempre in una specie diversa.

Si introduce nell'alimentazione degli animali una quantità tale di flavonoidi che mai si potrebbe riscontrare nella vita reale di un essere umano (lo dicono loro stessi: 13 volte di piu' di quanti se ne assumano normalmente).

E poi si vorrebbe sostenere che questo studio serve a qualcosa?!

Come se non lo si potesse semplicemente fare su dei volontari questo studio, un largo numero di persone di cui seguire la storia clinica, e non certo a cui procurare un infarto artificiale...

Ma lo dicono loro stessi, si legge nell'articolo: "Nonostante i risultati dello studio siano incoraggianti, occorre però considerare, avverte Toufektsian, che non sono escluse differenze tra esseri umani e animali, per esempio in termini di assorbimento dei flavonoidi e del loro metabolismo".

Ma va'?! Chi l'avrebbe mai detto, eh?

Che eufemismi... Più che "non sono escluse", le differenze, sono certe.

La situazione sarebbe ridicola se non fosse che per questa bella pensata:

- sono stati tenuti prigionieri, fatti soffrire e uccisi degli animali; animali peraltro intelligenti, sensibili e affettuosi, certo decisamente migliori di chi li usa e li uccide;

- sono stati spesi soldi e tempo inutilmente;

- è stata "pubblicizzata" come "cosa utile" la vivisezione - questa È vivisezione, sì. Per chi avesse ancora dei dubbi.

La vivisezione nei casi di studi nutrizionali è, se possibile, ancora più scientificamente assurda che in altri campi. Da fonti autorevoli provengono inviti a smettere di percorrere questa strada.

L'American Dietetic Association, nella sua posizione ufficiale sulla disinformazione nel campo della nutrizione, avverte che, quando si devono valutare studi scientifici, i consumatori dovrebbero tener presente "la limitata applicabilità degli esperimenti sugli animali agli esseri umani". [ADA1989]

Peter Jones, direttore della "Scuola di Dietetica e Nutrizione Umana", ha affermato che: "L'approccio alla ricerca scientifica sta cambiando. Nel passato, ci siano affidati ai modelli animali; nutrivano i ratti di laboratorio con concentrazioni maggior di grassi, per valutarne gli effetti sul loro metabolismo. Ora la ricerca nel campo della nutrizione è piu' sofisticata e ci permette di studiare direttamente gli esseri umani." [Chester1998]

Eppure, si continua invece sulla strada insensata della sperimentazione su animali, perché, certo, fare esperimenti inutili su dei roditori in gabbia è molto più facile e veloce e porta alla pubblicazione di articoli molto prima di studi utili ma più lunghi fatti su volontari umani seguendo da vicino la loro dieta e gli effetti che essa ha sulla loro salute.

Riferimenti:

[ADA1989] ADA, American Dietetic Association position paper on nutrition misinformation - Identifying Food and Nutrition Misinformation paper, Nutrition Research Newsletter, February 1989

[Chester1998] Bronwyn Chester, "Sound science that tastes good", Mc Gill reportr on-line, 24 September 1998 (http://www.reporter-archive.mcgill.ca/Rep/r3102/food.html)

Fonte: Adnkronos Salute, Salute: con flavonoidi cuore piu' giovane, studio Ue su mais blu, 20 marzo 2008


Articolo originale: I flavonoidi fanno bene ai ratti - la vivisezione un po' meno

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