La città delle Assicurazioni

I capolavori, architettonici ed artistici in cui hanno sede le storiche assicurazioni triestine.

Vuoi per il ruolo commerciale del Porto Franco, vuoi per l'enorme indotto economico triestino del XIX secolo, a Trieste sorsero alcune tra le più grandi compagnie assicurative il cui nome ancora oggi conferisce lustro e notorietà alla città.

È quindi possibile pensare ad un ideale itinerario cittadino che prenda in considerazione i capolavori, architettonici ed artistici, che a tutt'oggi sono patrimonio delle Compagnie Assicurative.

Purtroppo buona parte di tali beni non sono comunemente accessibili al pubblico: recentemente i palazzi delle Generali, della RAS e del Lloyd Adriatico sono stati aperti in occasione della XIII Giornata FAI di Primavera. Parte delle informazioni qui riportate sono state desunte dal materiale divulgativo di indubbio valore culturale distribuito in quell'occasione.

Le Assicurazioni Generali

L'attuale Sede delle Assicurazioni Generali è ubicata presso il maestoso palazzo sito in piazza Duca degli Abruzzi 2, prospiciente il mare, il porto vecchio e la moderna Capitaneria (non esistente al tempo della costruzione dell'edificio).

Dopo una trentina d'anni trascorsi nell'attiguo Palazzo Carciotti (dove le Assicurazioni Generali erano soltanto affittuarie), dopo il trasferimento al bel palazzo di proprietà di piazza dell'Unità (allora piazza Grande), la Direzione Generale delle Assicurazioni nel 1883 commissionò all'architetto Eugenio Geiringer la costruzione di un palazzo nuovo, dal quale fosse possibile abbracciare con lo sguardo il porto di Trieste ed il golfo intero.

Ciò che ne derivò fu un bel palazzo in stile neogreco, molto in voga all'epoca, e che, a tutt'oggi, costituisce una delle più interessanti testimonianze architettoniche dell'800 triestino.

La facciata, che si affaccia sulle Rive, di innegabile eleganza, è caratterizzata da un corpo centrale in cui spicca un colonnato a sostegno dei balconi del primo piano. A troneggiare sull'insieme un timpano, fiancheggiato da due obelischi, recante, oltre alla dicitura “Assicurazioni Generali”, l'anno di fondazione della Compagnia (1831; ad opera di uno dei membri della famiglia Morpurgo) e quello di costruzione dell'edificio stesso.

Entrando, si accede ad un vestibolo, con quattro colonne in pietra calcarea; all'epoca, da qui, si dipartiva un maestoso scalone che conduceva al piano superiore ma, nel 1965, per esigenze di tipo funzionale, lo scalone fu demolito per ingrandire il salone principale ed al suo posto venne edificata, alla destra del vestibolo, una poco interessante scala. I lavori di restauro dell'edificio permisero inoltre l'introduzione dell'ascensore, fino ad allora assente.

La scala conduce, in piano, ad un ulteriore vestibolo al cui centro fa bella mostra di sé un'alzata commemorativa in argento, alla sommità della quale troneggiano tre figure allegoriche che rappresentano l'Industria, il Commercio e la Navigazione.

A destra si apre il salone, di grande pregio, dove si tiene abitualmente l'assemblea dei soci: all'interno della sala colpisce l'attenzione il soffitto a cassettoni realizzato in vetro dipinto e smerigliato, che dà luce all'ambiente conferendogli al contempo una particolare atmosfera, e la scultura allegorica, al centro della parete principale, raffigurante l'Assicurazione (la figura armata e protetta dalla cotta) che si erge provvidenzialmente a difensore dei deboli.

Continuando la visita si incontra la sala del Mappamondo, così chiamata per la presenza di un mappamondo girevole di grandi dimensioni (ma di scarso valore). Degno di nota invece il dipinto del pittore Eugenio Scomparini intitolato "Allegoria dell'Elettricità".

In piano si trova ancora la Sala del Consiglio, detta anche dei cimeli, in cui sono custoditi numerosi pezzi storici e onorificenze tributate alle Assicurazioni Generali, tra cui la prima azione, la prima copia dello Statuto aziendale, polizze storiche stipulate da pontefici ed altre personalità ed il San Giusto d'Oro, giusto tributo della città alla Compagnia che, più di ogni altra, rappresenta con orgoglio la città di Trieste in tutto il mondo.

La RAS, Riunione Adriatica di Sicurtà

La Riunione Adriatica di Sicurtà , la cui Sede è, da alcuni anni, stata trasferita a Milano, commissionò ai triestini Ruggero e Arduino Berlam un palazzo di particolare magnificenza, proprio in centro città; in quest'ottica i progettisti pensarono ad una facciata che fosse patrimonio di tutti i cittadini e che quindi desse particolare lustro anche alla piazza sulla quale si apriva. Caratteristico è l'uso massiccio di cancellate in ferro battuto che trasformano l'edifico in un prezioso forziere aperto all'esterno. Inoltre, il bicromatismo delle pietre utilizzate, ancora oggi minimizza mirabilmente il passare del tempo ed il degrado dovuto allo smog, tanto da rendere la sede della RAS, situata al civico 1 di piazza della Repubblica, uno dei più bei palazzi cittadini di inizio secolo.

Nell'edifico si accede attraverso un elegante cancello, sempre aperto durante le ore diurne, che immette ad una breve scalinata, inserita in un vano riccamente decorato, delimitato da colonne e recante un soffitto a botte riccamente scolpito.

L'atrio a cui si accede è di una magnificenza a dir poco sorprendente: il pavimento riproduce fedelmente un antico mosaico, riportato alla luce durante gli scavi preliminari all'edificazione del palazzo, e, sulla parete opposta all'entrata, domina una fontana monumentale raffigurante un gladiatore. Il cromatismo dei diversi marmi utilizzati (rosso per i leoni, rosato per la figura umana, giallo per i drappeggi) ne rappresenta la peculiare caratteristica e il grande valore.

Tutto l'edificio si contraddistingue per le preziose ed impegnative scelte architettoniche ed artistiche, a cominciare dalle decorazioni marmoree che, a differenza di quanto accade in molti altri edifici, non sono a stucco. Va inoltre sottolineato che le disposizioni progettistiche dei Berlam furono fedelmente ed accuratamente eseguite, segno della grande professionalità non solo degli architetti ma anche delle maestranze che lavorarono alla realizzazione dell'opera.

I cromatismi non mancano anche all'interno dell'edificio, contraddistinguendo le varie sale: piacciano o meno, le piastrelle porcellanate della sala dell'ascensore in primo piano (ascensore non di recente annessione ma contemplato già nell'originale progetto e mirabilmente integrato nell'insieme) non possono certamente passare inosservate.

Tra le tante scelte di innegabile pregio, va segnalato il tondeggiante mobile in legno presente nello studio, che, per il disegno e la collocazione di spicco, richiama alla mente la nicchia ospitante la fontana del piano terreno.

Oggi, proprio a causa - o, in questo caso, grazie - al trasferimento della Direzione Aziendale, il palazzo, non presentando la necessità di adeguarsi alle moderne esigenze amministrative, conserva perfettamente l'originale aspetto e carattere.

Il Lloyd Adriatico

Il palazzo del Lloyd Adriatico nulla ha a che vedere con i precedenti: di recente costruzione, realizzato in stile post-moderno su progetto dello studio cittadino Celli - Tognon, è situato in una zona della città discosta dal centro, nel largo che prende il nome proprio dal fondatore della Compagnia (che in origine si chiamava Sabaudia e il cui nome fu modificato dopo il passaggio dalla monarchia alla repubblica) e, più specificatamente, in largo Ineri, 1.

Il palazzo non presenta caratteristiche particolarmente degne di nota, eccezion fatta per gli arredi di grande valore economico; ciò che però ne fa un vero gioiello artistico è la collezione privata di grandissimo prestigio che fa bella mostra di sé nella "Pinacoteca" ubicata all'ultimo piano del palazzo. Qui, tra sale di rappresentanza e uffici dirigenziali, sono esposti dipinti di valore, di provenienza sia italiana che estera, ed il cui periodo di realizzazione va dal Trecento (iconografia sacra) al Novecento. Da sottolineare anche la presenza di opere di numerosi artisti "locali", tra i quali spiccano Pietro Fragiacomo, Umberto Veruda e Arturo Rietti.

Tra i grandi nomi della pittura internazionale vi sono quelli di Hayez, Goya e della pastellista Rosalba Carriera.

La galleria, sebbene privata, rappresenta un prezioso patrimonio artistico per la città; consapevole di ciò il Lloyd Adriatico Assicurazioni, da alcuni anni facente parte del germanico e ricchissimo gruppo Allianz, consente a studenti, critici ed appassionati d'arte di godere, previo appuntamento, delle opere esposte.

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