La Basilica di San Silvestro

Uno dei pił antichi luoghi di culto della cittą, affascina il visitatore con la sua innegabile grazia.

La piccola basilica di San Silvestro, ubicata in Androna dei Grigioni accanto alla più grande chiesa di Santa Maria Maggiore, affascina il visitatore per il suo aspetto antico e per la sua innegabile e poco vistosa grazia.

Fino alla scoperta della basilica Paleocristiana di via Madonna del Mare avvenuta negli anni '60, la basilica di San Silvestro fu ritenuta il più antico luogo di culto della città. La tradizione vuole che le sue fondamenta siano situate sulla casa natale dei martiri Tecla ed Eufemia, sebbene gli studiosi lo considerino poco probabile.

In virtù della sue caratteristiche peculiari e della sua rilevanza storica la Basilica di San Silvestro è stata dichiarata monumento nazionale.

Oggi la Basilica è luogo di culto della Comunità Evangelica Riformata, che comprende sia la comunità Elvetica che quella Valdese.

L'esterno

La basilica fu edificata in stile romanico attorno alla metà del XII secolo per volere del vescovo Bernardo. Nonostante nei secoli siano state apportate alcune modifiche alla struttura della costruzione, i lavori di ristrutturazione del 1927 hanno riportato alla luce gli originali elementi romanici, facilmente riconoscibili nelle finestre laterali e nelle arcate in facciata.

La torre campanaria, situata alla sinistra dell'edificio sopra un elegante portico, si ipotizza essere stata realizzata a scopo difensivo in epoca medievale.

L'interno

La chiesa presenta una pianta di forma irregolare priva di abside. Essa consiste in una navata centrale e da due navate laterali minori separate da un colonnato a tre elementi. Il soffitto è a capriata.

Nel presbiterio, a cui si accede salendo tre gradini, è contenuta una tavola marmorea raffigurante la Cena del Signore su cui poggia una Bibbia. Alle sue spalle è appeso un crocifisso in ferro battuto risalente al 1700. Accanto alla tavola si trova invece un moderno battistero a forma di acquasantiera.

Su una colonna è riconoscibile una sinopia medievale, cioè il disegno preparatorio di un affresco che veniva preventivamente realizzato sull'intonaco.

La volta è decorata al centro con la raffigurazione di un agnello a simboleggiare la purezza.

Sul pavimento antistante l'altare vi è la tomba (1585) di Calò, riconoscibile dallo stemma araldico raffigurato. Una seconda tomba risalente al 1616 è invece posta nella parete sinistra dell'edificio.

I resti degli affreschi che ancora si possono vedere risalgono all'inizio del XIV secolo: quelli a destra rappresentano scene della vita dell'Imperatore Costantino, quelli a sinistra raffigurano l'Annunciazione.

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